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LETTERATURA: Il povero diavolo di Menard e il satanismo leopardiano

14 Novembre 2011

di  Maria Antonietta Pinna

¬ęJe ne sais pas s’il existe, mais je crois bien l’avoir rencontr√© au caf√© Procope√Ę‚ā¨¬¶ Sa figure n’a rien d’extraordinaire; il ressemble √† tout le monde√Ę‚ā¨¬¶ ¬Ľ

Cos√¨ Louis Menard, poeta parnassiano dimenticato, amico di Baudelaire con cui purtroppo condivideva l’insana passione per gli stupefacenti, scriveva nel 1876 in una ormai introvabile prima edizione per i tipi di Alphonse Lemerre Editeur in Paris, Passage Choiseul 27-31. Egli si riferiva al Diavolo, un tipo comune, tutto sommato, con cui si pu√≤ conversare in un Caf√© parigino.

Se Baudelaire nelle ‚ÄúLitanie di Satana‚ÄĚ, dipinge Lucifero con toni altisonanti, ‚Äúprincipe dell’esilio stretto da ingiusta sorte‚ÄĚ, sottolineandone la luminosa bellezza e le capacit√†, e Carducci nelle pagine de ‚ÄúIl popolo‚ÄĚ lo vede ‚Äúgiovin di verde e immortale giovent√Ļ‚ÄĚ, come gli dei greci, fiaccola e spada, splendente, Menard lo umanizza, lo rende sottile filosofo, trascinandolo bruscamente sulla terra e fregiandolo di una etichetta definente la sua precipua funzione.

Le Diable discetta cortesemente sull’opinabilit√† dei punti di vista dai quali tutto dipende: ¬ęPour mon p√®re, je suis un fils; pour mon fils, je suis un p√®re; pour mon domestique, je suis un maitre; pour le roi je suis un sujet, qui paye l’impot sans l’avoir vot√©; pour mon ennemi, je suis un sc√©l√©rat; pour mon ami je suis un homme avec le quel on ne se gene pas; pour vous, qui me faites l’honneur de discuter avec moi, je suis un adversaire; appelez-moi donc l’Adversaire: voil√† l’√©tiquette demand√©e ¬Ľ.

L’Avversario esiste per contraddire, ogni volta che l’uomo pensa di ottenere una soluzione, egli getter√† del nero. Impedir√† di dormire nella certezza, che √® l’inerzia dell’intelligenza. Cercate dunque sempre. Al vecchio serpente, profeta del mistero a portata di mano, si deve la conoscenza del bene e del male. Il racconto presenta l’idea del Diavolo come necessaria alla riflessione. √ą l’unica idea che non consente un’ubbidienza passiva, consentendo un contraddittorio gradevole e rilassato. Attenzione per√≤, perch√© monsieur le Diable √® una prostituta al servizio di tutti ed √® camaleontico, mai uguale.

Menard viene dimenticato dai programmi ministeriali probabilmente proprio per via dei contenuti anticlericali della sua opera. √ą improponibile a giovani studenti in formazione in un paese cattolico, la lettura di ‚ÄúConversazioni col Demonio‚ÄĚ. Leopardi invece si legge, si studia a memoria, si recita e si rilegge e si deve imparare. Eppure Leopardi ha stracciato l’etichetta di Menard ossia l’idea che il Demonio possa essere Avversario, ossia che esistano forze che possano opporsi alla sua volont√†.

La lotta tra luce e tenebre c’√® gi√† stata e la luce √® stata sconfitta, non ci sono repliche, n√© possibilit√†. Il poeta cantore della nullit√† di Dio, il sensibile recanatese, che scioglie l’idea del divino nel puro e incontrastabile nulla, a pensarci bene non √® forse pi√Ļ ‚Äúsatanista‚ÄĚ di Menard?

Il male per il poeta di Recanati irrimediabilmente sofferente di tubercolosi ossea, √® nella natura delle cose, indispensabile. Si annida dappertutto, pernicioso Signore incontrastato, senza rivali. La societ√† √® Male, la natura contiene un principio malefico ineliminabile. Il Demonio leopardiano regna nel mondo. Arimane, forza arcana, sistema corrotto, produzione e distruzione, serpente boa, nume. E il giusto e il debole saranno oppressi, non c’√® speranza nel mondo, perch√© il Male domina e impera.

Il Diavolo di Menard in fondo è un signore comune, quasi un poveretto che si diverte a creare il dubbio e gioca sulla contraddizione, conversa amenamente in odorosi Caffè, sollecitando la vanità degli uomini.

L’Arimane leopardiano di derivazione zoroastriana, non ha rivali, √® un vero e proprio Dio che porta un messaggio di esclusione della speranza, √® la dolorosa certezza dell’esistenza del male: ‚ÄúNon ho trovato nessun habitat in cui l’uomo possa vivere tranquillamente, ho sempre trovato luoghi ostili all’essere umano a causa della forza della natura distruggitrice‚ÄĚ.

Ahura Mazda è stato definitivamente sconfitto.


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Bart