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LETTERATURA: I MAESTRI: Nievo. Molte pulci nell’orecchio

9 Luglio 2015

di Luigi Baldacci
[da ‚ÄúLa fiera letteraria‚ÄĚ, numero 2, gioved√¨, 11 gennaio 1968]

IPPOLITO NIEVO
Romanzi, Racconti e Novelle
pagine LXXI1-1002

Le confessioni d’un Italiano,
Scritti vari
pagine XLI11-972, a cura di F. Porti ­nari
Mursia editore.
Prezzo dei due volumi L. 9600.

In due cospicui volumi della col ¬≠lezione Grandi scrittori di ogni Paese l’editore Mursia ha raccolto tutte le opere narrative di Ippolito Nievo. Folco Portinari √® l’autore dei vastis ¬≠simi saggi introduttivi premessi a ogni singolo volume: che poi, naturalmen ¬≠te, vengono a formare un saggio solo. Il primo saggio, e il primo volume, tracciano la storia dei romanzi minori e culminano nella raccolta di quel Novelliere campagnuolo (Racconti e novelle) che l’autore non riusc√¨ a ve ¬≠der realizzata, ma della quale aveva ideato egli stesso il titolo; il secondo saggio, e il secondo volume, hanno per argomento Le confessioni d’un Italiano e gli scritti di carattere nar ¬≠rativo satirico giornalistico pubblicati sul ¬ę Pungolo ¬Ľ e su ¬ę L’Uomo di Pietra ¬Ľ. Restano escluse da questa sillo ¬≠ge le poesie e gli scritti politici e sto ¬≠rici. E diciamo subito che delle prime si pu√≤ fare a meno (ai fini di una valutazione stilistica del narratore: anche se certi motivi programmatici in esse contenuti non sono sfuggiti all’attenzione del Portinari), men ¬≠tre, tra gli scritti politici, il Fram ¬≠mento sulla rivoluzione nazionale ci sembra una chiave di volta non solo del pensiero politico del Nievo, nella sua fase di pi√Ļ matura e stabile co ¬≠scienza, ma altres√¨ di una sua precisa maniera di porsi di fronte ai proble ¬≠mi del romanzo e dell’arte.

Il Frammento era ben noto attra ¬≠verso le edizioni del Bacchelli, del Romagnoli, dello Scalia, e comunque l’impianto adottato dal Portinari lo escludeva a priori. Ma il punto √® un altro: ed √® che la posizione politica del Nievo √Ę‚ÄĒ intelligente e originale, ma indubbiamente attestata su un piano di paternalismo conservatore √Ę‚ÄĒ aiuta a capire, non diciamo gi√† i momenti felici e nuovi della sua in ¬≠venzione narrativa, ma quelli fermi, stanchi, sterili, stilisticamente ambi ¬≠gui o inaccettabili che, francamente, costituiscono la gran parte della sua opera vastissima (in relazione, alme ¬≠no, alla vita dello scrittore: 1831-1861).

Acqua sul fuoco socialista

Il metodo di lettura del Portinari √® arrivato, del resto, a queste stesse conclusioni attraverso un riscontro di ¬≠retto sulla pagina e sullo stile: per meglio dire, sul linguaggio del Nievo e sulle scelte linguistiche che egli istintivamente adopera. In tal senso ci troviamo di fronte a un saggio che non solo smonta definitivamente il mito eroico e progressista del Nievo, ma si pone altres√¨ come un esempio di lettura critica in cui lo stile e l’ani ¬≠mus sono sentiti sempre come com ¬≠plementari, anzi a specchio l’uno del ¬≠l’altro. Basterebbe pensare all’analisi del primo paragrafo della Nostra fa ¬≠miglia di campagna. ¬ę … E anche sul fuoco socialista possiamo versare subito un po’ d’acqua. Nella prima met√† del capitolo il Nievo si √® posto con l’armi indirizzate sul bersaglio, ma nella seconda ecco, con un mezzo sorriso e un ammiccamento, il tono si fa bonario e bravamente ironico…, l’arma si mostra spuntata, niente vio ¬≠lenza, la mandria da bastone si √® tra ¬≠sformata in quei poveretti e il discor ¬≠so si conclude pacificamente sotto la folta ombra d’un gelso, o sullo spiano della spezieria, il luogo tradizional ¬≠mente consueto alle dispute nei ro ¬≠manzi e racconti ottocenteschi ¬Ľ. A proposito di socialismo, nel ricordato Frammento il Nievo scriver√†: ¬ę Siate ¬≠ne certi, l’avidit√† render√† ladri, piuttostoch√© socialisti, i nostri fittaiuoli, i nostri bifolchi; √® l’antico carattere pratico italiano che ci assicura per un gran pezzo da quest’altra lebbra ol ¬≠tramontana ¬Ľ. E quando il Portinari cita frasi e asserzioni come queste, intonate a un’astuzia e a un candore che parlano da soli √Ę‚ÄĒ ¬ę Il massimo dei beni √® vedersi intorno gente sana e contenta che liberamente ti serve e pur servendo, al suo bene serve, e ti ama ¬Ľ √Ę‚ÄĒ esse potrebbero trovare nel Frammento sulla rivoluzione na ¬≠zionale un commentario ideologico ad abundantia.

