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LETTERATURA: DALLE MURA AL MARE: personaggi

23 Marzo 2009

di Mariapia Frigerio

La lettrice  

¬† ¬† ¬† C’√® un personaggio anomalo tra i lucchesi. Anomalo per due motivi. Il primo √® di essere una scrittrice che debutta a ottant’anni passati con un libro che √® un’autentica delizia, ¬ę Memorie di una lettrice ¬Ľ, edito da Maria Pacini Fazzi nel 2007. Il secondo √® che la signora, lucchese, non ama Lucca.
¬† ¬† ¬† Lucca ha, in effetti, una duplice fisionomia. Citt√† di approdi per molti, di fuga per altri. E c’√®, forse, una spiegazione in tutto questo. A Lucca si approda, quando ci si √® formati altrove, per la sua bellezza. Da Lucca si fugge quando questa citt√† impone, a chi vi √® nato, una mancanza di respiro, di libert√†.
¬† ¬† La signora, laureata in Filosofia, dedica la sua opera prima a Elena e Antonio, i suoi figli. Anna Cucchi √® stata, infatti, sposata con Giuliano Foggi, sindacalista e insegnante pure lui, con cui fond√≤ il sindacato della scuola della CGIL a Lucca. Ma gi√† prima, nell’immediato dopoguerra, era stata a Firenze segretaria del segretario della Camera del Lavoro. Poi, dal 1968, la sua vita si sposta a Pisa dove trova un clima pi√Ļ aperto, forse, per la presenza dell’universit√†.
¬† ¬† Ed √® proprio la sua vita che si snoda, in questo libro, ripercorrendone le tappe fondamentali attraverso i libri che, a queste tappe, fanno da controcanto. Cos√¨, scegliendo tra gli autori menzionati dalla Cucchi, Cechov √® quello che l’aiuta a comprendere il distacco e la partenza dalla famiglia d’origine; Balzac e Maupassant quelli che l’aiutano a comprendere il difficile rapporto col denaro e gli affari paterni; Stendhal la politica; Tolstoj l’infelicit√† coniugale; la Morante la difficolt√† del rapporto madri-figlie; la Bachmann l’abbandono.
    Ma come spiegare il suo non amore per Lucca?
Forse ci pu√≤ aiutare un luogo della citt√†, la villa comprata dal padre all’inizio del viale Civitali che diverr√† punto privilegiato per un’analisi attenta della societ√† lucchese. Perch√©, trascorsi due anni dentro le mura, in via Fillungo, dopo l’arrivo nel 1931 a Lucca da Castelnuovo di Garfagnana, la famiglia di Anna traslocher√† fuori porta, in quella grande casa con giardino e orto, contigua al cantiere che serviva al padre Ennio per la sua impresa di costruzioni, la Ponsi e Cucchi. E, da qui, sar√† la stessa Cucchi a farci un quadro del mondo lucchese in uno dei primi capitoli del suo libro:¬ę Poi c’era il viale. Vi si affacciavano le ambiziose ville che rimasero ostinatamente chiuse a me e alla mia famiglia, custodendo gelosamente il prestigio di una borghesia gi√† solidamente affermata, rispetto alla quale noi eravamo gli ultimi arrivati, dei parvenus. Ma custodivano soltanto lo spirito mercantile della citt√† di cui erano gli ultimi eredi, nobilitando le ricchezze accumulate nelle lontane Americhe. […] fuori dalle Mura, si ergeva cos√¨ un’altra cinta muraria, invisibile, quella della greve, spocchiosa borghesia, benpensante, sbarrata nella sua danarosa alterigia, senza tradizioni culturali, senza una sia pur minima apertura alla spregiudicatezza, all’emancipazione dalla societ√† racchiusa dentro le Mura, immobile, sonnolenta, bigotta. […] La mia rivalsa nei confronti di quelle ville chiuse, dai giardini ben curati fu una sola. I figli di quelle famiglie frequentavano l’istituto tecnico commerciale – in coerenza col loro destino mercantile – io invece ero al liceo classico. D’un balzo li avevo scavalcati, collocandomi al vertice di una gerarchia, quelle delle scuole secondarie. Ne fui consapevole e fiera ¬Ľ.
¬† ¬† E la rivalsa continua, in questa figura battagliera di donna, con le sue scelte alternative sia in campo politico (militer√†, infatti, nella sinistra extraparlamentare) sia in quello umano. Lo sconvolgimento portato dal 1943 le dar√† una febbrile esaltazione. Rappresenter√† per lei la scomparsa di quel “placido benessere” in cui fino ad allora era vissuta e la render√† partecipe di ansie, paure e sacrifici collettivi. Amica delle donne, femminista convinta, dedita alla letteratura al femminile, a Pisa, dove continua a vivere, ha fatto parte del Gruppo di lettura ¬† La luna impegnato, appunto, nell’analisi e discussione di testi letterari scritti da donne. ¬†

¬† ¬† Di nuovo, con l’uscita di ¬ę Memorie di una lettrice ¬Ľ, Anna Cucchi √® tornata all’attacco. Nelle presentazioni ufficiali o alla Societ√† dei Lettori dove la si pu√≤ vedere piena di verve e ascoltare la sua voce limpida di perenne fanciulla. Impaurita, in parte, per l’et√†, ma poi arrendevole a inviti pubblici (sempre per la Societ√† dei Lettori andr√† anche a Roma) o a visite a vecchie amicizie, la signora ci ha regalato un bellissimo libro. ¬†

¬† ¬† Peccato per la sua ¬† sofferta vita lucchese per certi versi simile a quella di Giuliana Puccinelli. Dopo aver letto la Cucchi, infatti, la presidentessa del Ciscu ha detto: ¬ę Se lo avessi letto a vent’anni avrei sofferto meno ¬Ľ.
    Che siano, quelle della Cucchi e della Puccinelli, non sofferenze legate a Lucca, ma a una difficile condizione esistenziale? Lo vorremmo sperare. Per salvare questa splendida città di approdi.


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1 commento

  1. Commento by Gian Gabriele Benedetti — 23 Marzo 2009 @ 15:31

    In un certo senso posso comprendere questa specie di ‚Äúavversione‚ÄĚ nei confronti dei Lucchesi da parte della scrittrice. La deduco soprattutto dalla sua appartenenza ideologica all’estrema sinistra. Lucca, √® noto, √® un’ ‚Äúoasi bianca‚ÄĚ in Toscana. Tanto √® vero, quanto tento di sostenere, che la scrittrice preferisce Pisa a Lucca. Ma Pisa, guarda caso, √® notoriamente di sinistra! Ma poi la citt√† della torre pendente √® cos√¨ pi√Ļ ‚Äúaperta‚ÄĚ rispetto a Lucca? Ne dubito alquanto.
    Ed ancora: se la scrittrice non sapeva rapportarsi alla nostra bella citt√†, √® da attribuire la colpa completamente alla sua gente od anche all’incapacit√† o alla chiusura pregiudiziale della scrittrice stessa? Per avere sani e giusti rapporti, bisogna essere almeno in due
    E, tutto sommato, alla scrittrice Lucca ha offerto la possibilit√† di frequentare il Liceo Classico, quindi di raggiungere un traguardo lusinghiero, tanto da sentirsi (un po’ superbamente, a mio avviso) superiore ai Lucchesi, dediti, poveretti, al commercio.
    Tu, Mariapia, come al solito, sei bravissima non solo nello scrivere, ma anche nel darci sempre personaggi nuovi, attraverso accurate analisi
    Gian Gabriele Benedetti

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