Libri, leggende, informazioni sulla città di LuccaBenvenutoWelcome
 
Rivista d'arte Parliamone
La scampanata, il romanzo di Bartolomeo Di Monaco trasformato in testo teatrale, qui per chi volesse rappresentarlo.

LETTERATURA: I MAESTRI: Ottiero Ottieri. Da Marx a Orazio

10 Settembre 2015

di Manlio Cancogni
[da ‚ÄúLa fiera letteraria‚ÄĚ, numero 32, gioved√¨, 8 agosto 1968]

Ottieri РCi tengo a dichiarare che scrivendo I divini mondani non imma ­ginavo affatto di fare opera di morali ­sta. Non sono un osservatore della vi ­ta del jet-set, sono semmai un testimo ­ne che vi partecipa.

 

Cancogni – In che misura?

 

Ottieri – Forse ridotta; forse (mi √® stato detto) sono uno che lo guarda dal buco della serratura; ma questo non cambia il mio stato d’animo. Io vorrei entrarvi pi√Ļ dentro possibile, fino in fondo.

 

Cancogni РE perché? Che cosa ne guadagneresti?

 

Ottieri – Sono un esploratore, cio√® un uomo inquieto. Trovo la quiete sol ¬≠tanto quando il mondo che voglio esplorare non ha pi√Ļ mistero.

 

Cancogni – Dunque il mondo dei ¬ę divini mondani ¬Ľ esercita su di te una reale attrazione. Ti piacerebbe es ¬≠sere Orazio?

 

Ottieri – In parte s√¨; diciamo di s√¨. Vuoi sapere perch√©? Perch√© Orazio √® l’uomo che prefigura, sia pure para ¬≠dossalmente, il futuro. Mi spiego: egli gioca; ebbene egli anticipa quel mondo del gioco che per certi rivoluzionari molto seri simboleggia il passaggio dal mondo della necessit√† al mondo della libert√†. Il playboy, l’uomo che gioca, il mio Orazio, √® un personaggio positivo, un uomo libero, un uomo che organiz ¬≠za la propria libert√†.

 

Cancogni РAddirittura un rivoluzio ­nario. Domani si dirà: da Marx a Ora- zio. Peccato che non se ne sappia il co ­gnome. Ma a proposito: è vero che die ­tro di lui si nasconde un personaggio reale? Un playboy milanese?

 

Ottieri РOrazio è una pura invenzio ­ne della fantasia. Ho già detto che il mio libro non è un pamphlet. Io am ­miro Orazio.

 

Cancogni РQuesto rivoluzionario che gioca, però, è mantenuto da una società che lavora.

 

Ottieri – Lo so benissimo. Infatti ho detto che egli anticipa paradossalmen ¬≠te ¬ę una societ√† che gioca ¬Ľ, in cui tut ¬≠ti giocano.

 

Cancogni – Vorrei sapere: come sei arrivato a Orazio?

 

Ottieri – Ci sono arrivato attraverso una lunga esperienza interna del lavo ¬≠ro industriale. Io mi sono laureato in lettere. La mia preparazione giovanile √® stata di tipo umanistico. Io per√≤ sen ¬≠tivo una forte curiosit√† per il mondo dell’industria che non conoscevo. Ave ¬≠vo letto Marx. Anche l’ideologia, per ¬≠ci√≤, mi spingeva verso quel mondo, il mondo del lavoro industriale avanza ¬≠to, del lavoro alienato. Volevo entrarci dentro, esplorarlo fino in fondo.

 

Cancogni – Con quale fine?

 

Ottieri – Un fine politico. Compren ¬≠dere il socialismo, non astrattamente, ma attraverso un’esperienza sindacale.

 

Cancogni – Tu sei ancora socialista?

 

Ottieri – S√¨. Per quanto non pi√Ļ con la carica emotiva di una volta. Confes ¬≠so che nello stesso tempo sono anche un conservatore. Tengo a certi miei privilegi.

 

Cancogni РE in una società sociali ­sta rinunceresti a questi privilegi?

 

Ottieri – Mi chiedi troppo. No, non credo. Non sono pi√Ļ disposto a pagare il prezzo di una rivoluzione, sia di sangue che di sacrifici. Ma questo √® un altro discorso. Il mio interesse per il mondo del lavoro industriale contene ¬≠va un quesito. Mi chiedevo se questo lavoro non poteva arrivare un giorno a distruggere se stesso. Ed eccoci al problema accennato al principio della nostra conversazione: il passaggio dal mondo della necessit√† (il lavoro) a quello della libert√†.

 

Cancogni РEccoci da capo a Orazio. Cerchiamo di definirlo. In sostanza è un comune playboy.

