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LETTERATURA: I MAESTRI: I saggi di Spaziani su Maupassant

30 Marzo 2009

di Carlo Laurenzi
[dal “Corriere della Sera”, mercoled√¨ 23 aprile 1969] ¬†

l libro che raccoglie alcu ¬≠ni saggi recenti di Marcel ¬≠lo Spaziani (Maupassant, Bourget, France, Manfredi ed., Palermo. 182 pagine, li ¬≠re 2500) consente varie ¬ępro ¬≠iezioni ¬Ľ di lettura e qualche considerazione agrodolce.
Agrodolce, e suggestiva. Questa per esempio: il Maupassant trentenne, considerato con distacco storico, non sembra straordinariamen ¬≠te dotato. E quest’altra: la celeberrima funzione di m√®n ¬≠tore che Flaubert si assunse nei riguardi dello stesso Maupassant fu, a osservarla bene, non certo ipercritica come si tramanda che fosse, Una terza osservazione: Mau ¬≠passant, alle soglie della fa ¬≠ma, possedeva in buona mi ¬≠sura due doti utilissime ma sgradevoli, l’opportunismo e l’arrivismo.
 

*

Il fatto √® che abbiamo qua ¬≠si scordato come Maupassant, bramando la gloria, se la aspettasse dalla sua opera di versificatore. Solo i reperto ¬≠ri bibliografici degli eru ¬≠diti rammentano che il 1880 (l’anno di Boule de suif!) fu anche l’anno in cui apparve il libro Des vers. Marcello Spaziani si ingolfa nell’esa ¬≠me dell’opera poetica di Maupassant; ed √® troppo cauto, troppo sottile per conclude ¬≠re che di rado la poesia fu cosi acerbamente sconfitta. Chi ci vieta di conclamarlo? Maupassant √® autore di un verso in cui la vita umana viene definita ¬ę l’unique mo ¬≠ment donn√© pour la pri√®re ¬Ľ. Forse la sua quartina mi ¬≠gliore √® dedicata, nello stile della Legende des si√®cles, al ¬≠la gara di biliardo fra i cam ¬≠pionissimi Slosson – para ¬≠gonato a Orlando – e Vignaux, paragonato a Olivie ¬≠ro. Des Vers, comunque, piac ¬≠que molto. Piacque a Bauville e a Sarcey; si parl√≤ di ¬ępoesia naturalista ¬Ľ; piac ¬≠que a Zola; piacque (benin ¬≠teso) a Flaubert.
Flaubert, cui Maupassant confidava ogni manoscritto e ogni dubbio, lodava qua ¬≠si sempre il pupillo: ¬ę be ¬≠ne ¬Ľ, ¬ę splendido ¬Ľ, ¬ę char ¬≠mant ¬Ľ, eccetera. Tutto ci√≤ era cominciato parecchi an ¬≠ni prima. Il 1880, che fu l’anno non solo della pubblicazione dei versi di Mau ¬≠passant ma della morte di Flaubert, fu anche come si diceva l’anno di Boule des suif, per fortuna; la lezione di Flaubert, dunque, non era stata vana. Per√≤ √® curioso che se Flaubert, nel giudica ¬≠re i manoscritti di Maupas ¬≠sant, si impuntava contro la facilit√† del discepolo, costui tirava diritto. Si veda la poesiola D√©sirs che Flaubert stronc√≤ inedita, quasi paro ¬≠la per parola, con argomen ¬≠tazioni stilistiche irrefutabi ¬≠li: Maupassant, pago di po ¬≠che correzioni affrettate, la pubblic√≤.
 

