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LETTERATURA: Il pensiero… la luce dell’uomo

22 Novembre 2010

di  Fabio Strafforello.

Guizza la carpa trasparenze d’acqua forza vitale.

Ligustro

Ho cercato di scrivere per voi frasi e pensieri che possano aprire alla vista del vostro cuore e del vostro buon senso… non desiderate la felicità degli altri, ma raggiungete la vostra.

Vick

I miei libri, il mio percorso.

L’aver chiuso i miei occhi, è stato il motivo per riaprirli…
Quello che ho reso visibile è l’espressione evolutiva del “senso d’essere umani,” tramite un percorso di riscoperta e valorizzazione dei contenuti presenti e originati dalla nostra interiorità. Ho disegnato così, tramite la scrittura, l’esternazione dei concetti e delle sensazioni che abitano nell’animo umano, riscoprendo le motivazioni per la ricerca e la valorizzazione della spiritualità, nella rivalutazione e rivisitazione della presenza dello spirito e della sua necessità di esistere, quale tentativo estremo personale e collettivo di una rinascita concettuale del valore dell’esistenza umana stessa. I quattro libri in questione esprimono quindi un percorso chiaro, legati indissolubilmente alla mia “rinascita letteraria” e alla mia evoluzione di uomo, resi visibili tramite il C.E.I; così nell’ordine vi parlerò di loro, dei loro contenuti, ove poter trarre un motivo di proiezione al quinto testo che sottoporrò di seguito alla vostra attenzione.

Pensieri senza tempo è il mio primo lavoro, nato dopo 25 anni di inattività nel giugno del 2009 e presentato poi il 26 dello stesso mese; è un libro intuitivo nel quale ho espresso i concetti da me affrontati in modo sintetico e molto chiaro, prelevando altresì dagli stati d’animo personali e di altri individui, la linfa emozionale che compone la nostra stessa struttura emotiva. La riscoperta del dolore come presenza essenziale, amica e nemica e di cui ogni essere umano vive o ha vissuto alcune tappe della propria vita, è l’elemento centrale di una prima analisi di riscoperta della sua costante nella struttura psicologica e spirituale di ogni essere umano. Il dolore, veicolo inscindibile dal motivo della speranza, nel quale trovare una ragione per accedere alla necessità della fede, ma interpretata poi dall’uomo nel senso pratico ed egoistico del potere o come l’espressione delle più elevate attenzioni e attività di sostegno e di conforto verso chi vive giornalmente di stenti, è il perno centrale delle sensazioni raccolte nel libro. Il testo quindi chiude la sua rassegna di pensieri con un indirizzo positivo, rivolto a quanti hanno l’opportunità e il potere di costruire il bene, lasciando un messaggio verso il mondo teso ad un miglioramento della specie umana, esortando a non lasciare indietro nessuno in questo faticoso percorso, ove le nuove generazioni rappresentano l’anima e la forza della loro stessa espressione.

La verità del sentire è il secondo testo scritto da me, nasce a dicembre del 2009 ed è l’evoluzione del libro precedente. Ho cercato di dare una motivazione a questo nuovo lavoro, osservando, contrapponendo e sviscerando i motivi che spingono l’uomo all’evoluzione tecnologica, e ricercando in essa una forma espressiva pratica, veloce e semplice che gli consenta di fuggire dal concetto del dolore, allontanandosi quindi dal significato, dall’orientamento e dal valore attuale della sofferenza. In questo libro ho affrontato il senso della “ricerca dell’immortalità,” tramite l’evoluzione tecnologica e l’allontanamento, oltre che dalla sofferenza anche dal “motivo della morte,” evidenziando in contrapposizione i rischi conseguenti alla perdita del senso della “continuità della vita”. E’ tramite brevi racconti, poesie e concetti che ho contrapposto a quei motivi di trasformazione e di ricerca tecnologica il linguaggio più comune all’uomo: la sua sensibilità e il desiderio di vivere la propria vita in una dimensione che gli appartiene da millenni, ove l’interiorità occupa un posto importante nella sfera individuale e di unicità di ogni individuo. Ho espresso altresì la necessità di mantenere per ognuno di noi intatta la capacità di pensiero, ove non essere travolti da false promesse o dall’impoverimento conseguente alla perdita di identità e di opportunità che la libertà individuale ci offre. Il libro chiude con l’argomento che raccoglie le interrogazioni su Dio, evidenziandone talvolta la disomogeneità dei contenuti in relazione alle “regole dettate dall’uomo”, cercando altresì di superare le ipocrisie insite nel nostro strisciante opportunismo. Ho dedicato l’ultima pagina del testo all’interpretazione di quelle angosce che occupano l’animo di un padre, preoccupato per i propri figli, conseguente “all’andare di un mondo” costellato di tanti bagliori, ma soggetto ad un impoverimento dei contenuti, ove lo sfruttamento delle risorse individuali ed energetiche del pianeta Terra, vorranno significare forse l’avvicinarsi di un periodo dilaniato dalle guerre, dalla fame e dalle epidemie.

