Libri, leggende, informazioni sulla città di LuccaBenvenutoWelcome
 
Rivista d'arte Parliamone
La scampanata, il romanzo di Bartolomeo Di Monaco trasformato in testo teatrale, qui per chi volesse rappresentarlo.

LETTERATURA: I MAESTRI: Emozioni e pensieri

8 Dicembre 2013

di Arrigo Benedetti
[dal ‚ÄúCorriere della Sera‚ÄĚ, venerd√¨ 7 marzo 1969]

Il ragazzo rapito

Mi pare il caso di parlar ¬≠ne, non per avere io elementi nuovi sul rapimento d’Erman ¬≠no Lavorini ma per scagio ¬≠nare almeno in parte una cit ¬≠t√† descritta come una Sodoma e Gomorra, o come un nuovo Tombolo: la pineta in cui tra il ’45 e il ’50 si raccolsero borsari neri, ladri, assassini, prostitute e lenoni. Oggi, in seguito a un fatto straordina ¬≠rio, una intera citt√† viene fraintesa e dipinta con tinte che non le s’addicono.

Viareggio e la Versilia si sono involgarite, √® vero. La speculazione edilizia, l’insen ¬≠sibilit√† della sovrintendenza, il cattivo gusto che cresce pro ¬≠porzionatamente al benessere hanno distrutto l’amenit√† di una regione che derivava dal ¬≠l’incontro fra il mare e la mon ¬≠tagna. E’ innegabile: le prosti ¬≠tute battono le pinete, gli anor ¬≠mali, vergognosi e impudichi, cercano lungo la costa di sfo ¬≠garsi; corrompono, incappa ¬≠no nel crimine. Un uomo di legge m’assicura che a Via ¬≠reggio si d√†, rispetto ai casi di altre citt√† toscane o emi ¬≠liane, un numero maggiore di delitti sessuali; aggiungendo subito per√≤ che non si deve trascurare un particolare: a soddisfarsi, vengono in Versi ¬≠lia uomini e donne che al ¬≠trove ostentano rigore mora ¬≠listico.

Viareggio invece la giudi ¬≠cherei da altri fatti che le so ¬≠no pi√Ļ congeniali e che rive ¬≠lano la natura della sua viva ¬≠cit√†. Or sono due anni, du ¬≠rante uno sciopero delle scuo ¬≠le, un commissario di P.S. fu cos√¨ violento da mandare al ¬≠l’ospedale a curarsi alcuni ra ¬≠gazzi. Subito, quasi senza dif ¬≠ferenziazioni politiche, la cit ¬≠t√† protest√≤. Il questore di Lucca √Ę‚ÄĒ lo stesso che, in se ¬≠guito, avrebbe dovuto occu ¬≠parsi della Bussola e del ra ¬≠pimento d’Ermanno Lavorini √Ę‚ÄĒ accorse, si lasci√≤ assediare nell’edificio del commissaria ¬≠to, ebbe un attacco di cuore, fu ricoverato all’ospedale. I minatori di Seravezza scesero coi loro esplosivi… Parve ri ¬≠petersi la rivoluzione del ’20, che Mario Tobino ha descrit ¬≠to in ¬ę Sulla spiaggia e di l√† dal molo ¬Ľ. E solo il buon senso dei partiti, preziosi e in ¬≠sostituibili mediatori fra un paese nevrotico e la legge (ec ¬≠co una verit√† da ricordare agli anziani e ai pi√Ļ giovani, gli uni e gli altri male informati, evit√≤ che i viareggini si ri ¬≠bellassero, e che occorresse per calmarli, come appunto quarantotto anni or sono, l’in ¬≠tervento dell’esercito e della marina.

Al contrario, nel mese scor ¬≠so, la polizia, appena ha avu ¬≠to l’ordine di presentarsi al ¬≠l’uscio delle pi√Ļ di diecimila case viareggine, non solo non le trov√≤ chiuse, ma, sebbene non forniti d’un mandato, gli agenti furono invitati, spinti a entrare. Guardassero, fru ¬≠gassero, si rendessero conto: fatto a cui mi sembra oppor ¬≠tuno dare evidenza per ren ¬≠dere giustizia a una citt√† che di barbarico ha solo il nome pretenzioso d’alcuni locali.

