di Piero Nardi
[dal “Corriere della Sera”, domenica 16 febbraio 1969]
L’Università di Nottingham, che le ha acquistate con l’aiu to di un contributo governa tivo), ha pubblicato lo scorso dicembre a Nottingham, sotto il titolo Lawrence in Love, le 165 lettere di D. H. Lawrence a Louisa (più comunemente detta Louie) Burrows, che gli fu fidanzata per quindici anni. La destinataria, morta nel 1962, non aveva mai permes so che venissero viste. James T. Boulton, il quale ha cura to l’edizione, corredandola di pagine introduttive e note, ci informa ch’ella stava rac cogliendo materiale per scri vere i propri ricordi di Law rence. Avremmo così avuta ancora una delle tante bio grafie parziali di Lawrence scritte da donne: forse anco ra un libro da aggiungere a quelli di Jessie Chambers, di Helen Corke, di Frieda Law rence, di Dorothy Brett, di Mabel Dodge Luhan.
Correva l’anno 1906
Il periodo della vita di Lawrence anteriore all’incon tro con Frieda è stato rico struito dai biografi prevalen temente sul libro della Cham bers, la ragazza del primo amore, la Miriam di Figli e amanti. La pubblicazione di queste lettere, facendo di Louie una figura di primo piano, riduce le proporzioni di Jessie, la quale usurpava per sé troppa parte del quadro.
Ma chi era la Burrows? Era la primogenita di un artigia no, che in margine alla pro fessione di disegnatore di mer letti in un opificio si dilet tava dell’attività di maestro d’artigianato in scuole serali da lui promosse. Verrà gior no che il ricordo di lei for nirà a Lawrence qualche ele mento per la creazione di Ursula nel romanzo L’arco baleno, nel quale anche quel padre mezzo artista figurerà, sotto il nome di Will Brangwen. Intanto, cresciuta su bendo l’influenza della voca zione paterna all’insegnamen to, ecco un’altra maestra de stinata a entrare nella vita, e diciamo pure nel desiderio di Lawrence: come Jessie, come la Holt, come la Corke (l’Elena del Trasgressore).
Con Lawrence aveva fre quentato il Centro apprendi sti maestri di Ilkeston e, dal 1906, il Dipartimento Norma le dell’Università di Nottin gham. Le prime di queste lettere di Lawrence a lei sono appunto del 1906 e la mo strano in relazione con Jes sie. Le due ragazze facevano con Lawrence un triangolo sul piano dell’interesse di lui alla loro potenzialità di scrittrici, Louie parendogli più brillante, Jessie più robusta. Nel 1907, partecipando a un concorso per racconti di Na tale bandito da un giornale di Nottingham, Lawrence ne scriveva tre, ma non poten do i concorrenti mandarne più di uno, ne faceva spedi re uno da Jessie, e uno da Louie. E sappiamo adesso ch’egli, per timore che il proprio stile fosse riconosci bile, chiedeva a Louie di ri scrivere nello stile a lei con geniale il racconto attribui tole. Era un segno di fiducia.
E non pochi altri ne trovia mo nelle lettere, sia che Law rence sollecitasse giudizi di lei su lavori propri, o la in coraggiasse a sottoporgli sag gi o racconti da lei compo sti, sia che le proponesse financo una reciproca collabo razione: tipico il caso del rac conto La fiera delle oche, pubblicato a firma di lui, ma del quale divideva con lei il compenso definendolo « pri mo frutto del loro albero let terario ».
Questa forma di cameratismo letterario con donne, altra dominante nella vita di Lawrence, non si conosceva ancora abbastanza nei riguar di di Louie. Tutto pareva con sistere piuttosto nel rapporto passionale denunciato dalle liriche Bocca-di-leone, Baci in treno. Le mani della fidanza ta, alle quali possiamo ag giungere ora Miss Inconten tabile, che una di queste lettere dichiara ispirata da Louie. Bocca-di-leone è del l’estate del 1907. Un anno do po, Louie s’impiegava come maestra, poi come direttrice, in scuole della Contea di Lei cester, al tempo in cui Law rence aveva il suo posto a Croydon, allora sobborgo di Londra. A Croydon egli ve niva anche vagheggiando un matrimonio con la Holt e si preparava a legarsi con la Corke. Ma tra questi due miraggi aveva per Louie una reviviscenza passionale, di cui si confidava con Bianche Jennings, altra sua corrispon dente. Non si può dire per tanto che avvenisse senza pre cedenti la decisione, apparen temente precipitata, di Law rence a chiedere Louie in moglie sei giorni prima che la madre, già gravissima, gli morisse. La determinante prossima, a ogni modo, era, per confessione esplicita in una di queste lettere, appun to la fine imminente della madre, di tanta angoscia per lui da cercare un compenso afferrandosi alla felicità che sperava da Louie.
Subentra Frieda
Se non che la sperata feli cità doveva sfociare in falli mento. Al disimpegno Law rence arrivava non tanto per cause contingenti come le dif ficoltà economiche, una so pravvenuta malattia, quanto per esaurimento della carica vitale, indebolitagli da cause intime, quali il reviviscente ricordo del patto di fedeltà alla madre, benché ella aves se consentito (importantissi mo particolare rivelato dalle lettere) al fidanzamento, e, soprattutto, la refrattarietà di Louie, creatura, certo, me no spirituale della ripudiata Jessie, ma, insomma, di formazione puritana, appunto come Jessie. Niente deter minanti dall’esterno, come avrebbe potuto essere la coro parsa di Frieda nel campo visivo di Lawrence. Solo qual che tempo dopo la rottura del fidanzamento con Louie, Lawrence s’incontrava con Frieda, la quale doveva es sergli moglie davvero.
E a questo punto vorrei osservare che sì, per la crea zione di Ursula, servi d‘ori ginario modello Louie: ma non tardando a svariare in altro modello, e precisamen te in quello di Frieda. E’ noto che Lawrence al tem po del suo faux ménage con Frieda attendeva a un ro manzo dal titolo Le sorelle rimasto virtuale perché sfo ciato nei due romanzi L’ar cobaleno e Donne innamo rate. Prima di acquistar de cisa consistenza nell’ultima parte del primo e per tutto il secondo, Ursula si chia mava Ella. Sentite or dun que che cosa, a proposito di Ella, Lawrence scrivesse a Edward Garnett cui aveva mandato il manoscritto del le Sorelle, per averne giudi zio: « Avvertivo che il per sonaggio tendeva a dividersi in due metà, con gradazioni intermedie. Questo è avve nuto perché ho cercato d’in nestare al carattere di Louie il carattere, più o meno, di Frieda ».
Resterebbe da dire delle spie che queste lettere schiu dono su figure di secondo e terzo piano o di sfondo, ma storicamente di piano pri missimo, come Ezra Pound, H. G. Wells, W. B. Yeats, e su ambienti, su marginali episodi, del tutto estranei a quanto ha suggerito il titolo Lawrence in Love, ma gusto sissimi. Metto qui per la bonne bouche: «Sono stato a Cavalleria rusticana e ai Pagliacci ieri sera. Uno scel lino in platea. E’ una Com pagnia italiana di via Drury; italiani non di classe… Ma a me piace la piccola gente. S’è mai vista cosa più naturale, spontanea, inarte fatta, e fresca? Giusto come le nostre vecchie sciarade. Mi piace l’opera italiana: è cosi sciolta! Maledetto Wag ner, sempre lì a muggir di fato e morte. Maledetto De bussy, con quella sua faccia distorta… ».