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STORIA: Le feste del solstizio d’inverno (3)

2 Gennaio 2012

di Costanza Caredio

Che il I gennaio dovesse essere il capodanno del mondo cristiano e non solo, fu deciso da un intellettuale astronomo e matematico nel V secolo.

Dionigi il Piccolo faceva parte a Roma della segreteria dei papi: ne raccolse e editò i decreti e i canoni e fissò il calendario in maniera da unificare la data delle feste in tutto l’impero.
I criteri furono: l’anno della nascita di Gesù di Nazaret, rapportato, sia al regno di Erode in Palestina, sia alla fondazione di Roma, 753 anni prima, circa.

Fondamentale era il riferimento ad Augusto, imperatore per volontà della Provvidenza, speculare al Cristo-Messia. Augusto aveva inaugurato una nuova era , reso stabili i confini dell’impero e chiuso, dopo molti anni,la Portadi Giano il giorno 6 gennaio, ricorrenza festeggiata oggi da noi (Epifania) , ma in particolare dai Copti e dagli Ortodossi.

Suo maggior timore era la scarsità di uomini, dopo secoli di guerre esterne, interne, civili e servili. Rispolverò la morale e la religione tradizionale, spedì in esilio Ovidio che aveva raffigurato troppo allegramente le divinità olimpiche, impose il matrimonio e l’obbligo di almeno tre figli.

La risposta degli Antagonisti non fu conciliante, anzi “fatevi eunuchi per il Regno” divenne il programma del gruppo ebraico-cristiano. Ma sbolliti gli ardori rivoluzionari e guerrieri del I secolo, molti intellettuali cristiani guardarono con interesse alla figura di Augusto ed elaborarono una visione dell’Impero come preparazione alla venuta del Cristo: dunque legittimo. Iniziare il nuovo corso da Augusto e dalla chiusura della Porta di Giano (pacifismo) divenne un’opzione condivisa.

Fu Dionigi, proveniente da una terra e da un popolo misteriosi che la realizzò. Gli Sciti, abitantila Russiameridionale, nel mito  discendevano da Ercole e da una Donna-Serpente (il serpente simboleggiava le divinità sotterranee).Erano arcieri eccezionali ed ebbero quattro doni dagli dèi: l’aratro, il giogo, l’ascia, la coppa. Sarà quindi di Buon Augurio un brindisi a Dionigi e al suo popolo scomparso.


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Bart