Colonnello Bernacca

Nello scorso febbraio, col ¬≠pevole d’informarci sul clima, √® stato l’italiano pi√Ļ discus ¬≠so, anzi pi√Ļ calunniato. In ¬≠vece, messomi ad ascoltarlo, ogni giorno all’una e mezzo circa, mi sono accorto che, sia pure con relativa attendibi ¬≠lit√†, √® spesso nel giusto. La sua scienza √® pi√Ļ attendibile di quanto si dica, e se la gente √® convinta del contra ¬≠rio, avviene perch√© leggere e capire √® difficile ma ascolta ¬≠re e guardare senza frainten ¬≠dere l’√® assai di pi√Ļ.

Non sopporto i nemici della radio e della tv. Non m’uni ¬≠sco al coro. La maggior parte mentono per spocchia, quan ¬≠do giurano di non seguire i programmi. Con identica ipo ¬≠crisia, i nonni dei patiti delle cineteche, mezzo secolo fa, sprezzavano il cinema, roba da baraccone dicevano, e tut ¬≠tavia scivolavano di nascosto a guardare i film della Menichelli e della Lida Bertini. Semmai da tenere conto che una notizia udita entra da un orecchio ed esce dall’altro, e che l’occhio stenta a cogliere appieno il senso d’una im ¬≠magine balenata sul video.

Porto alcuni esempi. Nel ca ¬≠so del terrorismo nel Medio Oriente, ogni ascoltatore-spet ¬≠tatore ritiene, della notizia udita e vista, quanto giova ai suoi pregiudizi. Se egli, schia ¬≠vo del nuovo conformismo, √® antiebraico, appena sente che i giudici israeliani hanno con ¬≠dannato un terrorista, √® si ¬≠curo che il carnefice l’abbia gi√† impiccato; mentre l’arabo, ritenuto a torto o a ragione colpevole, per lo pi√Ļ dovr√† scontare solo un po’ di prigio ¬≠ne. (Per√≤, che gli costerebbe, ai redattori della tv e della ra ¬≠dio, dare, quando i giudici sono israeliani, precisazioni sull’entit√† della condanna?).

Altro esempio. Scioperi do ¬≠ve che sia. La tendenza, lo so, cresce nel paese; ma i so ¬≠stenitori dell’ordine a ogni costo √Ę‚ÄĒ quelli che alle agi ¬≠tazioni altrui s’allarmano e invocano il mitra √Ę‚ÄĒ gridano subito che la rivoluzione √® gi√† cominciata. Per ci√≤, i re ¬≠dattori del telegiornale han ¬≠no responsabilit√† pi√Ļ difficili da sostenere di quelle che incontrano i compilatori del ¬≠la stampa scritta e stampata. Rischiano, ogni momento, di essere, come succede al colon ¬≠nello Bernacca, fraintesi.

I cambiamenti

¬ę Ci s’accorge di avveni ¬≠menti irrisori, prima trascu ¬≠rati ¬Ľ dice un amico che fu gravemente ammalato all’a ¬≠mico che ha lasciato la cli ¬≠nica da pochi mesi. ¬ę Ve ¬≠drai √Ę‚ÄĒ continua √Ę‚ÄĒ come la natura ti si rivela nuova. Di ¬≠venti pi√Ļ attento. Si vorreb ¬≠be aiutare le gemme delle piante a fiorire; si scorge, nelle erbe strinate dal gelo, un indizio di risveglio ¬Ľ.

¬ę E’ vero ¬Ľ risponde l’altro poco convinto, perch√© in lui la guarigione ha suscitato un’alacrit√† che potrebbe an ¬≠che essere scambiata per un nuovo insorgere di spiriti bat ¬≠taglieri. Anzi, l’idea di goder ¬≠si con prudenza quella giun ¬≠ta di vita concessagli dalla scienza medica gli ripugna. L’ascolto dell’erba che, come si dice, cresce, l’annoia, e quasi si chiede se la proroga ottenuta non comporti nuovi impegni (ma non esageria ¬≠mo) rischiosi.

Ancora Machiavelli

Se ne continua a parlare perfino nei congressi dei par ¬≠titi. Felice la citazione di Berlinguer nel consesso co ¬≠munista di Bologna riguardo ai paesi sconosciuti di cui non merita conto ragionare. Felice e sorprendente giacch√© la sinistra italiana, PCI com ¬≠preso, s’√® illanguidita in un sentimentalismo a cui solo l’isteria d√† un’illusoria appa ¬≠renza feroce.

