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LETTERATURA: Il mio breve settembre

7 Febbraio 2009
Con oggi avvia la sua collaborazione alla rivista, l’amico Mauro Cristofani, al quale do il benvenuto a nome di tutti noi

[Per vedere la Galleria di suoi quadri, andare qui]

[Mauro Cristofani (maurocristofani@gmail.com ), insieme alla sua trentennale attività di pittore, illustratore e collaboratore di riviste,  ha sempre curato la propria passione per la letteratura e il suo primo “esercizio” in questo campo fu un piccolo libro di leggende, NADIR (1989). Nel 2002 ha pubblicato una raccolta più densa e variegata dal titolo RACCONTI FANTASTiCI, con 12 tavole illustrative create parallelamente alla narrazione delle storie. ]

Raccogliesti da terra un manifestino che annunciava svendite di fine stagione. Era giallo, come la mia cravatta e il tuo colore preferito. Scrivesti dei versi sul retro: erano per me, ed erano gli ultimi.

Vissi in un settembre
di sole languido
e foglie agonizzanti…

Il dolce settembre stava per finire, con esso qualcosa di noi.
    Oggi sposo Anna, è già novembre. Abbiamo organizzato un matrimonio con tutte le carte in regola, a chi non avrebbe scommesso un soldo bucato sull’happy end della nostra storia gli abbiamo fatta la bella sorpresa.
      Ora sei qui Anna cara Anna di sempre e di mai,   il velo da sposa e il vestito bianco nessuno te li vorrà perdonare, ma Anna sta vivendo l’epilogo d’un sogno d’amore, Anna sono contento per te.
      Senti suonano l’ Adagio di Albinoni, ci piaceva tanto, dietro di noi c’è il parentato vestito a festa. Con la mano mi sfiori, scusa non te la prendere vedrai si fa presto e sembra tutto invece interminabile. M’aggrappo al foglietto giallo piegato nella mia tasca e per un istante ti sono vicino.

 

Respirai nell’aria morbida
struggente come una carezza…

Non avrei mai pensato di trovarti lì, quella nostra ultima sera di settembre. O forse sì, e volevo ferirmi a morte, farla finita una volta per tutte. Ma quando incontrai il tuo sguardo vidi che era disperato.
    Perdonami se oggi sposo te Anna, non riuscirò a farti felice ma proverò a darti un po’ d’allegria dopo tante lacrime, so come fare e tu per quegli istanti correresti ogni rischio Io, addio sogni di gloria addio dorata gioventù addio tutto, oggi mi sposo. Spero di farcela anche in questo, aiutami Anna come hai sempre fatto.

 

Palpitò la mia anima
nel breve dondolare d’una foglia
cullata dal vento…

Tuoi versi che chiudevano l’incanto di un pugno di lune i cui noi due eravamo l’amore. E l’amore scendeva come nèttare rigenerante nelle nostre anime assetate e ne uscii depurato da ogni scoria, mi ritrovai colmo d’amore, amore da dare a te. Fui un altro io, rinato a nuova purezza, e quel mio io perduto e miracolosamente ritrovato era tua creatura, ti apparteneva, ma con amore infinito seguitai a donartelo.
    Avrei voluto strappare quel foglietto giallo e buttarti in faccia la tua crudeltà, ma avevi occhi tristissimi e desiderai solo abbracciarti, proteggerti dalle ombre dintorno.
    Anna non dire sì, ma invece lo farai, sei sempre stata una pazza, pazza di me. Farai contenta tua madre, trionfante lì in prima fila. Anna inginocchiata le mani congiunte tutta presa dal ruolo di sposa felice, protagonista assoluta di questo grottesco con comparse, Anna sorella Anna amica…Anna amante te lo prometto. Però non piangere, non voglio vedere lacrime a buon mercato.

 

…Palpitò la mia anima
nel breve dondolare d’una foglia
cullata dal vento
prima di lasciare il suo ramo ormai stanco
e posarsi ai miei piedi
sconfitta.


Letto 1752 volte.


