Libri, leggende, informazioni sulla città di LuccaBenvenutoWelcome
 
Rivista d'arte Parliamone
La scampanata, il romanzo di Bartolomeo Di Monaco trasformato in testo teatrale, qui per chi volesse rappresentarlo.

LETTERATURA: Giuliana Ricci: “Frammenti di buio”

10 Giugno 2024

di Bartolomeo Di Monaco

Intanto va detto che Giuliana Ricci è un’eccellente disegnatrice. Disegni vividi e dai colori affascinanti. C’è un libro di fiabe che lo dimostra: “Mondi incantati”, di cui mi sono occupato alla sua uscita, come mi sono occupato dell’interessante libro, frutto di studio e di ricerca: “Le streghe di Soraggio e altri eretici”. Trovate queste mie letture nel volume: “Letture nuove 1“.
“Veniamo a “Frammenti di buio”, uscito nel 2024 per Alcheringa Edizioni. Si tratta di 10 frammenti, o racconti, che hanno per denominatore comune il mistero e lo smarrimento che si nascondono nella realtà, ma anche oltre, e s’ingigantiscono e diventano ossessivi per effetto della paura.
L’impatto è notevole. Nel primo frammento, ”Requiem”, siamo nel 1791 e ci troviamo di fronte ad un Mozart malato e disteso sul letto con accanto il giovane studente di musica Nikolaus, “emissario del conte Walsegg”, che lo sollecita a terminare il “Requiem” richiestogli dal suo principale. È una storia che richiama in modo evidente il film pluripremiato “Amadeus” del 1984 diretto da Milos Forman.
Il suo Mozart è riflessivo e pensoso al contrario dello sguaiato personaggio del film di Forman. Sarà perché è collocato quasi al termine della sua vita. Vi è in lui del pessimismo e la malinconia per il tempo che trascorre e che può condurre alla dimenticanza.
Muore mentre suona il flauto alla presenza al suo capezzale di Nikolaus, il giovane studente. Ma, come vedrete, non sarà un’autentica morte e ci troveremo davanti ad un Mozart redivivo e reincarnato nel corpo di altri noti musicisti. Il lettore ne sarà coinvolto e sconvolto. Sì, perché vi si parla della musica, di cui il genio di Salisburgo è stato ed è uno dei massimi esponenti. Della musica, ossia, come strumento quasi divino che agisce e interferisce negli stati d’animo dell’uomo: “la musica come possibile cura di malattie fisiche e mentali, come mezzo per ricondurre l’uomo in equilibrio con la harmonia mundi.”.
Ma la musica, ossia il suono, può avere anche effetti negativi: “I primi testi esaminati trattavano del pericolo di certe strutture musicali come quelle dei ritmi ossessivi o di alcuni accordi ritenuti manifestazioni del Diavolo. Vere e proprie evocazioni.”.
Il mistero e ciò che sta dietro il velo del reale è il motivo ispiratore del frammento che rappresenta una significativa ouverture della raccolta, in cui l’autrice si rivela una perspicace creatrice di atmosfere come questa. Una professionista del buio, come lo fu Edgard Allan Poe (1809-1849) coi suoi racconti macabri. L’autrice sotto il titolo di uno dei frammenti, “Sine requie” si riconosce debitrice dell’altro celebre autore del buio: Howard Phillips Lovecraft (1890-1937), che si dichiarò, a sua volta, debitore del suo grande maestro. In questo frammento si va alla ricerca dei primi abitatori della Terra: “Non si poteva pensare di essere stati gli unici esseri intelligenti ad aver abitato il pianeta.”. Ed ecco la suggestiva motivazione della ricerca condotta dalla studiosa Astrid: “Forse avevano un loro mondo dove riuscivano a vivere meglio che sulla Terra ma, se erano arrivati a generare figli con le donne terrestri, non potevano avere abbandonato la loro prole.”.
Al primo racconto ne seguono, dunque, altri, con intenzioni tutte frutto di una fantasia feconda, spesso alimentata da rinvenuti documenti, reperti archeologici e ricostruzioni storiche, in cui l’immaginativo estraniante (nel racconto “Frammenti” la protagonista è affetta da una forte e perturbante amnesia) e a volte terrorizzante (In “Tre vedove”: “strane presenze e respiri anomali”) la fanno da padrone. Le situazioni che incontreremo catapulteranno il lettore in un mondo quasi impalpabile, evanescente, in cui tensione, smarrimento, disperazione e paura si alterneranno a mo’ di un incubo: “Non c’era serenità in quella casa, le ombre del passato si spargevano dentro di essa come una nebbia gelida e l’atmosfera cupa deprimeva gli animi.” (in “Frammenti”). In “Nel buio” leggeremo (narra di una visita nelle profondità di una miniera di ferro abbandonata): “Il luogo, infatti, aveva fama di essere maledetto, ma fantasie di quel genere erano sempre nate nelle gallerie che penetravano le viscere della terra”. Durante la visita alcune persone svaniscono misteriosamente, come ingollate dal buio stesso. Dice una visitatrice, spaventata: “C’è qualcuno qui. Ve lo ricordate cosa aveva detto Danilo a proposito di uno spettro che sembrava allungare i suoi artigli?”. In “Notte di caccia” si celebra la festa di Halloween, e tra il pubblico variamente mascherato circola un autentico vampiro!: “Con il mantello nero, logoro e macchiato come un vecchio sudario. Nessuno si sarebbe sorpreso per il pallore del suo viso, né per le labbra esangui e i canini allungati.”. E: “Anime tormentate si agitavano nelle tombe e fuori di esse.” Incautamente affonderà i suoi denti sul collo nientemeno che della Morte, pagandone il fio. In “Parità” un suicida, che “nel momento della morte aveva scoperto una nuova forma di vita”, ritorna, invisibile, a prendersi la sua vendetta. Nell’ultimo frammento: “Riflessi di luce solare” ci troviamo proiettati all’indietro, nell’anno 1209, e abbiamo a che fare con il processo a una strega di nome Isabeau; che ci ricorda uno dei libri dell’autrice: “Le streghe di Soraggio e altri eretici”. Questa truce storia è raccontata con taluni inserimenti da favola: “Isabeau sollevò il viso per accogliere i raggi di luce, le sue labbra si mossero, il marchio sulla guancia scomparve e la pira divenne tutta d’oro.”,
Finché, giunti alla fine, capiremo di avere incontrato una narratrice che sa trarre dai suoi studi e dalle sue ricerche storie fantastiche che hanno a che vedere con il mistero (il buio) che vive dentro l’uomo e che in quest’autrice trova una delle voci più stimolanti nonché la sua magia.
Merita una segnalazione questa breve descrizione in “Mutamenti”: “In quel lucore latteo, solo un fiume nero saliva verso l’alto e, ondeggiando in varie anse, portava in cielo le acque dell’inferno.”.
La scrittura, è, anche questa volta, nitida e intrigante, sicura, anche per la padronanza dei dialoghi.


Letto 50 volte.


Nessun commento

No comments yet.

RSS feed for comments on this post.

Sorry, the comment form is closed at this time.

A chi dovesse inviarmi propri libri, non ne assicuro la lettura e la recensione, anche per mancanza di tempo. Così pure vi prego di non invitarmi a convegni o presentazioni di libri. Ho problemi di sordità. Chiedo scusa.
Bart