Libri, leggende, informazioni sulla città di LuccaBenvenutoWelcome
 
Rivista d'arte Parliamone
La scampanata, il romanzo di Bartolomeo Di Monaco trasformato in testo teatrale, qui per chi volesse rappresentarlo.

LETTERATURA: ARTE: I MAESTRI: La morte di Breton

2 Maggio 2013

di Franco Nencini
[da ‚ÄúLa Nazione‚ÄĚ, 29 settembre 1968]

Parigi, 28 settembre.

Lo scrittore francese Andr√© Breton √® morto ieri sera, all’et√† di settant’anni, nell’ospedale Lariboisiere di Parigi, dove era sta ¬≠to trasportato d’urgenza dal di ¬≠partimento del Lot, dove stava trascorrendo un periodo di va ¬≠canze. Colpito da una grave crisi di asma, Breton √® morto poco dopo il ricovero per un col ¬≠lasso cardiaco. Era ormai unanimemente riconosciuto come il ¬† ¬ę padre del surrealismo ¬Ľ.

L’ultimo grande litigio di colui che era stato definito ¬ę forse il miglior stilista francese del no ¬≠stro secolo, senza dubbio il peggior carattere della letteratura ¬Ľ avvenne nel 1964, in occasione della grande mostra del surrea ¬≠lismo organizzata alla galleria Charpentier da Patrick Waldberg. Circondato da allievi bar ¬≠buti e da una splendida donna vestita di viola con sul braccio un pappagallo, Breton accus√≤ Max Ernst, che aveva aderito al ¬≠la mostra, di tradimento. ¬ę Non andr√≤ mai a vedere questa mo ¬≠stra ¬Ľ, disse Breton. ¬ę Il surreali ¬≠smo non si presta a esser cri ¬≠stallizzato in antologie e bilanci. A Baudelaire non piacevano le metafore militari, a me non piac ¬≠ciono le metafore commerciali. Il bilancio √® una resa di conti. E io non ho nessuna intenzione di liquidare il surrealismo. Il surrealismo esisteva prima di me e si suppone che debba so ¬≠pravvivermi ¬Ľ.

Ora che lo scrittore √® tornato per sempre in quel cono d’om ¬≠bra che in fondo aveva caratte ¬≠rizzato i suoi ultimi anni, nono ¬≠stante il revival del surrealismo stesso, sia pure in forme pi√Ļ di mercato culturale che di precisa adesione spirituale, si pu√≤ dire che tra i tanti bilanci del movimento che lui stesso ed altri hanno compiuto, questo √® forse il pi√Ļ valido. Nel secondo ma ¬≠nifesto del surrealismo, apparso nel 1929, Breton scriveva tra l’altro, in un diluvio di immagi ¬≠ni attraverso il quale si delineava la prospettiva esoterica che sa ¬≠rebbe in lui poi divenuta domi ¬≠nante; ¬ę… Il movimento non ha voluto far altro che provocare, dal punto di vista intellettuale e morale, una crisi di coscienza… Lo spaventapasseri della morte, i caf√©-chantants dell’ai di l√†, il naufragio nel sonno della pi√Ļ bella delle ragioni, lo schermo schiacciante dell’avvenire, le tor ¬≠ri di Babele, gli specchi di incon ¬≠sistenza, l’invalicabile muro del denaro spruzzato di cervella, que ¬≠ste immagini troppo vivide della catastrofe umana sono forse sol ¬≠tanto immagini. Tutto conduce a credere che esista un certo pun ¬≠to dello spirito dal quale la vita e la morte, il reale e l’immagi ¬≠nario, il passato e il futuro, il comunicabile e l’incomunicabile, l’alto e il basso cessano di essere concepiti contraddittoriamente; ora, si cercherebbe invano alla attivit√† surrealista altro movente fuor della speranza di determi ¬≠nare quel punto ¬Ľ.

E’ proprio in questo senso che l’opera di Breton e il movimento surrealista di cui egli √® rimasto sempre il massimo animatore pos ¬≠sono avere ancor oggi come di ¬≠sposizione spirituale, libera cio√® da etichette e sovrastrutture, il senso di una lezione immanente e ritrovabile, perfino insospettatamente, in certi strumenti e in certe ribellioni letterarie del no ¬≠stro tempo.