Contrario alla riforma fondiaria

Il Nievo arriva perfino a sollecita ¬≠re una partecipazione dei contadini alle strutture parlamentari del nuovo Stato: ma il suo obiettivo finale era quello dell’armonia tra le classi; e la sola dialettica che egli potesse conce ¬≠pire era quella di un progressivo av ¬≠vicinamento delle plebi agricole alla parte sana e responsabile della Na ¬≠zione, che era la parte liberale. Al Nievo andava bene una riforma elet ¬≠torale, ma non gi√† una riforma fon ¬≠diaria. Anzi ogni nuova tassa che i padroni avessero dovuto sostenere, sarebbe ricaduta, secondo lui, a dan ¬≠no degli stessi contadini e avrebbe allargato il solco che divideva gli uni dagli altri.

A questo punto si aprirebbe un’al ¬≠tra questione: pi√Ļ sottile, e diciamo ¬≠lo ¬† ¬† ¬† ¬† ¬† francamente, pi√Ļ subdola: l’impor ¬≠tanza che il Nievo attribuiva ai par ¬≠roci di campagna al fine di salvaguar ¬≠dare (a favore delle plebi agricole e, in ultima analisi, degli stessi padroni) un patrimonio e un sistema di fon ¬≠damenti etici che, una volta combat ¬≠tuto e distrutto dall’intelligenza libe ¬≠rale, avrebbe lasciato un vuoto incol ¬≠mabile: o colmabile solo dalla lebbra socialista. A tale piano d’idee doveva corrispondere l’ultimo romanzo del Nievo, iniziato appena, Il pescatore di anime. Ma a questo punto conviene tornare al saggio del Portinari: poi ¬≠ch√© tutti questi motivi, nella sua ana ¬≠lisi di lettura, sono evidenziati al mas ¬≠simo e convergono all’accertamento di quella dimensione stilistica del- l‘idillio che √® la stessa dimensione psicologica della costante ambiguit√† del Nievo.

Si ponga orecchio al tono del ¬ę nar ¬≠ratore popolare ¬Ľ in uno dei racconti pi√Ļ significativi: L’avvocatino: ¬ę Ma bestia, o non bestia, io ho creduto cos√¨; e ancor credo, che la confiden ¬≠za in Dio, per noi tanto, giova assai pi√Ļ largamente di un milione di pa- ragrandini, onde non conviene scal ¬≠zarla col toglierle i pi√Ļ saldi puntelli dell’immaginazione e del sentimen ¬≠to ¬Ľ. E sarebbe impossibile illustrare in quest’articolo l’attenzione del Por ¬≠tinari non solo alle punte in cui l’idil ¬≠lio si manifesta in forma ambigua ¬≠mente ideologica, ma altres√¨ al tessu ¬≠to linguistico nieviano che riesce a ricondurre ogni cosa a una misura miniaturistica. Superbetta, avventatata, ambiziosetta: il Nievo √® signore del diminutivo e del vezzeggiativo; e non solo gli attributi, ma i nomi, i verbi, il paesaggio, tutto √® visto attraverso le lenti di un binocolo rovesciato; sic ¬≠ch√© il vecchio ma sempre valido Man ¬≠tovani diceva, a proposito del Varmo da cui sono tratte queste voci: ¬ę Rac ¬≠conto condotto con molta sottigliezza di analisi, tanto da sembrare prolisso e sazievole, anche a cagione della so ¬≠lita lingua mezzo pedantesca ¬Ľ. E dap ¬≠pertutto nell’opera del Nievo, non so ¬≠lo ¬† ¬† ¬† ¬† nel Novelliere campagnuolo, si par ¬≠la di Dio e se ne raccomanda il senti ¬≠mento e il rispetto.

