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LETTERATURA: Il sub-nulla, un’ipotesi assurda?

28 Giugno 2013

di Maria Antonietta Pinna
(anche qui)

L’esistenzialismo sartriano recita che l’essere √® coestensivo al fenomeno, in pratica lo supera, trascendendolo. Il nulla √® la distanza che separa il soggetto da se stesso, la messa in discussione dell’essere da parte dell’essere. La coscienza preriflessiva e autodeterminata esistente prima che l’oggetto ne favorisca la riflessione, introduce il generale nulla. Essa stessa √® nulla perch√© rappresenta un’assenza e non √® epifenomeno dell’essere.
Ma in tutto questo cosciente nullificare, ci siamo mai posti il problema dell’esistenza del sub-nulla, e della sua differenza qualitativa rispetto al nulla stesso?

Il nulla attiene comunque alla sfera emozionale perch√© √® un vuoto di senso. Taluni affermano che il nulla sia concetto prettamente filosofico e che il vuoto attenga invece alla fisica. In realt√† si tratta soltanto di intollerabili schematismi. Il vuoto genera ansia nell’uomo, vertigine, sensazione di impotenza. Di fronte a questa situazione non penso che il primo pensiero sia quello di rivolgersi ad un esperto in fisica quantistica. Nel significato nietzschiano il vuoto graffia l’anima. Sembrerebbe assurdo parlare di sopra e sotto in riferimento al nulla. Ma ci aggiriamo proprio sui sentieri dell’assurdo, quindi gli avverbi di luogo in questo caso sono indicativi di un non-luogo nel senso materiale del termine. Si concettualizza. Il sub √® riferito all’inferiorit√† qualitativa del sub-nulla, rispetto al nulla. Entrambi in teoria non dovrebbero contenere niente. I concetti di niente e di vuoto spesso si incrociano nelle filosofie occidentali. Per√≤ a pensarci bene il nulla, nel suo rapporto distorto con il vuoto, crea anch’esso angoscia. E’ dunque un elemento attivo che compie azioni incidenti sull’uomo, e pu√≤ procurare ferite esistenziali pi√Ļ o meno profonde. Il sub-nulla invece non crea, √® al di sotto della creazione, al di sotto del sentimento, sotto la terra non terra, sotto il cielo non cielo. Il suo unico motore √® la totale indifferenza, uno stato di impermeabilit√† al mondo, che lo rende simile ad una psicopatologia. Il sub-nulla √® dunque un concetto fortemente psicopatico, incapace di reale movimento. Uno stato non stato di degradazione del senso-sentimento. Laddove per il nulla si parla di vuoto generante angoscia e stordimento dell’uomo contemporaneo, il sub-nulla √® il non spazio dell’alienato, del robot, del metallo traslucido e incolore, l’opaco indistinto mare della non sofferenza per assenza di tutto. Una degenerazione panottica non solo del senso come significato ma proprio come sentimento, come umanit√†.

Viviamo nel sub-nulla. Nelle citt√† si aggirano entit√† sconosciute che ostentano feroce indifferenza da macchine ben programmate a cui tutto dovrebbe essere dovuto. Gente che racconta all’estraneo vicino, su un pubblico autobus, tutta la sua vita, senza accertarsi se l’interlocutore gradisca o no, se abbia o no desiderio all’ascolto. Un’operazione di sfogo meccanico, egoistico ed asettico in cui non ci si denuda affatto. La pseudo-confessione √® fluente, senza interruzioni, priva delle giuste pause, standardizzata per l’alienazione. Il tono √® monotono. L’altro, inteso come carne sangue, corpo, pensiero, mente ricevente e accogliente non c’√® per vari motivi. Lo scandalo non √® rappresentato da questa talvolta giustificata assenza, ma dall’indifferenza stessa all’assenza, ossia dal fatto che per chi parla non ha nessuna importanza che l’interlocutore ascolti o senta pathos, empatia o solidariet√†. Il sub-nulla √® assolutamente indifferente a tutto e si agita costantemente nel limbo dimensione subumanizzante del nulla che invece √® ancora umano, ancora denso, ferente e agente. In poche parole il sub-nulla √® una morte reale che vive solo nell’apparenza, uno sfacelo tipico dell’umanit√† degradata a mera rappresentazione di se stessa, ombra, illusione. Putrefazione dell’uomo nella stagnante non logica dell’asensorialit√†.

Finiremo con il confezionare amore, affetto, passione e calore umano in pillole da vendere dentro asettiche, lucide, pulitissime e assurde farmacie del futuro sub-nullificato?

Un’ipotesi assurda?


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