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LETTERATURA: “La moglie del colonnello” di Carlos Alberto Montaner, Edizioni Anordest

5 Giugno 2012

di Francesco Improta

Nuria Garcés di professione psicologa, moglie di un colonnello cubano, spesso impegnato in missioni all’estero, ha da poco su ­perato la soglia dei quarant’anni, quando viene invitata a Roma ad un convegno di psicologia e neurolinguistica. È ancora profonda ­mente innamorata del marito e convinta sostenitrice degli ideali marxisti, che aveva abbracciato con entusiasmo fin da piccola, nonostante la famiglia d’origine (padre, madre e sorella più piccola) avessero abbandonato l’isola di Cuba per rifarsi una vita negli Stati Uniti. La tragica scomparsa dell’unica figlia Graziella, morta di leucemia, la consapevolezza di quella claustrofobia di cui soffrono spesso gli abitanti delle isole nonché l’astenia, causata da fattori ormonali e che si accentua nella stagione primaverile, ren ­dono, a dispetto del suo amore per Arturo, il marito, Nuria pronta e disponibile a sperimentare nuove avventure, da quelle più inno ­centi – fare shopping, sorseggiare un aperitivo seduta al tavolino di un bar – a quelle più peccaminose – sesso sfrenato – peccaminose logicamente secondo un malinteso senso della moralità o un an ­gusto panorama culturale, qual era quello che vigeva a Cuba e che era contrassegnato da un becero e sordido maschilismo.

La bellezza di Roma, che in primavera è irresistibile, e il fascino di un maturo e colto professore universitario, Valerio Martinelli, raffinato erotomane e incallito seduttore, favoriscono la voglia di trasgressione di Nuria, che, come dirà alla fine, si convince sem ­pre più che “le relazioni sessuali esclusive sono una convenzione sociale non una pulsione naturale della specie.” Inizia a questo punto un’ardente storia sessuale, che viene, più che descritta, raccontata a parole da Nuria e attraverso la mediazione della scrittura da parte di Valerio, che in lettere preziose, infilate sotto la porta della stanza d’albergo della sua partner, commenta ciò che è stato e anticipa ciò che sarà, accentuando la reciproca aspettativa e affilando i sensi, tutti, e non solo dei due protagonisti ma anche del lettore, in una schermaglia straordinariamente sensuale e fascinosa

Tutto ciò ci rimanda alla particolare struttura del romanzo, dove un narratore eterodiegetico cede di volta in volta la parola ai vari personaggi che parlando in prima persona hanno la possibilità di approfondire ciò che pensano e di fornire angolazioni e punti di vista diversi. L’escamotage delle lettere, la struttura composita, il ricorso a nomi fittizi, desunti da Le Mille e una notte (Sultano e Sherazade), i continui riferimenti artistici, letterari e gastronomici conferiscono a questa avventura erotica una connotazione ludica, che non sconfessa il significato politico di denuncia nei confronti del sistema totalitario castrista, responsabile di lacerazioni pro ­fonde all’interno dell’individuo che si vede privato del suo diritto alla libertà e all’amore, ma alleggerisce e impreziosisce la nar ­razione.

Se c’è un difetto, ma dubito che lo si possa considerare tale, è nell’eccesso di erudizione che grava sull’economia del romanzo.

La moglie del colonnello di Carlos Alberto Montaner, tradotto con sapienza e competenza linguistica da Marino Magliani, scrittore di indubbio valore e spessore, è il primo di una nuova collana for ­temente voluta e curata da Gordiano Lupi per la casa editrice Anordest.


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A chi dovesse inviarmi propri libri, non ne assicuro la lettura e la recensione, anche per mancanza di tempo. Così pure vi prego di non invitarmi a convegni o presentazioni di libri. Ho problemi di sordità. Chiedo scusa.
Bart