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LETTERATURA: Le lettere di Susette a Hölderlin (1)

20 Maggio 2010

di Nino Campagna

[Nino Campagna, presidente dell’Acit di Pescia (Associazione Culturale Italo-Tedesca) (acitpescia@alice.it), che conosco da vari anni, è un infaticabile messaggero della cultura, in particolare di quella tedesca, di cui si può dire sappia tutto. Affascinato da quella letteratura va in giro a parlarne davanti a studenti e professori, incantando tutti con il suo eloquio da oratore tanto preparato quanto appassionato. Non si finirebbe mai di ascoltarlo. Della cultura tedesca conosce non solo la letteratura, ma la musica e in modo tutto speciale – al contrario di quanto accade in Italia – la fiaba, che nella Germania gode di grande considerazione, quasi a livello di vero e proprio culto. Per la sua attività ultra quarantennale è stato insignito della croce al merito culturale concessagli dal Presidente della Repubblica Federale di Germania Horst Köhler. Essendo la sua opera protesa alla diffusione della cultura tedesca, la rivista è lieta della sua collaborazione, che ci farà conoscere molti aspetti interessanti di quella Nazione, e per questo lo ringrazia.]

A completamento di una storia umana,  impreziosita da una serie di lettere toccanti, vere e proprie gemme, da cui sgorga una dolorosa tristezza, abbiamo deciso di tradurre e pubblicarne alcune, a testimonianza di un amore che trova pochi riscontri.

(Francoforte, probab. fine settembre inizio ottobre 1798)

“Devo scriverTi, Caro! Il mio cuore non ce la fa più a sopportare il silenzio nei Tuoi confronti, lascia ancora una volta parlare il mio sentimento davanti a Te, poi voglio, se Tu lo ritieni meglio, volentieri, volentieri starmene zitta. Adesso, da quando Tu sei via tutto attorno e dentro di me è così noioso e vuoto, è come se la mia vita avesse perso ogni significato, solo nel dolore lo ritrovo ancora.
Come amo adesso questo dolore, quando mi abbandona e tutto diventa in me così tetro, come lo ricerco con nostalgia, solo le mie lacrime sul nostro destino riescono ancora a rendermi felice.— Esse scorrono anche copiose, quando di sera, già alle ore nove, mi metto a letto con i bambini per accorciare il giorno, quando tutto è silenzio e nessuno mi può vedere. Come! ho pensato allora spesso, questo amore  puro deve in futuro volar via e dissolversi, non lasciando neppure una traccia? – Allora in me si fa strada il desiderio ancora con parole scritte, per Te, di dedicargli un monumento, che incancellabile possa il tempo   risparmiare intatto. Come vorrei dipingerlo, con colori splendenti, fino alle sue più piccole sfumature, e cercare di penetrarlo, il nobile amore del cuore, se potessi solo trovare solitudine e pace! Così, continuamente disturbata dilaniata, posso trovarlo solo a pezzi, lo cerco in continuazione, e tuttavia mi è dentro!”-
In ambienti aperti, liberi va meglio, ed io desidero sempre andar fuori, da dove vedo il caro Feldberg, che cattivo Ti trattiene dolcemente come una parete, in modo che Tu non mi sfugga più lontano! – Ma quando arrivo a casa, non è più come prima, altrimenti mi sentirei così bene di venire vicino a te, adesso è come se io andassi in una grande gabbia per farmi rinchiudere, se invece   i mie bambini scendessero da Te, per venirmi a trovare come si rafforzerebbe il mio essere spesso addolorato, se un dolce arrossire, una profonda serietà, una lacrima nell’occhio mi tradisse ancora il Tuo influsso, adesso tutto questo non ha per me alcun significato e spesso devo rimproverare i sentimenti che provo.â—
Così tanto avevo scritto già nei primi 8 giorni della Tua lontananza, ed il mio cuore lottava con la mia ragione se veramente avessi dovuto inviarTi o meno queste righe, il mio cuore ha vinto in nel caso, che altre relazioni con Te mi fossero tagliate, di cercare l’occasione di informarTi perlomeno, dato che non riuscivo a capire il pensiero di vivere in modo così vicino come noi viviamo e nonostante questa intimità non sentire più nulla l’uno dell’altra; sarebbe stato per me impossibile coniugare questa rinuncia con la dolcezza dell’animo, e credevo quasi che Tu dovessi aspettarTi da me qualcosa di simile, e avresti, se io tacessi, motivo di rimproverami del contrario. Tu non potevi scrivere per primo, questo lo sapevo bene, dato che io sono stata sempre contraria. Questi pensieri mi hanno condizionato, non disapprovare  che Ti abbia scritto e che io mi lamenti con Te, se questi lamenti non fossero al contempo testimonianze di ciò che provo, di certo, Tu non li sentiresti. Proprio ora Henry ha ricevuto la Tua lettera, che mi ha molto rinfrancata, io avevo sempre davanti agli occhi solo la Tua nuova libertà ed indipendenza, la Tua vita domestica le Tue stanze silenziose e i tuoi alberi verdi, alla finestra, la Tua lettera, questa cara consolazione l’ho avuta tuttavia non più di un quarto d’ora, poi H. me l’ha molto coscienziosamente richiesta indietro, per mostrargliela e non l’ho vista più. Non so quello che è stato vietato a H. in questa occasione, però l’ho trovato dopo molto cambiato e si guardava bene di fare il Tuo nome. Tu sei venuto a F. ed io Ti ho visto una volta da lontano, è stato per me molto duro! Ho sempre contato sul sabato, tuttavia dovevo avere un presentimento da parte Tua, dato che, la sera in cui Tu sei passato, ho aperto la finestra verso le 8,30 e ho pensato se potessi almeno vederTi alla luce della grande lanterna. Subito dopo, quando avrei voluto mandare Henry da H. mi ha risposto che questo non gli era più consentito, io gli ho risposto in modo molto serio che avrebbe   un cuore ingrato, se non si fosse in qualche modo opposto a questo divieto, e se non gli dispiacesse molto, non servì purtroppo a nulla, egli rispose che doveva essere ubbidiente.
Adesso che ci sono state tagliate tutte le vie di comunicazione ed io sono per questo molto arrabbiata, spero nell’uomo che Tu ci hai mandato dall’osteria.
Puoi, se Tu lo trovi conveniente e Sinclair viene una volta qui, pregarlo, se può e Tu non Ti poni nei suoi confronti in una falsa luce, di venirmi a trovare, e mi puoi mandare con lui l’Iperione se riesci ad averlo, per me non è possibile comprarlo per una paio di monete. In quel caso avrò anche Tue notizie, quanto mi rallegrerò! (sapere) che stai bene! – .

