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LETTERATURA: A. Maria Santucci: “Col vento in poppa”, Darislibri, 2008

11 Agosto 2009

di Marisa Cecchetti

Un viaggio in automobile da Lucca   a Piombino, per l’imbarco per l’Elba, offre ad una madre l’opportunità di raccontare la storia di famiglia ai figli, di cinque, undici e sedici anni.  “Col vento in poppa”, di A. Maria Santucci, è una storia  che parte dai primi del ‘900, dalle figure originali delle bisnonne, arriva al nonno che ha fatto la guerra ed è finito in un campo di concentramento in Polonia, recupera la paura della popolazione civile sotto i bombardamenti e l’infanzia della stessa narratrice nata nel dopoguerra. Allora la vita era semplice, la TV era solo in poche case benestanti, si vendeva il ghiaccio in blocchi per conservare gli   alimenti e passava ancora la straccivendola dai cortili. Nel ricordo tutto sa di avventura, i viaggi dalla pianura padana verso la costa amalfitana, i giochi dei bambini in casa e all’aria aperta, quando fantasia ed immaginazione non avevano bisogno di giocattoli. Il mare era vissuto come libertà e occasione di relazioni. I figli ascoltano incuriositi, scoprendo un mondo che sembra così lontano ma soprattutto così diverso dal loro. Se la curiosità rimane desta per tutto il viaggio, poi il mare li cattura con una forza maggiore dei ricordi, che rimangono comunque fissati con la loro valenza, quando il tempo ne smorzato ogni pena.  

A. Maria Cantucci, Col vento in poppa, Darislibri, 2008

Letto 2367 volte.


1 commento

  1. Commento by Gian Gabriele Benedetti — 11 Agosto 2009 @ 16:43

    Ammiro in Marisa Cecchetti la grande capacità di concentrare le sue recensioni e, nel medesimo tempo, di proporci un quadro interpretativo, puntuale, concreto e completo, del lavoro preso in esame. Inoltre Marisa manifesta (ciò avviene anche sulle recensioni pubblicate su “La Nazione”) una facilità ed una coloritura espressive che si rivestono di spiccata intuizione e di profonda ricchezza contenutistica. Ogni volta se ne apprezza la meditazione e lo scavo psicologico, che si fanno saggezza, voce d’anima e carica vitale. Le immagini che propone, in un linguaggio altamente creativo, sono luminose e di provato interesse. Il tutto segno di una notevole sensibilità e di un comprovato percorso umano e culturale
    Gian Gabriele Benedetti

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