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LEGGENDE: Zita, la Santa dei fiori

27 Aprile 2008
[Oggi a Lucca si celebra Santa Zita. In piazza San Frediano, ove si erge l’antica Basilica che ne conserva i resti, e nel vicino, suggestivo Anfiteatro, è una festa di fiori, in ricordo del miracolo più famoso della Santa.]

di Bartolomeo Di Monaco
[Per le altre sue letture scorrere qui. Il suo blog qui.]

Nel canto XXI dell’Inferno, c’è un diavolo che ha abbrancato un Lucchese, Bonturo Dati, e lo consegna in fretta e furia agli altri diavoli perché deve tornare a Lucca, dove c’è da fare man bassa di barattieri: “ecco un de li anzian di Santa Zita!” grida ai compagni, i quali accolgono Bonturo ammonendolo: “… Qui non ha loco il Santo Volto: / qui si nuota altrimenti che nel Serchio!”
Quando Santa Zita muore, il 27 aprile 1278 (era nata a Monsagrati – Lucca nel 1218), Dante Alighieri aveva 13 anni. Le due vite si sono in qualche modo toccate, e il Sommo Poeta deve aver sentito, eccome, parlare della Santa lucchese che, ancora in vita, aveva compiuto già vari miracoli ed era molto conosciuta. La Basilica di San Frediano è il luogo dove si tennero i funerali e dove il corpo della Santa è conservato ancora oggi in un’apposita cappella (Cappella Fatinelli) a destra dell’ingresso principale. È la Santa più celebre di Lucca, che, in quanto a Santi (si ricordi che Lucca era appellata come la città delle cento chiese), ne ha avuti altri, come San Giovanni Leonardi (Diecimo – Lucca 1541- Roma 1609: è sepolto sotto la mensa dell’altare della cappella, a lui dedicata, di S. Maria in Portico in Campitelli in Roma), fondatore dell’Ordine dei Chierici Regolari della Madre di Dio; Santa Gemma Galgani (Camigliano – Lucca 1878 –   Lucca 1903, sepolta nel Santuario a Lei intitolato, appena fuori Porta Elisa e visibile per la gran cupola di color verde, dove vivono le suore claustrali passioniste), fondatrice del Monastero passionista in Lucca; la Beata Elena Guerra (Lucca 1835 – Lucca 1914, sepolta nella chiesa di Sant’Agostino), fondatrice della Congregazione delle Suore Oblate dello Spirito Santo.
Il miracolo più conosciuto tra quelli operati da Santa Zita è il seguente: Zita – che sarà proclamata Patrona delle domestiche da Pio XII – prestava servizio come domestica presso una importante famiglia lucchese, i Fatinelli. Il loro palazzo è visibile ancora oggi, quando, giunti dove la via Fillungo (la più famosa della città) fa una leggera curva, noi ci troviamo da una parte l’ampia via Mordini e sul lato opposto, quasi di fronte a via Mordini, una stradina stretta stretta, via Fontana; lì entrando, si può vedere il palazzo Fatinelli dove prestava servizio Santa Zita. È riconoscibile perché ai suoi piedi c‘è ancora un antico pozzo che porta il nome della Santa. Il Fatinelli, come altri nobili lucchesi, aveva dato disposizione ai domestici di donare sempre qualcosa ai poveri che bussavano alla sua porta. Zita assolveva al compito con grande amore e dedizione, tanto che il padrone cominciò a sospettare che donasse più di quanto le fosse consentito. Così un giorno che la vide recarsi alla porta con un grembiule ben gonfio, in cui sembrava racchiuso molto cibo, la fermò e le domandò che cosa vi fosse contenuto. Zita rispose: “Fiori e fronde”. All’invito del padrone di sciogliere il grembiule, come Zita eseguì l’ordine, da esso caddero a terra fiori e fronde, proprio come la domestica aveva dichiarato. È in ricordo di questo miracolo che il 27 aprile di ogni anno Lucca festeggia la sua Santa con una grande esposizione di fiori nella piazza antistante la Basilica di San Frediano. È uno spettacolo di una bellezza indescrivibile, quello che si può ammirare sotto il brillio del grande mosaico dorato della facciata. L’esposizione dei fiori prosegue nel vicino Anfiteatro, moltiplicando, grazie a questo splendido monumento trasformatosi negli anni in un autentico gioiello d’arte, meraviglia e suggestione. L’Anfiteatro lucchese è uno dei luoghi più ammirati e fotografati della città.


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Bart