 

Ottieri – Non proprio. Un playboy √® un disinteressato. Orazio √® pi√Ļ serio. Non √® un frivolo. E’ un teorizzatore, con preoccupazioni ideologiche. Tanto per cominciare avrai notato che √® l’in ¬≠ventore di un linguaggio.

 

Cancogni – Tutti oggi hanno proble ¬≠mi di linguaggio, pare. In che senso Orazio ne ha inventato uno? Vorrei qualche esempio. ¬ę Pietro, disse infine davanti a lei, chi √® la stupenda creatu ¬≠ra nuova? ¬Ľ. E’ cos√¨ che Orazio si pre ¬≠senta alla decima riga del tuo raccon ¬≠to. Che cosa c’√® di nuovo?

 

Ottieri – Prendiamo un altro esem ¬≠pio. La conversazione con Pietro nel bagno a Londra. Orazio dice: ¬ę Il diner di stasera deve essere intimo ma non sexy. Intimo. Non √® colpa mia se spes ¬≠so il social non √® sexy e il sexy non √® social. Si intende che ci√≤ che √® augura ¬≠bile √® il social sexy e il sexy social ¬Ľ. Non ti pare che ci sia un tono partico ¬≠lare, una maniera, uno stile? Andiamo pi√Ļ avanti; √® sempre la stessa scena a Londra, nel bagno, con Pietro seduto sul cesso. ¬ę Peter my dearest, una cena intima √® una cena per pochi, cos√¨ come una cena seduta √® una cena se ¬≠duta e una cena in piedi √® una cena in piedi ¬Ľ. Che ti pare?

 

Cancogni – Mi pare un imbecille.

 

Ottieri РTi sbagli. Orazio non è af ­fatto stupido. E nel suo mondo confor ­mista, coi suoi modi, il suo stile, le sue teorie, è un eversore.

 

Cancogni РE lui ne è consapevole?

 

Ottieri – In parte. E’ consapevole di possedere una forte carica anticonfor ¬≠mista anche se oggettivamente aderi ¬≠sce al suo mondo. Diciamo, come i no ¬≠stri padri, che √® un eccentrico.

 

Cancogni – Un dandy si potrebbe an ¬≠che dire. Che c’√® di nuovo?

 

Ottieri – Il modo come industrializza il divertimento. Orazio trasferisce nel divertimento le leggi dell’efficienza in ¬≠dustriale. E’ un efficientista. Non ha nulla a che vedere con il playboy che tende ad evadere dal mondo. Non √® uno yoga, n√© un drogato.

 

Cancogni – A me sembra un cafone. Prendi quando va in elicottero sui campi di sci per evitare la noia della seggiovia. Atterrando le pale dell’eli ¬≠cottero smuovono un gorgo di vento che scatena mulinelli di neve. ¬ę I nu ¬≠merosi sciatori sullo spiazzo si getta ¬≠rono ai lati investiti dal vento e dagli spruzzi di neve che li accecavano. Vo ¬≠lavano via i loro guanti, berretti. Uno sciatore si era allacciato uno sci solo e l’altro sci attendeva libero sulla neve. Il gorgo ventoso spinse lo sci, lo spin ¬≠se ancora verso il declivio ripidissimo, che lo sci infil√≤ saltellante, solitario, scomparendo a valle. L’elicottero atterr√≤. Orazio scese subito, con un sal ¬≠to, si rivolse al pilota: “Dagli un paio di sci fra quelli di riserva‚ÄĚ ¬Ľ. Credi che un gentiluomo si comporterebbe cos√¨?

 

Ottieri – Credi? Orazio non dimenti ¬≠care √® un efficiente, un logico. Non perde tempo inutilmente. Per questo va in elicottero (la fila per salire in seggiovia gli √® insopportabile) per questo affida al pilota l’incarico di ri ¬≠sarcire subito lo sciatore danneggiato. Lui ha fretta di scendere a valle insie ¬≠me con Mildred…

 

Cancogni – ¬ę …‚ÄĚLa seggiovia √® di un’estrema stupidaggine‚ÄĚ, disse Mil ¬≠dred; si diedero una spinta coi bastoni, eseguirono due o tre passi da pattinatore e si gettarono dritti per lo schuss, danzarono il cortoraggio: due angeli, superiori alle abitudini del mondo, alle code… ¬Ľ.

Ottieri – Vedo che ti sono antipatici. Sei moralisticamente contro il loro mondo. Ma sono sicuro che se una sera tu ci entrassi, ti divertiresti e li troveresti anche simpatici.

Cancogni – Ne dubito. Tu piuttosto dimmi: che cosa si propone il tuo Orazio?

Ottieri – Vuoi dire lo scopo finale? Il successo mondano-sessuale. La conquista di donne importanti, belle.