…

Già spesso ho rimpianto che io in occasione dell’addio Ti abbia dato il consiglio di allontanarTi immediatamente, ancora non ho capito per quale sentimento Ti ho dovuto pregare in modo così urgente… Se il nostro separarci non avesse assunto questo colore ostile, nessuno Ti avrebbe potuto impedire l’ingresso nella nostra casa, ma adesso, Oh! Dimmi caro quando sarà possibile rivedersi? Anche se da lontano? – Rinunciarvi del tutto, non posso! Resta sempre la mia più amata speranza. Spesso non potrò scriverTi, spero almeno una volta in questa possibilità,   Tu riceverai tramite S. un paio di righe di risposta… A questo punto Ti dovrei dire tante cose, e te le avrei volentieri anche dette, la cosa giusta non posso tuttavia esprimerla, resta sepolta nel profondo del mio cuore, sole lacrime della nostalgia possono dire questo, e di nuovo cessare. Vedi bene come non riesca a trovare le parole! – Sono così cambiata, questo violento colpo del destino mi ha fatto rinchiudere in me stessa, una profonda sacra severità domina tutto il mio essere… La mia salute è abbastanza buona, accuso solo mancanza di coraggio e di attività,   sono un po’ paralizzata e vorrei starmene sempre seduta, sognare vorrei anche! Ma neppure la mia fantasia vuole spesso stare a mio servizio, Oh, andrà di sicuro meglio solo quando finalmente saprò che le Tue notizie non mi verranno a mancare e posso avere sempre davanti un punto di riferimento, una giornata della speranza, dato che solo la speranza ci tiene in vita. E’ certo che io non cambierò mai. —”

(Venerdì mattina)

“ Da quando ieri Ti ho visto non ho altro desiderio che parlarTi, se Tu vuoi osare, non Ti lega alcuna promessa, allora viene oggi pomeriggio alle 3 e un quarto, entra senza farti vedere dalla porta posteriore che è sempre aperta monta leggero e veloce su per le scale come al solito, la porta della mia stanza sulle scale sarà per Te già aperta, i bambini sono in quel momento a lezione nell’ultima stanza celeste e non Ti possono vedere, se Tu vieni lungo il muro, Guglielmina rimane con la signora M. nella sala, e possiamo sperare di avere un’ora per parlare, se Tu dovessi trovare tutto questo insensato o hai altri motivi Ti prometto di rispettarli e di non cambiare in nulla, tutto rimane come prima Tu puoi sempre fare come credi, mi troverai sempre. Se per caso qualcuno Ti dovesse vedere non fa nulla, non può costituire di certo una meraviglia se due persone che hanno vissuto per 3 anni sotto lo stesso tetto, trascorrano un’ora assieme, anzi il contrario (meraviglierebbe, ndt)   di più..”

