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LETTERATURA: I MAESTRI: La voce di Antonio Rosmini

27 Marzo 2012

di Ernesto Balducci
[da ‚ÄúLa Fiera Letteraria‚ÄĚ, numero 6, gioved√¨ 9 febbraio 1967]

Se qualche voce, interrompendo il silenzio di morte, s’innalza a parlare de’ mezzi di salute che restano alla Chiesa, mirante onde viene: essa esce da qualche semplice fedele. Tutto al pi√Ļ sar√† qualche povero sacerdote che ha tanto di coraggio ¬Ľ.

Quante volte, nei lunghi anni di vigilia del Vatica ¬≠no II, ho ripensato a queste parole delle Cinque Pia ¬≠ghe. La voce del ¬ę povero sacerdote ¬Ľ Antonio Rosmi ¬≠ni m’era accaduto di meditarla nella fase di prepara ¬≠zione della mia tesi di laurea su Antonio Fogazzaro, che, com’√® noto, aveva introdotto nel confuso coro dei

conformismo modernista alcuni accenti, un po’ inge ¬≠nuamente intesi, della profezia rosminiana. D allora in poi. la mia consuetudine con le pagine delle Cinque Pia ¬≠ghe non venne meno ; anzi, ne compilai un’antologia ¬ęprudente ¬Ľ per una Casa milanese, ma la censura dell’epoca non ne ritenne opportuna la pubblicazione. Mi rassegnai a distribuirla in diversi numeri della ri ¬≠vista fiorentina L’Ultima. E fin d’allora, nella lunga conversazione religiosa portata avanti con i giovani miei collaboratori, presi l’abitudine di accostare la gran ¬≠de lezione di Rosmini a quella di Maritain.

Tra le Cinque Piaghe e l’Umanesimo integrale cor ¬≠re un secolo. Ambedue le opere hanno avuto un suc ¬≠cesso contrastato, proprio perch√© propugnavano una liberazione della Chiesa dalla prigionia di una deter ¬≠minata cristianit√† storica, quella medioevale. Ebbene.

delle due opere la pi√Ļ moderna √® quella pi√Ļ antica! Mentre, infatti, la perorazione maritainiana si svolge per mezzo di categorie culturali, di alto valore ma pur sempre connesse a una ben determinata scelta filoso ¬≠fica, quella rosminiana corre entro il solco della tradi ¬≠zione pastorale e sapienziale della Chiesa. Proprio per questo, forse, mentre Maritain non riesce ad assecon ¬≠dare lo slancio vitale del Concilio e ne contesta alcuni sviluppi con argomenti propri del suo particolare mon ¬≠do filosofico, le tesi delle Cinque Piaghe sembrano prefi ¬≠gurare quello slancio, e ne hanno lo stesso fremito in ¬≠candescente, la stessa disposizione all’avventura cari ¬≠smatica.

La distinzione tra Chiesa e cristianit√† sacrale, che il Maritain raggiunge attraverso un’analisi, d’impeccabi ¬≠le rigore e dignit√† ma sempre pesantemente discorsi ¬≠va, nel Rosmini emerge d’improvviso dalla stessa in ¬≠tuizione che gli ha suggerito l’opera. Di qui la forza primitiva di questo libro, la sua estraneit√† a qualsiasi contesto culturale.

Gli spiriti pi√Ļ avanzati dei primi decenni dell’Ottocento avevano subito la suggestione del Lamennais, nebuloso profeta che affidava alla Chiesa impossibili escatologie storiche, mescolando, senza vera coscienza teologica, la passione democratica con l’entusiasmo per la libert√† di cui Cristo ci ha fatto liberi. Tutto somma ¬≠to, il liberalismo cattolico ottocentesco resta una ben povera cosa, appunto perch√© la sua ispirazione provie ¬≠ne piuttosto dagli ideali del tempo che da una profon ¬≠da coscienza ecclesiale.

Non che gli ideali del tempo non fossero dalla parte dell’uomo, del suo destino storico e, alla fine, di quello religioso. Ma l’accesso a quegli ideali poteva essere au ¬≠tenticamente raggiunto solo attraverso una presa di co ¬≠scienza della funzione della Chiesa nel mondo, cos√¨ com’√® avvenuto, in tutta evidenza, nel recente Conci ¬≠lio. Bisognava, cio√®, ricondurre la nozione di libertas ecclesiae dalla sua tradizione medioevalistica √Ę‚ÄĒ ch’era di carattere istituzionale e sollecitava quasi soltanto controversie giurisdizionali √Ę‚ÄĒ alla sua verit√† misti ¬≠ca, paradossale per la ragione ma infinitamente affine ai presentimenti della coscienza.

¬ę Dio basta a se stesso… Non ha dunque bisogno la religione d’essere giustificata cori industrie umane ; ma, osservata, si giustifica da se stessa ¬Ľ. Quanto alla Chiesa, ¬ę allora ch’ella pare divenuta arbitra delle sor ¬≠ti umane, allora solo ella √® impotente… quello √® il tem ¬≠po del suo decadimento ¬Ľ. Dio ha piet√† di lei quando ¬ę concede alla ferocia del secolo di buttarsi sui beni temporali della Chiesa e farne bottino, riducendola in tal modo a quella originaria semplicit√† che… trae di nuovo a s√© tutto ¬Ľ.