Cancogni – Una domanda retorica, da piccolo borghese. C’√® la possibilit√† di un amore nel mondo di Orazio? Nel tuo libro lui passa da una donna all’altra indifferentemente, cos√¨ come le sue donne passano da un uomo all’altro, ininterrottamente. E’ possibile che a un tratto…

 

Ottieri – … E’ possibile… s√¨… ma in definitiva √® meglio la pluralit√† delle occasioni alla scelta di un solo… Ogni volta, si pu√≤ dire ogni giorno, Orazio pu√≤ anche credere che la donna che lui corteggia sia la sola, lei e nessun’altra, ma come i suoi occhi cadono su un’altra, non pu√≤ fare a meno di corteggiarla√Ę‚ā¨¬¶ e cos√¨ via…

Cancogni – Che cosa lo attrae nel rapporto sessuale? Il piacere?

 

Ottieri – Non si sa. Il piacere… non direi. Lo attira la conquista della donna importante. Che lo vedano con una donna importante.

 

Cancogni РInsomma è un narciso. In fondo ama solo se stesso. E alle donne che cosa piace in un uomo come Orazio?

Ottieri РAvere a che fare con un uomo la cui privacy è pubblica. Allo stesso modo a certe donne piace farsi vedere con un letterato.

 

Cancogni – Ma dimmi, Orazio √® un po’ letterato?

Ottieri – Assolutamente no. Legge, un poco, nei minuscoli momenti di noia… ma non √® letterato. Diciamo che ha una concezione estetica della vita.

Cancogni РHai detto che può annoiarsi?

Ottieri – A volte la noia pu√≤ sfiorarlo, ma appena. Non √® come un playboy comune che ne √® afflitto sistematica ¬≠mente e che per vincerla ricorre all’alcool, alla droga. Orazio supera la noia con l’efficienza.

Cancogni – Quando la mattina apre gli occhi, a che cosa pensa?

Ottieri – A combinare la giornata… Questa √® la grande occupazione del jet-set. Questo √® l’aspetto che m’affascina√Ę‚ā¨¬¶ la libert√†… l’uomo liberato dalla struttura della settimana. L’uomo che va in vacanza il marted√¨, senza week-end… ti rendi conto?

Cancogni – Benissimo. Non ci trovo nulla di straordinario. Personalmente me ne sono liberato da un pezzo. Ma dimmi un po’: che cosa far√† Orazio da vecchio?

Ottieri – A settant’anni Orazio sar√† solo. Avr√† la coscienza tranquilla, avendo ben speso la sua giovinezza.

Cancogni – E la morte?

Ottieri – Non ci pensa mai, la rinvia. La vecchiaia di Orazio comunque sar√† un mistero, come lo √® stata la sua pri ¬≠ma giovinezza. Orazio √® un ¬ę ginnasticato ¬Ľ eternamente sulla quarantina. √ą a questa et√† che la sua immagine raggiunge la perfezione; prima e dopo c’√® il vuoto. Ripeto: non ho voluto fare un ritratto psicologico, ma inventare un personaggio simbolico.

 

Cancogni – E gli altri personaggi maschili del libro, Pietro, Mario, Tibe ¬≠rio…

Ottieri РHanno pochissima impor ­tanza. Orazio si fa il vuoto intorno. Tutti lo invidiano.

Cancogni – Appunto. I tuoi ¬ę divini ¬Ľ non sono immuni dalla gelosia.

Ottieri – S√¨ c’√®, √® anzi fortissima; ma combattuta, ridotta a un ruolo margi ¬≠nale. E si spiega. La vita dei ¬ę divini mondani ¬Ľ √® di gruppo. E in una vita di gruppo la gelosia deve per forza es ¬≠sere soffocata. Non pu√≤ esplodere.

Cancogni – E le donne di Orazio?

Ottieri – Quali? Sono infinite. Pren ¬≠diamone alcune: Hata? E’ compieta- mente passiva. Ha industrializzato la propria bellezza. Tace. E’ un oggetto. Mildred? E’ una grande mondana, e nello stesso tempo una nevrotica…

Cancogni – ¬ę … of course… ¬Ľ.

Ottieri – … frivola e sull’orlo della di ¬≠sperazione…

Cancogni – Si potrebbe uccidere?

Ottieri – No…

Cancogni – Peccato.

Ottieri – … No, perch√© √® vitale. Rea ¬≠gisce sempre; risorge sempre dalle proprie ceneri. Anche per lei vale la stessa regola, di non innamorarsi, di preferire la molteplicit√† alla scelta unica.

Cancogni – E se s’innamorasse?

Ottieri – Teoricamente l’amore do ¬≠vrebbe spazzare via tutto… In prati ¬≠ca…

Cancogni – … non accade. E tu come lo spieghi?

