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Rivista d'arte Parliamone
La scampanata, il romanzo di Bartolomeo Di Monaco trasformato in testo teatrale, qui per chi volesse rappresentarlo.

LETTERATURA: Languoroso 4

7 Maggio 2010

di Mauro Cristofani
(La sua galleria di quadri qui)

      Io a Verona ero come Fellini nella città termale, anch’io ebbi lì il mio ottoemezzo. Figure e figurine danzanti girandola di suoni educati edulcorati educatori voglie impellenti con maschere cortesi, false monete d’oro. Una gigantesca calda continua eiaculazione profumata alla lavanda, nella nuova vita ci sguazzai beato. Malco e Clara padrino e madrina, Malco molto prestigio passato d’insegnante esemplare critico d’arte copiatore di miniature vagamente gotiche che mette in vendita per quattro soldi (ahi intellettuali maldestri perennemente apprendisti della vita!) – ci vuole grana per l’attico con vista panoramica – la serva che accorre alla scampanellata di Clara la moglie signorile da mantenere da signora. Io coccolato mi crogiolo fra molti elogi e fettine imburrate, nemmeno loro conoscevano l’ampiezza d’un vuoto esistenziale che io per caso riempii. A tavola mangio in punta di forchetta sorrido e non sghignazzo molti prego e molte scuse graziosi buongiorno e buonasera, contento di darmi una ripulita perché anch’io nell’animo sono nato signore. Mia creatività al massimo e ignoranza totale di cose d’arte, tutto mi perdonate. Vostri libri con dedica, gesti quasi sacri. Il tempo ordinario in cui vivete non è il vostro ovviamente, per voi e per me uno ideale ricreate. Bello sognare giardini incantati andando su per il colle, ti piace Malco quando dico su per il colle ma il merito è solo della mia Toscana. Oh andar per primavere fra prati in fiore cogliere mammole e viole fermarsi estatici ammirati d’una nuvola, la bacchetta magica protendere insieme sul creato. Un’altra primavera è il titolo delle poesie di Clara, ancora un’altra!, e per lei la luce rinnovata è miracolo. Colloqui al confine raccoglie invece i versi di Malco, riassunti di vita ma soprattutto di morte perché lui siculo ha nel sangue la tragedia. Malco di me scrivesti adolescente appena svezzato e già viziato, bello e vero di me capisti tutto grazie, non mi sentii più solo al mondo. Malco e Clara uguali e diversi, tubercolosi fantasma cupo che aleggiava su di voi. Il sanatorio di montagna pareva l’ultimo stadio ma l’amore salva sempre le persone che si amano. Eccovi ancora qui, testimoni del mio tempo migliore. Giovinezza illusioni vita passata in fretta, nella fretta di vivere. Di là dove siete proteggetemi per un altro po’, giusto per arrivare vivo alla fine.


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2 Comments

  1. Commento by claudio grosset — 7 Maggio 2010 @ 07:34

    E’ benefico, per me, prima e dopo! La prima lettura, leggo Cristofani tutto d’un fiato, afferrato da uno stile che non ti lascia tregua ne attimi di riflessione, alla fine emetto un respiro sospiro rasserenante “me stesso”, ho fatto un viaggio al di fuori della mia realtà nel forse suo mondo mix di ricordi, realtà   storpiata, fantasia ‘edulcorata’, arte insomma! Purtroppo poi ritorno allo stato, alle cose di sempre, alla normalità, inevitabile.

    Seconda lettura, Malco e Clara, genitori spirituali, idealizzati e di inaspettati incontri. “Tre” numero perfetto, una coppia uomo – donna, intellettuali in stand-by, ci vuole un terzo un ‘figlio’ (d’arte!) anche ‘solo’ sentito vissuto amato per riempire   “…un vuoto esistenziale”   ed a sua volta riempie quest’ultimo “…grazie, non mi sentii più solo al mondo”. Poi, ognuno segna la sua strada e l’umano distacco. Ma nel ricordo essi esistono ‘ per sempre’, per tutti noi, al di là del tempo, da qualche parte!

  2. Pingback by Bartolomeo Di Monaco » LETTERATURA: Languoroso 4 — 7 Maggio 2010 @ 11:21

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