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LETTERATURA: I MAESTRI: Heinrich Böll

22 Ottobre 2012

di Giuliano Gramigna
[da ‚ÄúLa fiera letteraria‚ÄĚ, numero 9, gioved√¨, 29 febbraio 1968]

HEINRICH B√≠‚ÄďLL
Dov’eri, Adamo?
Bompiani, pagine 215, lire 1500.

La formula herderiana ¬ęlette ¬≠ratura come storiografia ¬Ľ, ripre ¬≠sa da Hans Magnus Enzensberger in un saggio famoso, √® abba ¬≠stanza generica da comprendere se stessa e il suo contrario (o la sua critica) : comunque funziona bene come modulo di lettura per la narrativa tedesca del dopo ¬≠guerra fino ai nostri giorni. Tale letteratura intesa come unica au ¬≠tentica storia restituita attraver ¬≠so il particolare non tanto simbo ¬≠lico quanto mimetico, il ¬ę verisi ¬≠mile ¬Ľ parcellare concreto contro il ¬ę vero ¬Ľ astratto generalizzante, ha avuto diversi momenti, cos√¨ che vi possono rientrare B√∂ll e Schmidt, Weiss e Kluge. Questa volont√† o meglio esigenza di scri ¬≠vere la storia con segni letterari, con la fabula, rileva lo stesso Enzensberger, ebbe agli inizi una ¬ę fase di intervento ingenuo, a ogni costo. Per lo pi√Ļ i nuovi scrittori dei tardi Anni Quaranta e dei primi Anni Cinquanta ten ¬≠tarono di porsi davanti all’acca ¬≠duto in modo ancora diretto e frontale ¬Ľ.

La situazione qui rozzamente abbozzata pu√≤ servire per situare e leggere meglio proprio Dov’eri, Adamo? di B√∂ll, uscito nel ’51. appartenente dunque agli inizi della carriera letteraria dello scrittore (il primo libro era stato, nel ’49, II treno era in orario, nel ’50 Viandante, se giungi a Spa…, nel ’53 e oltre E non disse nem ¬≠meno una parola, Casa senza cu ¬≠stode, Il pane dei verdi anni, Bi ¬≠liardo alle nove e mezzo, Opinio ¬≠ni di un clown, Racconti umori ¬≠stici e satirici, tutti conosciuti an ¬≠che in Italia): ed √® abbastanza chiaro che qui l’attacco ¬ę storio ¬≠grafico ¬Ľ alla guerra appena con ¬≠clusa e ai suoi orrori, al suo siste ¬≠ma (un’epigrafe di Dov’eri, Ada ¬≠mo? ¬Ľ, ricavata da Sainte-Exupery dice: ¬ę La guerra √® una malat ¬≠tia ¬Ľ) ha quel carattere ¬ę ingenuo e frontale ¬Ľ di cui si diceva, e an ¬≠cora trascura una considerazione critica dei mezzi del proprio at ¬≠tuarsi, insomma una riflessione estetica. Enzensberger parla ad ¬≠dirittura di ¬ę scrivere in brutta copia ¬Ľ, sia pure con l’attenuazio ¬≠ne ¬ę √® una cosa che perfino li ono ¬≠ra ¬Ľ e il svio riferimento √® diret ¬≠tamente a Dov’eri Adamo? Un giudizio cos√¨ drastico, accettabile in linea teorica, andr√† tuttavia circostanziato e limitato.

Un esame di come √® costruito Dov’eri, Adamo? non sar√† un omaggio obbligativo a una moda critica ma servir√† a mettere in luce la parte di originalit√† nell’impiego di uno schema abba ¬≠stanza noto. Il romanzo risulta composto da nove momenti,, cia ¬≠scuno isolante un luogo, una si ¬≠tuazione e una porzione della fol ¬≠la senza volto (anche se ha un nome) della guerra: procedimen ¬≠to che potrebbe richiamare a mo ¬≠delli piuttosto vecchi degli Anni Venti e Trenta, da Doeblin a Dos Passos. I luoghi deputati sono successivamente una citt√† centro- europea prossima al fronte orien ¬≠tale (capitolo I), un ospedale mi ¬≠litare (II e III), un paese unghe ¬≠rese (IV), un campo di sterminio (VII), le immediate vicinanze di un ponte investito dall’armata rossa (VIII), un centro tedesco lungo la linea di separazione fra americani e tedeschi (IX) ecc.