Ma meraviglia di pi√Ļ la indifferenza degli scrittori. Avrebbero ragione di tacere, se lo facessero per sottrarsi alla convenzionalit√† comme ¬≠morativa. Ma non √® cos√¨. Nel settimo anniversario della na ¬≠scita di Dante, leggiucchiaro ¬≠no la Commedia e pontifica ¬≠rono sullo stile. Nella ricor ¬≠renza attuale invece tempo ¬≠reggiano.

Tra i nostri contemporanei e Machiavelli certo sussistono equivoci. Per i protestanti, se non un papista √Ę‚ÄĒ ci man ¬≠cherebbe! √Ę‚ÄĒ resta un corrot ¬≠to italiano rinascimentale. Per molti italiani d’oggi √® un auto ¬≠re in cui i fascisti cercarono di rinvenire non so quale giu ¬≠stificazione. Diffidenze non casuali, giacch√© ogni tempo pesca in un’opera vitale quan ¬≠to gli serve e gli conviene; ma appunto per ci√≤, accanto all’interpretazione dei filolo ¬≠ghi, occorrerebbe, affidata al gusto, una interpretazione let ¬≠teraria.

Invece i romanzieri, i poe ¬≠ti e i saggisti che stanno ap ¬≠punto a met√† strada fra lo spirito della narrazione e le effusioni liriche, sono pru ¬≠denti. Tante le ragioni; ogni autore avr√† la sua, di sicuro. Oggi, per esempio, sono tor ¬≠nati in auge i generi lette ¬≠rari che la critica idealistica aveva polverizzato. Si stabilisce dove il romanzo comin ¬≠cia e, con esattezza da vec ¬≠chi retori, dove stinga nel saggio e nella lirica. Fatte le debite distinzioni, i nuovi re ¬≠tori propongono un rigoroso repertorio di contaminazioni. V’√® da scegliere fra il romanzo-saggio e il romanzo-lirico, il romanzo-sociologico e il ro ¬≠manzo lirico-saggio-socio-psicanalitico. Importante non √® comunicare, senza schemi, il proprio mondo fantastico e morale, ma dimostrare a una immaginaria √©lite di conosce ¬≠re le regole e di saperle ap ¬≠plicare.

Mai esistito invece uno scrittore pi√Ļ irrispettoso dei canoni, specie di quelli di moda ai suoi tempi. Machia ¬≠velli naturalmente si sforzava d’adottarli per contenere le sue straripanti emozioni frut ¬≠to d’esperienza e di studio. Per√≤ le parole che usava, di ¬≠sposto ingenuamente a porle al servizio d’un protettore √Ę‚ÄĒ d’un padrone si dice oggi mentre nuove burocrazie so ¬≠stituiscono il patronato √Ę‚ÄĒ uscendogli dalla penna diven ¬≠tavano realt√† plastica. Per poco, invece di darci un trattato politico, anticipa col ¬ę Prin ¬≠cipe ¬Ľ un qualcosa √Ę‚ÄĒ raccon ¬≠to, discorso, pittura di carat ¬≠teri √Ę‚ÄĒ che sta fra ¬ę Le rouge et le noir ¬Ľ di Stendhal e ¬ę I Demoni ¬Ľ di Dostoievsky. Sa ¬≠pendo che i ¬ę padroni ¬Ľ di lui non sapevano che farne, spende il tempo non a ingaglioffirsi ma a rammaricarsi di non sapersi inserire come gli farebbe comodo. Simile a Belphagor, arcidiavolo della sua novella, mette ogni tanto fuori la testa, s’incanta a guardare il mondo, poi si ritrae di nuovo, non scanda ¬≠lizzato: divertito e soddisfat ¬≠to d’avere avuto dalla sorte la virt√Ļ d’una rivincita in col ¬≠loqui non solo con gli ¬ę an ¬≠tiqui huomini ¬Ľ ma anche, di l√† dalla sua speranza, con noi, a patto s’abbia orecchi per ascoltare rivivere quanto si ode.


Letto 1467 volte.
ÔĽŅ

Nessun commento

No comments yet.

RSS feed for comments on this post.

Sorry, the comment form is closed at this time.

A chi dovesse inviarmi propri libri, non ne assicuro la lettura e la recensione, anche per mancanza di tempo. Così pure vi prego di non invitarmi a convegni o presentazioni di libri. Ho problemi di sordità. Chiedo scusa.
Bart