La riduzione della libert√† della Chiesa alla sua po ¬≠vert√† e della povert√† alla fede nel Dio che pu√≤ tutto, √® il solido ordo idearum su cui si muove la complessa argomentazione storico-teologica del Rosmini. Ognuno vede come quest’¬ę ordine ¬Ľ corrisponda a quello seguito dal Vaticano II. Certo, manca al Rosmini quel che non √® mancato al Concilio: la possibilit√† di misurare la real ¬≠t√† attuale della Chiesa direttamente sul modello, dav ¬≠vero originario, contenuto nel Libro Sacro. Il Rosmini non poteva anticipare i risultati e la forma mentis del ¬≠la moderna esegesi biblica. Ma il suo paradigma esemplare,la Chiesa primitiva (precostantiniana, di ¬≠remmo noi), egli lo costruisce con tanta purezza di in ¬≠tuizione che la sua resa in termini di riforma √® nello stesso senso del Vaticano II.

La coincidenza tra il Corpus conciliare e le tesi de Rosmini √® impressionante. Si potrebbero trarre dalle Cinque Piaghe non poche proposizioni del tutto omogenee alla dottrina del Concilio sulla liturgia, sui laici sulla povert√† della Chiesa, sulla collegialit√†, sui semi nari, sulla formazione del clero. Davvero si pu√≤ dire, col professor Cotta, che il Rosmini resta nella coscienza della cristianit√† come una grande occasione mancata. Ma i tempi della Chiesa sono in mano a Dio. Nel suo cammino storico, essa ha seguito un sentiero diverso: il libro di Rosmini entr√≤ e rimase nell’indice, propria perch√© la sua proposta aveva tanta forza di persuasione da turbare i fautori del sentiero del temporalismo. Come a tutti i profeti, anche a lui tocc√≤ di sperimenta ¬≠re in se stesso la verit√† delle proprie denuncie: a metterlo in silenzio non fula Chiesa che custodisce la parola di Dio, fula Chiesa con l’Austria.

Se le chiavi del cuore di Pio IX fossero state nelle sue mani, come a un certo punto sembr√≤ possibile, non in quelle dell’austriacante Cardinal Antonelli, non solo sarebbe mutato il corso della storia d’Italia, sareb ¬≠be mutato il corso della storia della Chiesa. E anche il dialogo col mondo moderno sarebbe oggi meno improvvisato, la fede cattolica si muoverebbe spontanea all’interno del processo culturale profano, cos√¨ come, per suo conto, la fede del Rosmini si mosse all’inter ¬≠no della grande corrente filosofica del suo tempo, con ¬≠testandone con strumenti filosofici certi approdi, che invece la teologia scolastica, per conto suo, denunciava dall’esterno, arguendo ex autoritate.

La ragione di questa immanenza del Rosmini nel sua momento storico √® nel fatto che la sua adesione alla Chiesa non implicava la sopravvivenza di nessun partii colare patrimonio culturale, aveva motivi lucidamente soprannaturali, e quindi si poteva volgere al suo monda contemporaneo senza nessuna pregiudiziale ¬ę monda ¬≠na ¬Ľ. Era figlio del suo tempo e della Chiesa, senza che questa duplice genitura gli creasse particolari proble ¬≠mi. Ecco perch√© il fascino del Rosmini √® sempre stato grande su tutti quegli spiriti che si sono proposti rendere moderna la Chiesa. Manon bastava, per es ¬≠sere all’altezza della esemplarit√† rosminiana, sentirne il fascino. Bisognava inverarne i presupposti spiritua ¬≠li e teologici, primo fra tutti una coscienza della vera missione della Chiesa, non imbrigliata n√© condiziona ¬≠ta dall’immediatezza istituzionale. Bisognava aver pre ¬≠so domicilio in quello spazio sapienziale dove la tradizione cattolica non si confonde pi√Ļ col tradizionale groviglio di passionalit√† devote, di interessi politici dis ¬≠simulati, di scolasticismo arido. Bisognava essere ¬ę uo ¬≠mini di fuoco ¬Ľ e non ¬ę uomini di memoria ¬Ľ.

Secondo me, il primo vero riformatore rosminiano √® stato Papa Giovanni, il quale non per nulla, aprendo il Concilio, raccolse ed espresse la santa invettiva del Rosmini contro i ¬ę protettori ¬Ľ della Chiesa. Il Conci ¬≠lio, dal punto di vista dottrinale, √® andato anche oltre. Ma al livello esistenziale il Concilio √® ancora da in ¬≠ventare, deve ancora tradursi in forme vitali, vorrei dire in personalit√† esemplari. Ebbene, in questo sen ¬≠so, noi, in Italia, non abbiamo, paradossalmente, nes ¬≠sun personaggio post-conciliare pi√Ļ significativo di An ¬≠tonio Rosmini, nessun libro che pi√Ļ delle Cinque Pia ¬≠ghe sia adatto a darci non la dottrina, no, ma il fuoco sapienziale necessario alla nostra rinascita religiosa.


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Bart