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LETTERATURA: I MAESTRI: Lilli: I tigrotti di Marinkaja

10 Maggio 2018

di Mosca
[dal ‚ÄúCorriere della Sera‚ÄĚ, mercoled√¨ 6 maggio 1970]

Virgilio Lilli ha scritto un romanzo per ragazzi che verr√† adottato nella scuola media. Ma √® proprio soltanto per ra ¬≠gazzi questo ¬ę… e la neve si sciolse ¬Ľ edito da Minerva Ita ¬≠lica?

¬ę Caro Mosca √Ę‚ÄĒ mi scrive l’autore nella lettera accompa ¬≠gnante il volume reso ancor pi√Ļ caro dall’affettuosa dedica √Ę‚ÄĒ, questo che finir√† sui banchi di scuola √® in realt√† un libro per adulti, o meglio per quegli adulti che saranno un giorno i ragazzi e per quei ragazzi che siamo stati noi adulti ¬Ľ.

Come ¬ę Cuore ¬Ľ, come ¬ę I ra ¬≠gazzi della via Paal ¬Ľ. Non vi sembri ardito l’accostamento. Conoscete Lilli giornalista, co ¬≠noscete Lilli scrittore di libri di guerra e di viaggi, ¬ę Prima linea ¬Ľ, ¬ę Penna vagabonda ¬Ľ, ¬ę Buonviaggio, penna! ¬Ľ, Lilli romanziere, ¬ę Una donna s’al ¬≠lontana ¬Ľ, e sapete di quanta umanit√† sia ricco, di quale acu ¬≠to senso di osservazione, di che estro, di che intuizioni: non pu√≤ meravigliarvi, perci√≤, che, rivolta la sua attenzione al mon ¬≠do della fanciullezza, subito lo abbia profondamente penetra ¬≠to, e, per virt√Ļ non so se pi√Ļ d’arte o d’amore, sia riuscito a esprimere i terribili incanti.

Terribili vi parr√† un agget ¬≠tivo per lo meno strano, ma nel prossimo anno scolastico i figli di molti di voi avranno per libro di testo questa rosa nel deserto che √® ¬ę… e la neve si sciolse ¬Ľ, miracolo, voglio dire, improvvisamente sbocciato nel ¬≠la desolata distesa di sabbia della letteratura infantile ita ¬≠liana: leggetelo anche voi, tro ¬≠verete i ragazzi della via Paal trasferiti, come per un crudele incanto, dallo sterrato della vecchia Budapest alla campagna del paese di Marinkaja, nel bacino del Donez, anno 1941, devastata dalla guerra e de ¬≠scritta nei particolari (¬ę i binari apparivano distorti, qualche ro ¬≠taia stava diritta dentro l’aria come un mastodontico filo di ferro ¬Ľ) con una evidenza e una suggestione impressionanti, e N√®mecec, il biondino, tanto fra ¬≠gile nel fisico quanto forte nel ¬≠l’animo, mutato in Dimitri, il bambino che per amore della giustizia e della libert√† va felice incontro alla fucilazione.

Dal lirismo di Molnar allo spietato realismo di Lilli. Nien ¬≠te di pi√Ļ crudo delle situazioni che le vicende della banda del ¬ę Sindacato dei Giovani Baroni Russi Liberi ¬Ľ offrono al let ¬≠tore, ma niente, nello stesso tempo di pi√Ļ educativo. Chi so ¬≠no questi ragazzi che dovendo dare un nome a un’associazio ¬≠ne, a un gruppo, a una banda altra parola, in Russia, ad imi ¬≠tazione degli adulti, non posso ¬≠no trovare se non ¬ę Sindacato ¬Ľ? Sono i figli della guerra. I loro genitori o scomparsi, o vivi ma detestati. Un Sindacato di ¬ę li ¬≠beri ¬Ľ, di ribelli che vedendo ne ¬≠gli adulti i responsabili del ¬≠l’inferno che s’√® scatenato se ne staccano nauseati e si strin ¬≠gono in un gruppo nel quale il tetto dell’et√† √® toccato dai quattordicenni.

Guerra agli adulti, guerra a quel mondo nel quale aveva ¬≠no sognato di fare ingresso, ma √® cos√¨ brutto che se ne ritraggono prima ancora d’avervi posto piede, e la parola d’ordine √® combatterlo. In che modo? Con le sue stesse ar ¬≠mi, imitandolo. E’ il nemico, s√¨, ma insieme, il modello, e nulla suggestiona di pi√Ļ i ra ¬≠gazzi che i cattivi esempi. Sot ¬≠trattisi a una societ√† che li disgusta, ne ricalcano fedel ¬≠mente le orme: affamati, de ¬≠predano e se non uccidono √® perch√© sparando sbagliano la mira o colpendo con una sbar ¬≠ra non hanno la forza suffi ¬≠ciente per sfondare un cranio.

