di Bartolomeo Di Monaco
Sto leggendo una collana, edita da RBA, dedicata alle donne che sono state protagoniste della Storia. Due al momento sono quelle che mi hanno colpito di più (credo di avere letto già una trentina di volumi).
La prima è Livia, che fu in seconde nozze moglie di Ottaviano Cesare Augusto (il primo imperatore di Roma) e madre di Tiberio, avuto dal primo matrimonio, il quale, adottato da Ottaviano, gli successe al comando dell’Impero.
La seconda è Madame Roland, vissuta al tempo della Rivoluzione Francese. Appartenne, come il marito Jean-Marie, al gruppo rivoluzionario dei girondini, che fu sterminato da Robespierre, appartenente all’ala più estrema della Rivoluzione: i giacobini.
Ho appreso così che fu lei a pronunciare la frase divenuta celebre, mentre, su di una carretta, veniva portata alla ghigliottina: “Oh, libertà, quanti crimini si commettono in tuo nome.”.
P.S. Dimenticavo di dire che vi ho trovato scritto che la condanna a morte del re Luigi XVI passò con 361 voti a favore e 360 contrari.