Come il capo dello Stato, anch’io non ho la sfera di cristallo. Ma non ci sarà da attendere molto. In tarda mattinata sapremo i risultati, prima quelli del Senato e subito dopo quelli della Camera.
La previsione che va per la maggiore è che il governo passerà al Senato e non avrà la fiducia alla Camera. Comunque sarebbe lo stesso una vittoria del governo, che intralcerebbe tante manovre di palazzo. L’ipotesi che possa anche farcela alla Camera è meno credibile, ma non vi è dubbio che se si verificasse, sarebbe un disastro per i cospiratori, Fini in primis.
Chi, come me, ha potuto seguire l’intero dibattito svoltosi ieri al Senato e alla Camera non può non essersi reso conto, se ancora ne dubitava, che lo scontro politico in atto tra opposizione (compresi i finiani) e la maggioranza sta nella interpretazione dell’art 1 della Costituzione, quello che riguarda la sovranità popolare.
L’opposizione vuole restringere la sovranità popolare al solo esercizio del diritto di voto, la maggioranza vuole che la scelta indicata da tale esercizio si rifletta sugli organi dello Stato preposti ad attuarla.
Secondo la maggioranza: no ai ribaltoni. Chi perde le elezioni non può governare, non ci può essere alcuna alchimia che possa spacciare per rispetto della sovranità popolare il ribaltone. Il parlamento non ha questo potere proprio perché così vuole la Costituzione. Ne ho parlato abbondantemente qui, dopo essermi letto sul punto i lavori dell’Assemblea costituente.
I padri costituenti si preoccuparono, infatti, che la sovranità non scivolasse dal popolo ad altri organismi rappresentativi. Riporto solo uno dei molti interventi citati nell’articolo che ho richiamato:
“Quindi credo che la Costituzione democratica debba chiaramente sancire il concetto che la sovranità, cioè il potere, non solo appartiene al popolo, ma nel popolo costantemente risiede. Ed allora bisogna impedire qualunque interpretazione che un giorno possa far pensare a sovranità trasferite o comunque delegate.” (Lucifero)
Ci sono stati, nel dibattito di ieri, due interventi significativi a questo riguardo (da segnalare anche quello di Marcello Pera su Fini). Il primo si è avuto al Senato ad opera di Domenico Nania, il quale ha sostenuto ciò che anch’io sostengo, in linea con il dibattito costituente: se il popolo sceglie una maggioranza, il parlamento non può sovvertirla. Si deve tornare agli elettori.
L’altro intervento si è avuto alla Camera ad opera di Rosy Bindi, la quale ha sostenuto che la sovranità risiede nel parlamento, che perciò è autorizzato a fare ciò che vuole.
È questo lo scontro in atto. Tutto il resto è contorno. Perfino la crisi internazionale e i pericoli della speculazione finanziaria sono fumo negli occhi. In realtà non interessano all’opposizione. All’opposizione interessa che il popolo resti un popolo bue e che la sua sovranità sia limitata all’esercizio del voto. Dopo di che la sovranità trasmigra al parlamento. Nella Costituzione non è mai stato previsto un passaggio del genere. Anzi, come scrissi, ci si è voluti premunire raffinando continuamente il testo affinché ciò fosse impedito.
Come ha ripetuto ieri sia al Senato che alla Camera Berlusconi, siamo in presenza di un nuovo che fatica ad imporsi e di una resistenza restauratrice che ha messo in campo tutte le forze possibili e inimmaginabili per ostacolarlo.
Ciò che ci attende, dunque, può cambiare in meglio o in peggio il nostro Paese. E per molti anni.
Commenti
7 risposte a “Popolo bue o popolo sovrano?”
Ieri, nelle due aule parlamentari e nei programmi televisi di approfondimento abbiamo assistito al festival degli inganni e delle ambiguità, uno spettacolo avvilente.
Proprio coloro che cercavano di svuotare di significato il principio della sovranità popolare sancito dalla Costituzione accusavano animatamente gli altri di aver prodotto una crescente disaffezione dei cittadini nei confronti della politica.
Così come coloro che indicavano il ripristino delle preferenze quale elemento indispensabile per dare valore al voto popolare affermando però, subito dopo, che bisognava abolire il premio di maggioranza e l’indicazione del premier dalla scheda elettorale oppure, ancora peggio, che il parlamentare, una volta eletto, può ignorare e addirittura contraddire la volontà dei cittadini che lo hanno votato.
In un tale bailamme, l’unica soluzione possibile che verrebbe voglia di suggerire sarebbe quella di individuare una forma democratica di commissariamento straordinario dell’attuale Parlamento e mandare tutti a casa.
Mi scusi ma non è possibile avere una maggioranza schiacciante solo perchè si è arrivati primi. Voglio dire che con il sistema attuale se la prima lista arriva al 30/35% ottiene la maggioranza dei seggi ma ci si dimentica che il 60/65% ha votato altri partiti. Quindi se è vero che il popolo è sovrano come si fa a governare con il 60/65% di elettori che non hanno votato chi governa?
Esiste o non esiste un problema di rappresentatività? Non crede che questa situazione sfilacci qualinque governo perchè di fatto non sappresenta il popolo?
Mi scusi ma dobbiamo tenere conto anche di questo. Un governo che ha contro la maggior parte degli elettori è difficile che riesca a governare perchè si riempono facilmente le piazze.
Nelle democrazie occidentali spesso accade che a votare vada solo una percentuala sotto il 50% (anche negli Usa). E allora non dovrebbero governare?
Io sono d’accordo perché la coalizione che vince le elezioni prenda il premio di maggioranza anche nel caso di un voto in più.
Fra l’altro un’alta percentuale affinché scatti il premio di maggioranza come vogliono il Fli e l’opposizione in realtà renderebbe inapplicabile di fatto il premio di maggioranza.
Io ho parlato di elettori non di aventi diritto al voto. Chi non va a votare è costretto a prendere quello che viene ma che la maggioranza degli elettori si trovi in minoranza nel parlamento questo proprio non lo capisco.
Guardi che anche questo è un problema di governabilità. Governare con il solo 30% degli elettori non è semplice. Ammettiamo che Bersani vincesse con il 31% e Pdl al 30% (per assurdo). Lei vorrebbe dare la maggioranza del parlamento a bersani per 1%? Io non di certo! Sarei tutti i giorni in piazza! Chi governa non può avere il popolo contro! Non è giusto e non riesce a governare! I fatti mi sembrano tutti lì.
Guardi, Rosario, che anche quelli che non votano fanno parte del Paese. E’ il partito delle astensioni.
In ogni caso, bisogna scegliere, ed io sono convinto che il premio di maggioranza è importante.
Avrò 69 anni a gennaio. Ne ho visti i governi balneari generati dal proporzionale! Non ne voglio più sapere.
non sono tranquilla. bene per la fiducia ma sono 314 e per governare ne occorrono almeno 316, meglio 317 … non è finita. Cosa dite?
Direi di fare un passo alla volta.