(Francoforte, probab. inverno 1798/99)

“La mia lettera Ti ha turbato, Tu caro! e la Tua lettera mi ha rallegrato così tanto da non poterlo esprimere, mi ha fatto felice, c’era dentro tanto amore! Oh, come risponde il mio cuore a tutte le tonalità non appena l’ho letta, come il mio animo si è ricongiunto con il Tuo. E Tu! Dovresti forse nutrire dubbi sul mio amore? Dovesse la mia fredda, asciutta lettera averTi preoccupato, quanto avresti torto! Potessi vedere il mio dolore e le mie lacrime a questi pensieri. Allora non penseresti questo, ma tuttavia non è questo, quello che Ti ha tormentato, Tu hai paura che il mio cuore ne muoia ed io in quel caso non potrei più amarti. Non posso avere un’idea su quali parole abbiano fatto su di Te quella impressione. Ho visto però scorrere le Tue lacrime, scorrevano caldissime sul mio cuore, io non le poteva asciugare! – Stordita e silenziosa sono stata seduta per tutta la serata, e ho trovato questo attimo per alleggerire il mio cuore bloccato, dato che sono rimasta sola.   Oh potessi venire da Te e darTi consolazione. Nei Tuoi confronti, anima mia! non ho alcun segreto, e   anche la mia anima è troppo piena, perché il   mio cuore possa morire, quando sono silenziosa e asciutta allora non dubito di me., allora c’è qualcosa che arde nel profondo e come Te mi devo difendere dalla passione, sì   la pena consuma un poco, ma la dolce nostalgia salvatrice arriva sempre puntuale dal cielo e versa la sua benedizione nel cuore, e   non dispererò mai della natura, anche quando dovessi sentire la morte nell’intimo direi ella mi risveglierà, ella mi ridarà tutti i miei sentimenti che io fedelmente ho conservato e che mi appartengono, che solo il peso del destino mi ha portato via, ma essa vincerà essa mi preparerà dalla morte una nuova vita più bella, dato che il germe dell’amore giace nel profondo ed è incancellabile nel mio essere, dico questo per esperienza dato che so come il mio cuore si sia risollevato sempre più vivo da ogni oppressione. Oh io non so caro se trovo il tono giusto, da raccontarTi non avevo nulla,   ma tanto,   tantissimo da dirTi, ciò che tuttavia mi opprime non è niente altro che l’impossibilità di esserTi vicino. Potessi soltanto   darTi la certezza, ma ho paura che il mio appassionato linguaggio non riuscirà a convincerTi, Oh finiscila! E sii di nuovo felice del Tuo amore! Per quanto mi riguarda anche stasera mi rallegra il pensiero, di averTi ancora visto, Dio! Se Tu fossi entrato in questo stato d’animo, vedi! Io potrei grata ringraziare il genio dell’amore che mi guida in modo invisibile! E con queste considerazioni voglio addormentarmi e augurarTi benedizioni..—

La mattina dopo

Ho dormito bene mio carissimo, e Ti voglio ancora una volta dire quanta gioia mi abbia procurato la Tua lettera e ringraziare per la tranquilla beatitudine che Tu mi procuri,   metti pure da parte la mia lettera se Ti ha preoccupato e ritorna alla penultima che Ti era tanto cara, ieri ho dovuto molto riflettere sulla passione. – La passione dell’amore più sublime non potrà mai trovare appagamento sulla terra! – cerca di sentire come sento io! Cercare questo sarebbe pazzia. — Morire assieme!— Silenzio, suona come fantasticheria eppure è così vero.—   è l’appagamento. soddisfazione. – E tuttavia abbiamo dei sacri doveri per questo mondo. Non ci resta altro che credere nel modo più beato l’uno nell’altro, e all’essere onnipotente dell’amore che invisibile ci guiderà sempre e ci unirà sempre di più.—… Noi non possiamo diventare infelici, dato che in noi vive questa anima. Ed io lo so, il dolore ci renderà solo migliori e ci legherà più intimamente. Per questo non essere neppure adesso in pena, per avermi reso triste, vedi è già tutto passato una volta che Tu sei di nuovo diventato tranquillo ed io mi sono rafforzata. Ti devo ancora dire che la mia fiducia in Te è senza limiti, così come sei, per come Ti comporti, per me va silenziosamente bene, non chiedo neppure perché… Oh mio amato! Cerca di essere di nuovo tranquillo, sereno e ridammi la mia serenità, allora di sicuro sarò felice”.