Per Carlino Altoviti, il protagoni ¬≠sta delle Confessioni, Dio s’identifica, semmai, col ¬ę gran mare dell’essere ¬Ľ (ma √® una citazione dantesca) e con un ideale superumano di giustizia. In ogni modo, se nel concetto di Carli ¬≠no c’√®, a tratti, una vaghezza che sta tra l’illuminismo settecentesco e lo spiritualismo liberale, egli in quanto protagonista-narratore, non sarebbe mai arrivato a confessare ci√≤ che il Nievo confess√≤ nel Frammento: ¬ę Se mi domandaste s’io sono cristiano cat ¬≠tolico risponderei che fui battezzato; del resto non amo n√© odio i preti per sistema; li accetto come un fatto esi ¬≠stente, e che esister√† ancora lunga pezza… ¬Ľ.

Di qui nasce il pedagogismo del Nievo: formare l’animo dell’uomo adulto, come nelle Confessioni o del ¬≠l’uomo che, russoianamente, √® restato fedele alla natura e vive come parte di essa: e si veda il Novelliere campa ¬≠gnuolo o Il conte pecoraio. E il ri ¬≠flesso pratico di quest’attitudine pe ¬≠dagogica √® l’idillio o la comicit√†, sul ¬≠la cui essenza linguistica il Portinari ha offerto informazioni definitive. Per il Nievo il mondo non √® quello che √®.

La Provvidenza è tutto

Nei racconti campagnuoli egli parte in veste di vindice delle plebi con ¬≠culcate e calunniate e approda al ter ¬≠mine fisso del lieto fine. La Provvi ¬≠denza √® tutto; ma c’√® un piccolo in ¬≠conveniente: che lo scrittore, in quan ¬≠to Ippolito Nievo, non ci crede. An ¬≠che la comicit√† del Nievo, si diceva, segue questa regola. E’ una comicit√† di copertura: e ci√≤ che si deve copri ¬≠re √® il vuoto ideologico, in modo che ne resulti una visione affabile del mondo. In modo, insomma, che una ideologia nazional-borghese appaia co ¬≠me un’ideologia spirituale e morale.

A tanti il Nievo √® sembrato uno scrittore molto sano. Il Portinari, sen ¬≠za smentire espressamente questo giu ¬≠dizio, ha contribuito a metterci molte pulci nell’orecchio. Da un punto di vista dei contenuti politici, c’erano gi√† stati accertamenti essenziali che ci sembrano difficilmente confutabili (come l’articolo di Della Peruta su Rinascita del giugno 1952), ma il me ¬≠rito del Portinari √® quello di aver ri ¬≠baltato tali accertamenti sul piano del ¬≠lo stile, del linguaggio. Basterebbe pensare, fra tutte, a un’indicazione preziosa: quella di avere individuato la comicit√† del Nievo come freno o antidoto al gusto del feuilleton, che gli prendeva la mano tutte le volte che si metteva a narrare o a costrui ¬≠re macchine romanzesche.

Introduce l’erotismo infantile

Due pesi che si bilanciano, con la realt√† che sta in mezzo; non due facce della stessa medaglia, ma due esagera ¬≠zioni altrettanto lontane dal vero. E qui si aprirebbe un discorso interessan ¬≠te sui rapporti tra il Nievo e la Scapi ¬≠gliatura, a prescindere dai contatti di colleganza giornalistica che egli ebbe con l’Arrighi, il Ghislanzoni, il Rajberti, il Rovani. Anche questo punto √® op ¬≠portunamente toccato dal Portinari: ma doveva essere svolto da chi si √® interessato espressamente della Scapi ¬≠gliatura; perch√©, a parte il fatto che il Rovani cominci√≤ a pubblicare Cento anni nel 1857, pochi mesi prima che il Nievo mettesse mano alle Confes ¬≠sioni, non si vede come si possa pre ¬≠scindere dal Nievo a proposito delle Memorie del presbiterio del Praga.

E il Nievo vero, il Nievo grande? Non c’√® molto di nuovo da dire. E’ quello, soprattutto, dei primi capitoli delle Confessioni, che introdusse nel ¬≠la letteratura italiana l’attenzione al ¬≠l’erotismo: cio√® all’erotismo infantile.

Il che significava andare ben oltre il tema dell’amore che gi√† di per s√© era, per il Manzoni, un tab√Ļ. E’ il Nievo dell‘idillio tra Carlino e Pisana: ma un idillio lontanissimo da quelli vil ¬≠lerecci. E’ il Nievo che si ricollegava a un’operetta della primissima gioven ¬≠t√Ļ: Antiafrodisiaco per l’amor plato ¬≠nico (della quale il Portinari ha giu ¬≠stamente rivendicato l’importanza). E’ il Nievo che avrebbe potuto scri ¬≠vere una sua Vita di Henry Brulard: se molte altre preoccupazioni non fos ¬≠sero intervenute a tirarlo per la ma ¬≠nica. E se, forse, non fosse morto cos√¨ giovane.


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Bart