*

Maupassant, in quell’epo ¬≠ca, era opportunista e arri ¬≠vista. Bisogna tener conto che Zola esercitava una sor ¬≠ta di ¬ęterrorismo ¬Ľ, non dis ¬≠similmente da Sartre nel no ¬≠stro dopoguerra: essere con Zola, dirsi ¬ęnaturalista ¬Ľ si ¬≠gnificava stare all’avanguar ¬≠dia e programmare il succes ¬≠so. L’Assommoir non ebbe venti edizioni in due setti ¬≠mane? Cos√¨ Maupassant fu con Zola; il suo nome √® le ¬≠gato al ¬ę d√ģner ¬Ľ Trapp, atto di battesimo della scuola na ¬≠turalista, e, come tutti san ¬≠no, alle Soir√©es de M√©dan. Nondimeno (per tacere quan ¬≠to pi√Ļ brutalmente Maupas ¬≠sant aveva confidato all’amico Robert Pinchon) ecco che rosa scriveva a Flaubert su ¬≠bito dopo la pubblicazione delle Soir√©es:
¬ę Si tratta di un lancio ec ¬≠cellente per il mio libro di versi che uscir√† marted√¨ e che taglier√† corto, per quan ¬≠to mi riguarda, a tutte le idiozie sulla scuola natura ¬≠lista ripetute dai giornali ¬Ľ. (Un lancio eccellente per il suo libro di versi! Nessuno parla pi√Ļ di Venus rustique o della Histoire du vieux temps: mentre le Soir√©es contenevano appunto Boule de suif, primo e forse non superato gioiello). E’ anche interessante il post scriptum in cui l’¬ęallievo ¬Ľ giudica spa ¬≠valdamente le novelle formanti Les Soir√©es de M√©dan, secondo i precetti (e la terminologia) flaubertiani : ¬ęDatemi il vostro parere sul ¬≠le altre novelle. Ecco il mio. Zola: bene, ma questo ar ¬≠gomento avrebbe potuto es ¬≠sere trattato nello stesso mo ¬≠do ed altrettanto bene dal ¬≠la signora Sand, o da Daudet. Huysmans: non un gran che. Nessuna trama, nessu ¬≠na composizione, poco stile. C√©ard: pesante, molto pesan ¬≠te, poco verosimile, dei tic stilistici, ma anche cose fini e curiose. Hennique: bene, buona zampa di scrittore, qualche confusione qua e l√†. Alexis: assomiglia a Barbey d’Aurevilly, ma come Sarcey vuole assomigliare a Vol ¬≠taire ¬Ľ. Peccato – osserva Spaziani – che la risposta di Flaubert non sia troppo esauriente. ¬ę Hennique ha sprecato un argomento mol ¬≠to bello. C√©ard parla di qual ¬≠che cosa che ignora comple ¬≠tamente (…). La verit√† √® ben pi√Ļ forte e anche pi√Ļ sem ¬≠plice. Boule de suif schiaccia il volume di cui il titolo √® stupido ¬Ľ.
Bene: vedete come i saggi di Spaziani siano stimolan ¬≠ti, se la riesumazione di cer ¬≠te antiche vanit√† pu√≤ sug ¬≠gerirci parametri cos√¨ attua ¬≠li o perenni. Spaziani, allie ¬≠vo di Trompeo e docente di letteratura francese all’uni ¬≠versit√† di Palermo, ha un tono tutto suo nelle ricerche, nei raffronti e nei giudizi. E’ documentatissimo, e direi che √® sornione: √® demistifi ¬≠catore con garbo. Qui, in questa raccolta, si applica molto a Maupassant, un po ¬≠co ad Anatole France (su Jocaste e sull’autobiografismo franciano nello Chat maigre) e alquanto a Bourget, nello smantellare con pazienza di segugio quel macchinoso ¬ęfo ¬≠tomontaggio romano ¬Ľ che √® Cosmopolis.
Non dobbiamo dimenticare che un angelo barbuto, G√©g√© Primoli, tiene Spaziani per mano. Il conte Primoli, del quale Spaziani √® il solo a sa ¬≠pere tutto attingendo ad ar ¬≠chivi non ancora esausti, era un napoleonide, nipote pre ¬≠diletto della principessa Ma ¬≠tilde. Si piccava di lettere ed era molto ricco; era ¬ęro ¬≠mano ¬Ľ non meno che pari ¬≠gino; i pi√Ļ noti scrittori ita ¬≠liani e francesi dello scor ¬≠cio del secolo passato lo ve ¬≠neravano o almeno lo inon ¬≠davano di epistole veneran ¬≠ti, chiedendogli un po’ trop ¬≠po spesso favori e denaro. Spaziani guarda la storia della letteratura anche attra ¬≠verso il cristallo di quegli epistolari: che Spaziani lo voglia o no, il suo sguardo √® un po’ dissacrante.


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3 Comments

  1. Commento by Gian Gabriele Benedetti — 30 Marzo 2009 @ 22:29

    Guy de Maupassant, pur provenendo dalla scuola zoliana, esterna un’arte sua propria, sovrabbondante di sentimento. Il suo scrivere √® improntato dal pessimismo e da un gusto materialistico della vita. Grandissimo, comunque!
    Gian Gabriele Benedetti

  2. Commento by Bartolomeo Di Monaco — 30 Marzo 2009 @ 23:21

    Il suo Bel-Ami è un grande romanzo.

  3. Commento by toni cosenza — 27 Aprile 2010 @ 21:01

    Avevo ¬†20 anni e ¬†il “Bel-Ami” fu suggeritomi da Emilia Ruffino, amica carissima incontrata all’Istituto Orientale di Napoli. Fu lei a ¬†farmi ¬†appassionare alla letteratura e all’arte francese. Un grande romanzo. Al di l√† di ogni considerazione critica. L’ho riletto la scorsa estate 2009, psicologicamente provato da ¬†eventi ¬†drammatici che in quei giorni coinvolgevano la mia adorata famiglia. Un toccasana, oserei dire. ¬†Grazie Maupassant. Grazie Emilia.
    Toni Cosenza

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