Freud

Andr√© Breton era nato nel 1896 a Tinchebray, una cittadi ¬≠na dell’Orne. Compiuti gli studi in provincia si trasfer√¨ a Parigi, dove si iscrisse alla facolt√† di medicina. Ben presto i suoi in ¬≠teressi si orientarono verso la neuropsichiatria: le dottrine del ¬≠la scuola di Vienna si stavano diffondendo col fascino sottile del proibito, ma in Breton que ¬≠ste teorie si incidevano, con una dimensione sconvolgente e totale. La prima guerra mondia ¬≠le e il suo distaccamento presso un ospedale psichiatrico gli of ¬≠frirono dolente materia umana su cui meditare e studiare. La lettura delle opere di Freud, la amicizia col misterioso Jacques Vach√© tragica figura di nichilista e di anarchico, suicidatosi dopo l’armistizio, la conoscenza di Apollinaire delinearono in crescen ¬≠do la vocazione di Breton nel teorizzare, promuovere e vivere tutta la possibile gamma di espe ¬≠rienze di dissociazione psichica, di automatismo dell’espressione, di ¬ę viaggio ai confini della co ¬≠scienza ¬Ľ.

Tutta questa materia fervida e inquietante si esaltava e con ¬≠fluiva ¬† anche nell’opera di al ¬≠cuni poeti scrittori e artisti che via via si raccoglievano intorno a Breton e alla rivista Literature, fondata nel 1919 con la collaborazione di Luis Aragon e di Philippe Soupault. Era an ¬≠cora il primo periodo, tragico, assoluto e prepolitico, del surrea ¬≠lismo. Il momento di negazione metafisica e di rivolta assoluta (suicidio, ¬ę aprite le prigioni e sciogliete l’esercito ¬Ľ, ingiurie al Pontefice, esaltazione del rifiuto di obbedienza: in linea del re ¬≠sto con quanto il dadaismo ma ¬≠nifestava attraverso il soave e terribile Tristan Tzara, piomba ¬≠to dalla Svizzera a Parigi).

Breton intanto incontrava Freud, e ne riceveva una nuova spinta alla trasposizione in chia ¬≠ve estetica e creativa delle sue teorie sul pensiero e sull’inconscio. Nel primo Manifesto del Surrealismo, pubblicato nel 1924, il movimento veniva definito co ¬≠me ¬ę Puro automatismo psichico attraverso il quale ci si propone di esprimere, sia a parole, sia in scritti, sia in qualsiasi altra forma, il processo reale del pen ¬≠siero, nella completa mancanza di ogni controllo esercitato dal ¬≠la ragione e al di fuori di tutte le considerazioni estetiche e mo ¬≠rali ¬Ľ.

Nel 1928 Breton, che fino ad allora si era limitato a sperimen ¬≠tare sulla rivista i nuovi mezzi espressivi e a pubblicare i saggi Les pas perdus (1924) e L√©gitime D√©fense, pubblicava Nadja, uno dei libri pi√Ļ affascinanti del surrealismo. Fin dall’anno prece ¬≠dente Breton e i suoi amici ave ¬≠vano aderito al comunismo. Vedevano forse in questo atto una concreta adesione a ¬ę una ¬Ľ ri ¬≠voluzione. Ma quanto questo le ¬≠game fosse leggero lo dimostre ¬≠r√† la successiva, clamorosa rot ¬≠tura di Breton con Aragon e col partito. Come scriver√† Sar ¬≠tre, il legame tra surrealismo e proletariato era indiretto e astratto. Il loro nichilismo di fondo respingeva la cieca disciplina di partito.

