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La scampanata, il romanzo di Bartolomeo Di Monaco trasformato in testo teatrale, qui per chi volesse rappresentarlo.

LETTERATURA: Chiedo ancora un po’ di tempo

6 Luglio 2024

di Bartolomeo Di Monaco

Sono tornato poco fa da un funerale. Stanno cadendo intorno a me amici e conoscenti appena più giovani o più anziani. In pochi mesi sono già una decina.
Spero di avere ancora un po’ di tempo e che la Nera Signora si comporti con me come quel giorno in cui scrissi la poesia che trovate di seguito.
Devo completare ancora 2 o 3 cosette per sentirmi soddisfatto del mio lavoro di scrittore.

1 – Pubblicare un’altra edizione a colori del libro a cui tengo molto e a cui affido la mia memoria postuma: “Lucchesia bella e misteriosa. Storie e Leggende”.
Quella già in vendita su Amazon coi disegni a colori di Eva Scognamiglio è disponibile, a prezzi ovviamente differenti, nei 3 formati: digitale, con copertina flessibile e con copertina rigida.
Negli stessi 3 formati uscirà fra qualche tempo la prossima edizione coi disegni a colori di Giuliana Ricci.

2 – Fra qualche tempo completerò l’edizione in bianco e nero dello stesso libro “Lucchesia bella e misteriosa”, portando a 50 (oggi sono 23), e dunque uno per ciascuna leggenda, i disegni di Mirko Benedetti. Uscirà anch’essa nei 3 formati: digitale, con copertina flessibile e con copertina rigida.

Con l’occasione informo che su Amazon troverete raccolte in un solo volume le mie favole illustrate a colori da più autori, intitolato “Nonno Bart e le sue favole per piccoli e grandi”, nei 3 formati: digitale, con copertina flessibile e con copertina rigida.

E ora ecco la poesia, con la quale chiedo ancora una volta alla Nera Signora di usarmi misericordia e di attendere che concluda il mio lavoro. Mi renderà felice e le farò, prometto, un’ottima accoglienza.

TRASCORRE MOLLEMENTE IL TEMPO
(Sulla strada per Villa Forci)

Trascorre mollemente il tempo
della mia vita
ora che non ho più padroni.
Per le selve cammino
o in riva al fiume;
le more tra i rovi
o la rossa albatrella
o il chicco dell’uva
assaporo;
e il sole che mi vide
nascere e fanciullo
di nuovo saluto.
Ho visto il ramarro
sopra un sasso,
il ragno nero tra i rami
e con dolcezza li ho ammirati.
Mollemente trascorre il tempo
della mia vita
ora che non ho più padroni.
Chi sei tu, leggiadro signore,
che incontro al mattino sul colle?
Sei la morte, io lo so,
ancor giovane e bella,
e forse mi studi,
e ti sorprendi della mia allegria,
ma è tanto dolce quassù
un giorno di novembre
che anche il pensiero di te
mi rallegra,
e quando da lungi ti scorgo
il mio occhio si ravviva
e guarda giù la valle;
il sole la illumina
e illumina te
quando mi passi accanto.
E tu la senti
la vita che pulsa in me,
oh sì la senti!
e della mia gioia
con tua sorpresa
anche tu esulti,
sorridi
e mi lasci andare.

6 novembre 1990


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A chi dovesse inviarmi propri libri, non ne assicuro la lettura e la recensione, anche per mancanza di tempo. Così pure vi prego di non invitarmi a convegni o presentazioni di libri. Ho problemi di sordità. Chiedo scusa.
Bart