6 Comments

  1. Commento by Bruno Pollacci — 7 Febbraio 2009 @ 14:48

    La sensibilità malinconica, un triste, crepuscolare romanticismo, l’odore della nausea di un quotidiano che non è mai scelta festosa, autonoma e frutto di un’armonia interiore, ma che al contrario china il capo al compromesso,e si offre quale foglia gialla al vento, mi offre occasione di riflessione sulla mia vita, che invece è stata, al contrario, scelta libertaria indipendente dalle volontà altrui, e nella quale ogni secondo vissuto è stato vissuto con passione, gioia ed entusiasmo, in piena sintonia con il palpito vitale della stessa esistenza.Ed è grazie a questa differenza che rifletto, faccio tesoro, imparo e cresco, ringraziando quindi la creatività e l’urgenza comunicativa di artisti come Cristofani, capaci di offrire con onestà lo specchio del sè all’umanità.

  2. Commento by Gian Gabriele Benedetti — 7 Febbraio 2009 @ 17:21

    Penetrato nell’evocazione del paesaggio autunnale, l’autore fa emergere una storia che svela un vissuto sofferto nelle pagine ingiallite del tempo. E si fa portavoce di un interiore tormentato respiro, che va oltre le sbarre di una stagione. Il battito profondo ed anche contrastato dei sentimenti trasforma la parola in un messaggio poetico, offrendo eleganza sostanziosa alle immagini (da accostarsi al miglior romanticismo), ben raffiguranti la profondità dell’intimo sentire.
    E la forte tensione emotiva colora un fremito d’animo
    Gian Gabriele Benedetti

  3. Commento by Bartolomeo Di Monaco — 7 Febbraio 2009 @ 23:15

    Mauro è anche uno plendido pittore. Non ha pratica con internet, ma gli ho consigliato di mettere in piedi un sito dove pubblicare le foto dei suoi dipinti. La delicatezza e la sapienza dei colori lasciano stregati.

  4. Commento by Ferruccio Rosellini — 10 Febbraio 2009 @ 09:51

    Un bellissimo quadro di situazione e vita interiore a 2. Due punti di vista riportati magistralmente e con raffinata sensibilità.
    Tramite un ricamo si mette in mostra la variabilità della percezione dell’amore così tipica dell’universo maschile. E’ vero: non si ama soltanto perchè si ama, ma si ama anche perchè si è amati, ci si lascia conquistare dall’amore e si vuole amare.
    I meandri dell’affettività sono meravigliosamente complessi ed ogni cosa comprende, a ben guardare, la sua opposta.
    Grazie a Mauro per aver trattato questo classico in modo personale, con i suoi colori.

  5. Commento by claudio grosset — 27 Febbraio 2009 @ 08:31

    Evocare sentimenti così profondamente umani, condividerli, resuscitati dagli anfratti dei nostri intimi pensieri, grazie a Cristofani, mi empie l’animo d’una felicità improvvisa indefinibile ma non inaspettata, scordando così per qualche attimo il mio bieco quotidiano, la mia pacata esistenza.
    In questo racconto …breve, l’Amore, non ridotto al classico clichè, assume una veste universale e, da diverse angolazioni introspettive. No istintiva Passione ma… Compassione, No fredda Indifferenza ma… Amicizia, No Rancore o Disprezzo ma… Indulgenza, e così via… tutti sentimenti positivi che questo mondo ideale o irreale contempla.
    Una prima lettura è solo il preludio… di una seconda, una terza! La brevità del tutto cela una inaspettata ricchezza di contenuti sfuggiti e sfuggenti, che, alla lettura seguente, ti regalano ancora nuove sublimi emozioni.

  6. Commento by Caterina Giannoni — 3 Marzo 2009 @ 11:08

    Lo scrittore evidenzia nel racconto una soffice sensibilità e tangibile tristezza derivata soprattutto
    dalla prigione che l’esistenza umana spesso ci fa conoscere, intendo la prigione del pensiero, dell’azione, del comportamento di ciascuno di noi che Mauro descrive così bene nel personaggio trattato.

    Caterina

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