Breton era ormai il grande teo ¬≠rico del movimento, che assu ¬≠meva sempre pi√Ļ salde connes ¬≠sioni internazionali. Dispotico, incostante, collerico (celebri gli schiaffi che Breton tir√≤, sul bou ¬≠levard Montparnasse, a Ilja Ehrenburg, membro della dele ¬≠gazione sovietica a quel con ¬≠gresso degli scrittori per la di ¬≠fesa della cultura, nel quale si era tentato in ogni modo di osta ¬≠colare la partecipazione surrea ¬≠lista) la sua posizione di ¬ęri ¬≠volta permanente ¬Ľ colp√¨ spesso anche gli amici pi√Ļ cari.

Prima che la seconda guerra mondiale scoppiasse, la vita di Breton pu√≤ considerarsi segnata da due altri eventi importanti: la grande esposizione del surrea ¬≠lismo del 1936 e il viaggio a Citt√† del Messico per incontrar ¬≠si con Trotzskij, insieme al qua ¬≠le fonder√† la ¬ę Federazione in ¬≠ternazionale dell’arte rivoluzio ¬≠naria indipendente ¬Ľ e cercher√† di definire la storia e l’evoluzio ¬≠ne del surrealismo nei quindici anni precedenti. Pubblicava in ¬≠tanto Les vases communicants, A√Ļ lavoir noir, L’amour fou, la Anthologie de l’humour noir.

Esoterismo

Al Messico e poi negli Stati Uniti, dove Breton si rifugi√≤ nel 1940 dopo la sconfitta francese, si approfondiva contemporanea ¬≠mente quella che potremmo chia ¬≠mare ¬ę la componente esoterica dell’arte di Breton ¬Ľ e che ritro ¬≠viamo in alcune pagine di Prole ¬≠gomeni ad un terzo manifesto del surrealismo o no, scritto nel 1942, e nel quale parla dei ¬ę Grandi trasparenti ¬Ľ, esseri soprannaturali. ¬ę L’uomo forse non √® il centro, il punto di mira del ¬≠l’Universo. Ci si pu√≤ lasciar an ¬≠dare a credere che sopra di lui, nella scala animale, esistono es ¬≠seri il cui comportamento gli √® tanto estraneo quanto il suo pu√≤ esserlo all’effimera o alla bale ¬≠na… ¬Ľ.

Nel dopoguerra l’impegno di Breton sembra scomparire, nel marasma incontrollato delle nuo ¬≠ve generazioni, negli anni rug ¬≠genti di Sartre e di Camus. Ep ¬≠pure rimane sempre, moralmen ¬≠te, lo stravagante proprietario di quella soffitta, di quella bottega fantastica in cui, da quasi mez ¬≠zo secolo, arti e lettere contem ¬≠poranee hanno scovato parte de ¬≠gli espedienti del loro linguaggio: ha ancora degli allievi che lo vanno ad adorare nei templi del ¬ę Caf√© Musset ¬Ľ, di quelle libre ¬≠rie erotico-fantastiche della riva sinistra, nelle redazioni di rivi ¬≠ste colme di invenzioni grafiche e destinate a vivere un numero o due.

Al di l√† di questo lento de ¬≠clino, di sempre pi√Ļ fantasioso rifugio nel regno della fantasia pura, della rottura con ogni sche ¬≠ma logico, il messaggio che di Breton come padre del surreali ¬≠smo ci rimane, appare la coinci ¬≠denza con l’urgenza stessa di un sentimento di libert√† e di ribel ¬≠lione ¬ę come √® avvenuto √Ę‚ÄĒ sono parole di Carlo Bo √Ę‚ÄĒ per il grande romanticismo tedesco e col naturalismo francese ¬Ľ. Ri ¬≠volta contro la ragione, rifugio nell’esoterismo. Una parabola an ¬≠cora immanente nel cielo incerto delle letterature d’oggi, pi√Ļ di quanto non si pensi.


Letto 2792 volte.
ÔĽŅ

Nessun commento

No comments yet.

RSS feed for comments on this post.

Sorry, the comment form is closed at this time.

A chi dovesse inviarmi propri libri, non ne assicuro la lettura e la recensione, anche per mancanza di tempo. Così pure vi prego di non invitarmi a convegni o presentazioni di libri. Ho problemi di sordità. Chiedo scusa.
Bart