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Le talpe in giardino

18 Marzo 2010

Basta una talpa a mettere a soqquadro un giardino. Una mattina vi svegliate e vedete spuntare dall’erba tante gobbette di terra, una dietro l’altra, a zig zag. Vi mettete le mani nei capelli. In breve la talpa vanificherà tutto il vostro lavoro. Infatti, non è facile catturarla.

Così accade in Italia, che di talpe e di storture ne vede spuntare a iosa, e proprio a zig, zig. Oggi a Trani, ieri a Firenze, l’altro ieri a Palermo, nel 1995 a Milano.

Dalle gobbette fanno uscire però, anziché terriccio, documenti che spargono fango sulle persone prima ancora che siano giudicate.

È un reato gravissimo. Ma nessuno riesce a catturare una sola di queste molte talpe sparse nelle sedi giudiziarie. Perché il male viene da lì; all’interno della magistratura sta il marcio.

E allora ci si domanda: Possibile che in quelle quattro mura di una sede giudiziaria, non si riesca a catturare la talpa? Sembra incredibile. Eppure è così.

E allora ne sorge un’altra, di domande: Sarà mai che sia la conseguenza di una complicità, o peggio ancora di una vera e propria omertà?
A pensarci mi vengono i brividi.
Preferisco supporre che ci sia inefficienza, che nei tribunali è di casa.

Però non posso scacciare quest’altro pensiero. Noi affidiamo la giustizia a persone che non sono capaci nemmeno di trovare una talpa tra le quattro mura del loro ufficio. Saranno davvero capaci di amministrare la giustizia?

Se poi allungo il pensiero al comportamento tenuto dal Csm non appena il ministro Alfano annunciò che avrebbe inviato degli ispettori a Trani, i brividi tornano, eccome!

Immaginate: la Costituzione e la legge consentono al guardasigilli di promuovere ispezioni, e quando lo stesso ravvisa che a Trani ci sono fughe di notizie e dubbi sulla competenza territoriale e quindi esprime la volontà di inviare gli ispettori, Il Csm apre un fascicolo a suo carico. Ora ha fatto marcia indietro, dopo il doveroso richiamo di Napolitano, ma io mi domando: Come si permette il Csm di impedire al guardasigilli ciò che la Costituzione e la legge gli consentono?
È da un po’ di tempo che il Csm la fa fuori del vaso, e il troppo stroppia.

Tornando alle talpe. Perché quando escono notizie riservate su di una indagine in corso, se non si trova il colpevole, non si punisce il procuratore capo?

Sono sicuro che questo potrebbe essere un ottimo rimedio per proteggere il giardino Italia da questi farabutti, che si vendono senza alcuna dignità.

Dopo le regionali, Berlusconi metta mano alle riforme, cominciando dalla giustizia, ma non finendo lì. Deve farle entro il 2013. Si era detto che questa legislatura doveva essere la legislatura delle riforme. I cittadini le aspettano. Gli hanno dato il voto per questo.

Sabato lo sosterranno nella manifestazione di piazza San Giovanni, e lo sosterranno – ne sono certo – con il voto del 28 e 29 marzo.
Ma dopo, al via con le riforme, senza indugio.

O altrimenti ci vedremo presto consegnare un’Italia che mio fratello Mario, in un commento (il n. 2) sul mio blog, così ha dipinto (ne estraggo una parte):

“Pensate alle potenzialità che potranno sprigionarsi da un siffatto governo.
Faccio solo alcuni esempi: Di Pietro ovviamente sarebbe il premier, De Magistris alla giustizia, Travaglio all’informazione (nuovo dicastero a garanzia dell’imparzialità dell’informazione). Per rafforzare quest’ultima garanzia verrebbe poi nominato presidente della Rai, manco a dirlo, niente popò di meno che Michele Santoro.
Al fine di assicurare tranquillità e benessere, si dovrà procedere subito ad una  riforma costituzionale che riguarderà l’ordinamento della Repubblica  ed il sistema elettorale.
Nella nuova costituzione scompariranno il Presidente della Repubblica e la Corte Costituzionale, le cui funzioni verrebbero assorbite dal CSM, che diventerà così unico custode ed interprete della Costituzione.”

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“Perfino Napolitano è stanco del Csm” di Marianeve di Sammojano. Qui.

“Pdl, 15 buoni motivi per andare in piazza sabato” di Antonio Signorini. Qui.

Pier Camillo Davigo, giudice di Cassazione, presenta il libro di Travaglio. Qui.


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