Libri, leggende, informazioni sulla città di LuccaBenvenutoWelcome
 
Rivista d'arte Parliamone
La scampanata, il romanzo di Bartolomeo Di Monaco trasformato in testo teatrale, qui per chi volesse rappresentarlo.

LETTERATURA: Debora Willis: “Svanire” – Del Vecchio Editore

2 Marzo 2013

di Seia Montanelli
(dal “Corriere Nazionale”)

Una raccolta di racconti sul tema della sparizione, tutti a finale più o meno aperto e scritti con uno stile essenziale che gioca di sottrazione: questo è in sostanza “Svanire”, esordio della giovane canadese Debora Willis (pubblicata da Del Vecchio Editore con traduzione di Anna Baldini e Paola Del Zoppo). Tanto basterebbe ad allontanare quanti non ne possono più del trito minimalismo, di storie non-storie che perdono di vista il quadro generale per soffermarsi su dettagli minimi, appunto, assumendoli quali indizi di un sistema che implode in se stesso. Ma il lavoro di Willis è molto più di una raccolta di storie minime e non è un prodotto dell’ennesima orfana di Raymond Carver. Si compone di testi ben scritti, caratterizzati da un umorismo sottile e una grande capacità di osservazione del genere umano.

I personaggi sono tutti reali e non vivono in ragione del tema centrale delle storie, hanno tutti un prima e un dopo; e anche quando cedono all’immobilità per il dolore della perdita, emergono dalla pagina e si lasciano raccontare. Willis scrive – in un match di quattordici fulminanti riprese – del vuoto
lasciato da qualcuno che se ne è andato di sua sponte, è morto o è malato al punto da non essere più se stesso, perché – come dice uno dei personaggi di “Affidarsi”: «La gente semplicemente scompare ». E quel vuoto non è un buco nero che risucchia tutto, semmai un punto da cui cominciare a raccontare, da cui tirare fuori personaggi, situazioni, voci narranti originali con punti di vista in prospettiva che rendono il tutto in divenire, e illuminanti riflessioni sulla vita: «Quello che capii (…) è che era impossibile. Che non avremmo mai potuto evadere – dice una delle protagoniste di “La separazione” -. Qualunque cosa facessimo, non avremmo mai potuto separare loro da noi (…). Erano i nostri genitori », sancendo così l’impossibilità che si possa davvero svanire del tutto.

Non solo. In alcuni racconti Willis coglie esattamente quel-
l’attimo in cui il vuoto lasciato da chi svanisce è così reale per le implicazioni che comporta, da trasformarsi in una presenza con cui fare i conti. Benvenuta a una nuova voce in grado di raccontare letterariamente la nostra umanità.


Letto 4319 volte.


Nessun commento

No comments yet.

RSS feed for comments on this post.

Sorry, the comment form is closed at this time.

A chi dovesse inviarmi propri libri, non ne assicuro la lettura e la recensione, anche per mancanza di tempo. Così pure vi prego di non invitarmi a convegni o presentazioni di libri. Ho problemi di sordità. Chiedo scusa.
Bart