Ottieri – Ci sono due spiegazioni. Quella della psicoanalisi √® evidente: Mildred e le sue amiche sono affette da un fondamentale infantilismo. Non sono cresciute. L’altra, psicologica, in ¬≠dica un prevalere del mondo della pos ¬≠sibilit√† su quello della realt√†.

Cancogni – In sostanza sono delle frigide. E Orazio un don Giovanni da strapazzo… Fra uomini e donne c’√® so ¬≠lo un rapporto estetico…

 

Ottieri РDirei teatrale. Stanno in ve ­trina. Recitano per se stessi e per un piccolo gruppo. Non hanno bisogno di una gran platea. Il jet-set è autosufficiente: in questo consiste la sua no ­biltà.

 

Cancogni РE qual è la scena che il jet-set preferisce? Voglio dire la città?

 

Ottieri – Parigi direi. Londra ha avu ¬≠to il suo momento, ma in definitiva viene dopo la vecchia Parigi. New York √® un problema, c’√® pur sempre l’oceano di mezzo, e il jet-set ha fretta, molta fretta; otto ore di volo sono lun ¬≠ghe. E poi √® una citt√† ancora dura, con aspetti difficili. Roma viene al ter ¬≠zo posto. Funziona soprattutto in esta ¬≠te. Milano? Assolutamente no. Uno swinger (il pi√Ļ recente appellativo dei membri del jet-set) pu√≤ dedicargli al massimo tre giorni l’anno, non di pi√Ļ.

 

Cancogni – Gli swingers comunque sono eminentemente cittadini?

 

Ottieri РDirei esclusivamente. Van ­no al mare, in montagna, a caccia, sì, ma si tratta di brevi incursioni fuori della città. La città è il loro luogo na ­turale, perché è il mondo delle possibi ­lità, il luogo dove si combina.

 

Cancogni РIl jet-set è in ascesa o in ribasso? Si sente sicuro o in pericolo?

 

Ottieri – Sicuro, direi. Soltanto una rivoluzione radicale che distrugga le basi della societ√† capitalistica potreb ¬≠be metterlo a terra. Un’evoluzione democratica invece lo rafforza. Pensa ai Kennedy.

 

Cancogni РLi metti fra gli swin ­gers?

 

Ottieri – Beh, comunque non sono i Fanfani.

 

Cancogni – E in Russia, credi che ce ne siano, di swingers, intendo?

 

Ottieri – Non lo escluderei. Ce n’√® la possibilit√†. Che invece non esiste asso ¬≠lutamente in Cina.

 

Cancogni – Ti leggo un brano del tuo libro: ¬ę Si erano fermati dentro la Bizzarrini sul lato sinistro di una via pe ¬≠riferica, stinta, solitaria fra i muri di due fabbriche; muri tutti scritti su Mao e l’unit√† sindacale; da cui sporge ¬≠vano le ciminiere, le montagne di rot ¬≠tami di ferro, i ponti delle gru a car ¬≠rello… Orazio l’abbracci√≤, carezz√≤ con la bocca la bocca di Pamela e con le mani i fianchi, il petto. ‚ÄúNo. Anche qui no‚ÄĚ gemette Pamela. ‚ÄĚCi sono gli operai‚ÄĚ. Orazio la baciava ancora, tan ¬≠to che dov√© allontanarlo con il braccio teso. “Orazio, io ho fatto l’assistente sociale‚ÄĚ. ‚ÄúSei divina‚ÄĚ le disse Orazio; si sollev√≤ da lei e fiss√≤ fuori del fine ¬≠strino la lunghissima fila di automobili parcheggiate. ‚ÄúGli operai si sono fat ¬≠ti la macchina. Presto usciranno tutte le sere.‚ÄĚ… ¬Ľ

 

Ottieri – Ebbene?

 

Cancogni – Che cosa ne sarebbe dei tuoi Orazi se domani, quel mondo di gioco ch’essi prefigurano, si realizzas ¬≠se; se per dirla col loro linguaggio an ¬≠che gli operai cominciassero a uscire tutte le sere? Che gusto ci sarebbe pi√Ļ a uscire, a giocare?

 

Ottieri – Troverebbero certamente un’altra via. Le vie del jet-set sono in ¬≠finite.


Letto 1486 volte.
ÔĽŅ

Nessun commento

No comments yet.

RSS feed for comments on this post.

Sorry, the comment form is closed at this time.

A chi dovesse inviarmi propri libri, non ne assicuro la lettura e la recensione, anche per mancanza di tempo. Così pure vi prego di non invitarmi a convegni o presentazioni di libri. Ho problemi di sordità. Chiedo scusa.
Bart