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Le mie ragioni in difesa di Rosi Mauro

12 Aprile 2012

Sono apparsi già numerosi interventi in difesa di Rosi Mauro, che la Lega Nord ed alcuni partiti, come l’Idv e il Pd, vorrebbero dimissionare dalla carica di vicepresidente del Senato.
Ho letto che ieri era il suo turno di presiedere l’aula intorno alle 12, ed invece al suo posto è comparso Renato Schifani che l’ha sostituita.

Schifani ha fatto una fesseria e si è dimostrato non all’altezza di proteggere, secondo quanto vuolela Costituzione, i cittadini e, in questo caso, i membri del ramo del parlamento che egli presiede.

Non solo la Rosi Mauro deve essere considerata innocente fino a che non arrivi a suo carico una condanna definitiva, ma sembra che in realtà tutte le colpe che le sono state attribuite siano frutto di una maligna e riprovevole accusa senza alcun fondamento.

Stamani Feltri ha provveduto, dopo che ieri lo aveva fatto anche a Radio Londra Giuliano Ferrara, a smontare le tesi accusatorie, ed io sono portato a credere a quanto l’importante editorialista scrive, anche perché ha risolutamente e convincentemente dichiarato la propria innocenza la stessa Rosi Mauro.

Prove, a quanto pare, non ce ne sono, dunque; e ogni cittadino dovrebbe sentirsi in dovere di considerarla innocente fino a prova contraria.
Schifani in primo luogo, oltre che l’Idv,la Lega Nord e il Pd.
Il loro comportamento è riprovevole.

Fini commise qualcosa di molto più grave, e la stessa magistratura lo riconobbe nella sentenza di archiviazione. Tradì la fiducia dei propri associati svendendo un fabbricato di An per darne la disponibilità al cognato. Per Fini ci sono le prove, che mancano del tutto nei confronti di Rosi Mauro.
In attesa che esse emergano, perciò, Schifani ha il dovere costituzionale di rispettare la dignità e i diritti della sua vicepresidente.

Ancora. Tutti coloro che gridano contro la permanenza della Rosi Mauro nel suo incarico istituzionale dovrebbero sentirsi obbligati a cambiare direzione, rivolgendosi a Fini e chiedendone le dimissioni.
Perché egli ha tradito la fiducia dei suoi associati in modo tale che perfino una magistratura indulgente è stata costretta ad ammetterlo, pur non essendo stato commesso reato. Perla RosiMaurosi tratterebbe al confronto, e allo stato, di ben piccola cosa: i soldi pubblici ricevuti dal partito e, con il consenso dello stesso partito, finiti nelle casse del sindacato padano.
Non c’è confronto con quanto di più grave è accaduto nell’affaire di Montecarlo.

Se la Rosi Mauro dovesse essere costretta a dimettersi per aver tradito la fiducia dei leghisti, io qui grido con tutte le mie forze che la politica è diventata orripilante, scandalosa e vigliacca, perché fa dimettere una vicepresidente e lascia in carica (per motivi indecenti) la terza carica dello Stato, ossia il presidente della Camera, che tradì, e con quale fondamento!, la fiducia degli aennini.

www.i-miei-libri.it


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Bart