Il filo pi√Ļ evidente che cuce i diversi momenti e luoghi in una unit√† ideale parrebbe dato dal personaggio del soldato Feinhals, gi√† architetto che partecipa a tut ¬≠te le varie scene (salvi i capitoli IV e VII) e finisce, con amaro simbolismo, ucciso dalle cannona ¬≠te cieche dei suoi commilitoni proprio sulla porta di casa, sotto una grande bandiera bianca: ma in realt√† c’√® un rapporto molto pi√Ļ sottile e calcolato che deter ¬≠mina l’incastro e il movimento successivo dei vari capitoli. In generale ognuno dei nove mo ¬≠menti ha un personaggio secon ¬≠dario che per√≤ serve di legame e di rilancio rispetto a un capitolo successivo : per esempio il capita ¬≠no Bauer fra il primo e il terzo capitolo, il colonnello Bressen fra il primo e il secondo, il dottor Greck fra il terzo, il quarto, il se ¬≠sto ecc.

Non sono rilievi oziosi: assu ¬≠mendo uno schema, B√∂ll l’ha ani ¬≠mato in modo proprio: nella mas ¬≠sa grigia delle vittime livellate dai ¬ę signori della guerra ¬Ľ, quei richiami, quelle ricomparse di un nome, di un viso non segnano tanto l’affermarsi di un personag ¬≠gio ma si configurano come i bri ¬≠vidi che percorrono una colonia di protozoi: la nuova ¬ę storio ¬≠grafia ¬Ľ non √® pi√Ļ quella degli eroi ma dei ¬ę muratori della Grande Muraglia ¬Ľ, per dirla con Brecht. Cos√¨ √® significativo il modo di procedere del primo ca ¬≠pitolo, il pi√Ļ bello, e a suo modo un esempio perfetto. L’artificio della ripetizione riduttiva ( ¬ę Tut ¬≠ti i trecentotrentatre uomini per tre… ¬Ľ, ¬ę Marciarono poi centoun ¬≠dici per tre… ¬Ľ, ¬ę Adesso erano ri ¬≠masti trentacinque per tre… ¬Ľ, ¬ę Dei mille uomini ne era rimasto uno solo ¬Ľ) restituisce meglio di ogni sfogo o invettiva la tetra fol ¬≠lia di ogni fatto bellico, come la lugubre estraneit√† di oggetti livi ¬≠di, piovuti da un altro mondo, che assumono i volti, le case, il sole stesso, il cielo.

Si pensi a tutto l’episodio del ¬≠l’incontro e del fulmineo idillio fra Feinhals e Ilona, al massacro di Ilona da parte del folle coman ¬≠dante del campo di sterminio, con l’accompagnamento delle lita ¬≠nie di Ognissanti (qui si scopre un certo cattolicesimo a facile effetto di B√∂ll). Allora si arriva perfino alla banalit√† psicologica:

¬ę La lancetta sul quadrante avan ¬≠zava lentamente se s√¨ stava a os ¬≠servarla, se invece l’occhio si di ¬≠stoglieva un attimo sembrava che desse un balzo..: ¬Ľ.

In conclusione: in questo Do ¬≠v’eri, Adamo?, che risente un po’ del tempo in cui nacque, i punti resistenti, i punti di efficacia sono puntualmente quelli nei quali, ol ¬≠tre l’impegno morale, l’autore ha avuto una viva coscienza dei mezzi che usava e del modo d’impiegarli; mentre la debolezza o banalit√† formale non √® che la spia proprio di una debolezza o banalit√† emotiva e ideologica.

 


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Bart