Direte: ma son libri, questi, da dare in mano ai ragazzi della media unica? Risponder√≤ che i libri scolastici scritti bene son cos√¨ rari che ben venga anche quello il cui contenuto possa giudicarsi ardito, e ag ¬≠giunger√≤, soprattutto, che certe scene scabrose (tra le quali pri ¬≠meggia quella del paralitico ra ¬≠pinato e lasciato mezzo morto in una pozza di sangue) ven ¬≠gono riscattate non solo dal ¬≠l’arte redentrice della felicissima scrittura, ma dall’aura di gioco e di sogno nella quale, magi ¬≠camente, la realt√† si stempera e si trasfigura.

Abbandonati a se stessi, liberi da ogni freno, i ragazzi del ¬ę Sindacato ¬Ľ si conservano in ¬≠nocenti nelle loro pur sangui ¬≠nose gesta compiute all’insegna della eroica avventura. Sergio, il Gran Capo, non √® molto di ¬≠verso, fin qui, da un Corsaro Nero o da un Sandokan, i suoi gregari giocano ai Tigrotti di Mompracem, e lo stesso Dimitri, il fanciullo la cui natura nobile e generosa rimarr√† impressa nel cuore del lettore, non si oppone al rapimento di Alia, una delle tante ragazzine di cui il ¬ę Sindacato ¬Ľ s’impadronisce per farne, alla maniera delle bande armate, delle vivandiere e delle sguattere, ma semplice- mente, non sopportando che venga imbavagliata fin quasi a soffocarla, e legata sino a farla sanguinare, chiede che la stret ¬≠ta dello straccio e delle corde venga allentata.

Per questo verr√† processato come ¬ę probabile traditore ¬Ľ. La piet√†, difatti, affermano le leggi del ¬ę Sindacato ¬Ľ, √® debolezza, perci√≤ tradimento. Il processo anima di s√© le pi√Ļ belle pagine del libro. Meditate, sofferte, vive d’una verit√† che Lilli, psi ¬≠cologo di prim’ordine, √® andato, come un ¬ę sub ¬Ľ, a scoprire nel pi√Ļ profondo dell’animo dei ra ¬≠gazzi, l√† dov’esso risplende e palpita dei prodigiosi coralli della sua purezza.

Se spensieratamente, mi ¬≠schiando gioco e sangue, i ¬ę ti ¬≠grotti ¬Ľ di Marinkaja hanno se ¬≠guito ¬ę Sandokan ¬Ľ sulla via della violenza e della prepo ¬≠tenza, ora, dinanzi ai modi del processo, li vediamo sbigottire, fremere d’orrore. Nella imita ¬≠zione dei pur disprezzati adulti si son fino ad ora divertiti, ma c’√® un limite a tutto, il gioco e il sogno si possono prestare a far da compagni anche alle ge ¬≠sta pi√Ļ deplorevoli, ma non a tener mano alla deformazione della verit√†, allo strazio del pen ¬≠siero e dell’animo. Troppo vivo √® nei ragazzi il senso della giu ¬≠stizia, l’amore per la libert√†. E’, la loro, un’et√† tutt’ali, e la libert√† non √® forse un volo?

Nel processo a Dimitri, so ¬≠spetto di tradimento, Lilli ha voluto condannare non soltanto il mondo degli adulti, ma il mondo particolare che i ragaz ¬≠zi russi, e i ragazzi di tutti i paesi dominati dalle dittature, si trovano dinanzi agli occhi come esempio. Dal Gran Capo Sergio, che di tutti quei ra ¬≠gazzi √® il pi√Ļ opaco, perci√≤ il pi√Ļ ¬ę adulto ¬Ľ, e dagli altri gre ¬≠gari che, pur indignati, cedo ¬≠no alla paura e si rendono com ¬≠plici, la verit√† viene distorta e martoriata a tal punto che il fragile Dimitri, per nobile rea ¬≠zione, si fa di ferro, d’acciaio e accoglie come un premio, co ¬≠me una felicit√†, come una libe ¬≠razione la condanna a morte.

Se questa venga eseguita o un intervento esterno la impe ­disca, questo è secondario, e rimandiamo chi legga questo articolo alla lettura del libro.

Importa la lezione di dignit√† e di coraggio che Virgilio Lilli con questo suo racconto magi ¬≠stralmente condotto impartisce ai ragazzi, ai loro genitori, ai loro insegnanti. Importa la le ¬≠zione di libert√† che spirando fresca e pulita come un gene ¬≠roso vento di mare fa d’ogni pagina una vela.

 


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Bart