Non vi è dubbio che Napolitano abbia qualche dote carismatica, che attrae e trascina.
Uno dei casi dimostrativi è rappresentato da Gianni Letta, la cui adorazione per Napolitano gli fece commettere l’errore di trascinare Berlusconi dentro la trappola preparatagli nel novembre scorso, ma anche nell’estate del 2010. Letta ci ha provato, e forse ci è riuscito, anche l’altro giorno nella riunione serale del Pdl, quando Berlusconi si è presentato arrabbiatissimo contro il capo del governo per quella sciagurata dichiarazione che addebitava al suo lavoro l’ecatombe di suicidi che sta piagando l’Italia.
Letta non ha ancora capito (o finge di non capire) che tanto Napolitano che Monti stanno lavorando, dopo essere riusciti a mandare a casa l’odiato leader del centrodestra, per disintegrare il Pdl, all’interno del quale le mine sono già pronte, come quelle rappresentate da Scaloja e da Pisanu.
A meno che (e il mio sospetto è sempre stato fortissimo) Letta non stia lavorando pure lui, oltre che per Napolitano, anche per Scaloja e Pisanu.
Del resto, ricordate tutti le rivelazioni che apparvero su quel sito di cui non ricordo il nome. Una di queste rivelazioni riguardava proprio Gianni Letta, che con l’ambasciatore americano di quel tempo non aveva avuto parole di rispetto per Berlusconi, anzi lo aveva messo in cattiva luce.
Berlusconi se la cavò dicendo che non credeva a quanto pubblicato. Ma le cronache di quei giorni la pensarono diversamente.
In ogni caso Letta seppe convincere Berlusconi della sua lealtà. E Berlusconi ci credette.
Ora Napolitano deve aver sviluppato un qualche sortilegio su Giuliano Ferrara (l’altro caso), attraendolo verso di sé a tal punto che oggi egli potrebbe benissimo farne il portavoce.
Ricordate quando Napolitano, subito dopo le elezioni, ironizzò sul boom di Grillo? Certo che sì, perché fu un calcio alla democrazia vera, quella, ossia, che si esprime nella cabina elettorale, segno incorruttibile di sovranità.
Ieri Giuliano Ferrara, nella sua trasmissione Radio Londra praticamente ha megafonato le stesse cose, dando addosso a Grillo e ovviamente al grillismo.
Io non so che fine farà il grillismo, quale futuro il destino gli assegnerà nel mare di questa nostra politica corrotta e impresentabile. Ma c’è una cosa di cui sono sicuro, che Giuliano Ferrara, come del resto e a maggior ragione il capo dello Stato, non debbono trattare così un movimento che si è presentato correttamente alla prova dell’elettorato ed ha riscosso una adesione molto alta a paragone con le vistose cadute di tutti gli altri partiti. Il successo di Grillo lo ha collocato nelle percentuali che sono ordinariamente dell’Udc, e superano quelle del Fli e dell’Api, o di Rifondazione e così via.
Caro Napolitano e caro Ferrara, gli elettori devono essere rispettati, è il sale della democrazia.
Dare addosso agli esiti elettorali di Grillo e agli uomini che entreranno nelle amministrazioni della cosa pubblica per volontà dei cittadini, è un comportamento che va contro la democrazia. Non ci sono giustificazioni. Sono atti sorprendenti e gravissimi.
Si deve cominciare da qui a ricostruire l’Italia.
Brutta storia.