Immaginare è la nostra libertà, è un libro che ho dedicato all’immaginazione, all’interpretazione libera e profonda dei nostri sentimenti e di quanto passa nell’animo umano; esso è composto nella sua prima parte da “forme poetiche espressive” che nascono da una ricerca emozionale e da una evocazione dello spirito, in uno scavo interiore ricco di sfumature sviscerate tramite effetti visivi e stoccate dirette al nostro cuore, catturati e colti poi nei valori comuni agli animi di tutti gli esseri umani. I sentimenti rappresentati in questo testo, tramite strofe poetiche e una interpretazione umana dei nostri atteggiamenti, ne costituiscono la forza trainante ed offrono al lettore la possibilità di avvertire il palpito dello spirito che vive in noi, paragonabile all’ascolto del battere delle ali di una farfalla. Ho così evidenziato che le sensazioni e le emozioni che occupano il nostro animo sono la ragione di quello che siamo, anche se dall’osservazione superficiale ed esteriore di ogni individuo, potrebbero apparire dei significati contrari e distanti dalle interpretazioni dell’umana comprensione. La parte centrale del libro raccoglie un insieme di pensieri, ma il loro filo conduttore rimane orientato sulla ricerca della sensibilità umana, distanti da concetti filosofici schietti, nell’espressione originale della nostra libertà quale forma di unicità e nella ricerca di un equilibrio personale.“Calarci dentro noi stessi” può essere l’unica via per consentire di “superare noi stessi”, ove la ricerca e il ritrovamento dei nostri significati più profondi, possono sopperire alla banalità o all’ossessione di una vita vissuta solo nei suoi tratti espressivi superficiali, quindi la conoscenza di se stessi è come un’opera fondamentale rivolta al senso della comprensione del valore della nostra vita.

Un volto… tanti sguardi è nato assieme a “immaginare…”, nel mese di maggio 2010, in questo testo ho parlato un po’ di me, in un modo forte e alcune volte cercando di marcare esageratamente alcuni contenuti distanti dall’osservazione accurata dei primi tre testi, ma cercando di inviare un messaggio chiaro al lettore. Nel libro ho raccolto circa 350 aforismi che avevo “scartato” dai primi tre lavori, l’intento è semplice, ho voluto così riportare la mia immagine nella più assoluta normalità e far capire a chi legge o a chi mi conosce, che ognuno di noi ha degli aspetti personali positivi ed altri un po’ meno, ma che attraverso l’impegno personale ogni essere umano può compiere un percorso di crescita individuale, rivolto all’accettazione oltre che di se stessi anche degli altri. Il titolo del libro in combinata con l’immagine di copertina, esprime degli aspetti per certi versi preoccupanti, in relazione al rapporto identificativo che intercorre fra noi e gli altri esseri umani, mettendo in luce nei vari punti di osservazione ed espressione, a cui ogni individuo è soggetto, la nostra trasformazione per l’adattamento a situazioni di volta in volta cangianti, ove il senso della sopravvivenza o della sopraffazione sono il motivo portante della nostra trasformazione.
… l’essermi trovato in un altro luogo, mi ha fatto capire che qualcosa ha camminato anche senza di me!

Del pensiero non ne possiedo l’arte, ma è a pensar che mi diverte.
A chi mi dice di organizzare i miei pensieri, rispondo che è dalla vita che ho imparato a viverla dimenticando com’era ieri.
Con questi pensieri ho tinto di colori il lato più oscuro dei sentimenti umani.
Chi ha pensato questo libro, interamente in tutte le sue parti, si chiama Fabio Strafforello, nato ad Imperia il 25 marzo 1962 e residente in quel di Dolcedo nella frazione di Boeri, dipendente della Riviera Trasporti da quasi 22 anni, in funzione di conducente di linea.
Felicemente sposato da 19 anni con Paola, ha due figli: Giulia e Lorenzo e una cagnolina di nome Sofia ben integrata negli affetti famigliari.

Ho messo in questo libro circa 350 pensieri, nella loro forma espressiva si tratta di aforismi, ma credo che sia giusto e necessario dedicarvi un altro termine, così da poter descrivere in modo più completo i loro contenuti e la loro origine; li chiamerei nello specifico: Le interpretazioni dell’animo umano.
Ho raccolto da me stesso e dalla mia osservazione, in meno di venti giorni circa 300 di questi pensieri, altri 50 ne avevo messo da parte in questi ultimi mesi. E’ un libro distante dalle forme filosofiche classiche e “si muove” su espressioni reali, in cui ogni essere umano si può identificare ove poter attingere dalla propria identità per creare delle riflessioni utili a sminuire le tensioni create a volte da piccole, ma fastidiose incomprensioni quotidiane. Spero che questo testo sia utile a tanti, per una progressione positiva della nostra crescita individuale e che possiamo riscoprire dentro di noi le ragioni più semplici e più vere per una vivibilità più consona al nostro ruolo di “Esseri umani.” Auguro quindi buona lettura e soprattutto buona riflessione.

Raramente ho cercato fra i programmi televisivi o radio, di ascoltare come sarebbe stato il prossimo giorno della mia vita, descritto da persone più o meno improvvisate e che tramite un oroscopo valido per tutti, cercano di attirare a loro l’attenzione.
Ho identificato invece buona parte della mia istintività in una descrizione legata indissolubilmente al simbolo del segno dell’ariete, sotto il quale io ho visto la prima luce del mondo, con una capacità espressiva che porta l’uomo vicino alle stelle, fino a poterne leggere quello che siamo. Fra le migliaia di stampe che Ligustro ha realizzato in un tempo brevissimo, e col suo gradevole benestare, ho estrapolato l’immagine di copertina e di retro copertina… per colorare di speranza i miei pensieri.

Ariete
Rapido movimento,
colpo felice,
nel buco nero dell’infinito.


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1 commento

  1. Pingback by Bartolomeo Di Monaco » LETTERATURA: Il pensiero… la luce dell'uomo — 22 Novembre 2010 @ 10:01

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Bart