(Inverno 1798/99)

“ Ti aspetto domani dopo le 10. Prega con me il genio del nostro amore in modo da avere un’ora tranquilla.- Se non dovesse essere possibile, Tu conosci il segnale, allora dopo le 3. Con
struggimento aspetto l’ora!   — Dormi tranquillo e f ai che la mia immagine Ti circondi. Abbi coraggio, sono pronta a tutto e andrà di sicuro tutto bene. Domani riceverai da me anche una lettera più lunga e Tu di certo mi porterai qualcosa di caro, come sono già contenta” —

(Inizio febbraio 1799)

 “Domani non ci potremo vedere, carissimo cuore! Dobbiamo avere pazienza e aspettare tempi migliori… Come   mi addolora di non poterTi dire a voce quanto Ti ami, è indescrivibile. Mi ami ancora, in modo fedele, sincero e caldo a fai che la sorte impietosa   non mi rubi nulla!                     … Non pensare amato! Che il destino del nostro amore mi faccia indignare o mi possa abbattere del tutto, è vero   piango     spesso, lacrime amare, amare, ma sono proprio queste lacrime che mi sostengono, fino a quando Tu vivrai non posso lasciarmi andare. Se non provassi più nulla, se l’amore scomparisse dal mio cuore, e cosa sarebbe una vita senza amore, io sprofonderei nella notte e nella morte. Fino a quando mi ami non posso andare in rovina. Tu mi mantieni viva e mi conduci su la via della bellezza! Abbi fede in me e costruisci in modo solido sul mio cuore. Allora addio mio amato, caro cuore, e pensa come penso io che il nostro essere più intimo rimarrà immutabilmente lo stesso e si apparterrà l’uno all’altro. Il mese prossimo potrai di nuovo tentare. Forse potrai sentire tramite H. se sono di nuovo sola.”  

(Febbraio 1799).

“Quanto volentieri, caro! vorrei raccontarTi fedelmente come ho trascorso le tristi giornate della nostra divisione, se proprio la ripetizione di questo periodo non fosse per me così doloroso. Da alcuni giorni sono di nuovo sola, va già un po’ meglio, la cosa più terribile era che non potevo concedermi alcun quarto d’ora da sola e, anche quando ero sola, dovevo reprimere in modo così violento i miei sentimenti, affinché i miei occhi umidi non mi tradissero e dessero motivo a domande troppo imbarazzanti. Ma le prime ore da sola sono state tremende, adesso vorrei abbandonarmi completamente al mio sentimento, non potevo neppure questo perché la nostalgia di Te diventava così grande, che io mi sentivo perduta e in me si scatenava una violenta lotta. Cercavo con tutte le forze di richiamare nella mia immaginazione la Tua immagine per me diventata di sogno che si andava spegnendo e di ravvivarla con colori vivi, ahimé! Non mi era consentito avvertivo il desiderio e l’impotenza al contempo, pensavo sì alle Tue lettere, ai Tuoi libri, ai Tuoi capelli, ma non volevo alcun aiuto, volevo rinnovare Te in me da sola completamente dal mio intimo, tuttavia il mio pazzo cuore era costretto presto ad arrossire davanti alla ragione e trovare scuse, alcuni giorni dopo ho raccattato le Tue care cose,   lettere di vecchia data, che allora quando ancora Ti avevo erano per me ben poca cosa, di cui non mi ricordavo neppure, che tesoro di care parole, che consolazione, che immagine gradita di Te vi ho trovato dentro, come mi hanno attirato care   lacrime di tenerezza   negli occhi, come hanno rafforzato il mio cuore, come mi aggrappo ora ad esse in ogni ora di paura. Ma ahimé! Questo è passato! – Cosa è il presente? – Cosa sarà il futuro?— Adesso mi domando ogni giorno: ‘Come deve un essere solo, che l’amore ha elevato ad un essere nobile e bello,   consistere in sé e attraverso se stesso?’ – Sognare vorrei sempre, tuttavia sognare è autodistruggersi! Autodistruggersi, viltà! – Sentire! – Il mio cuore sente ancora in questo tempo   povero, che tutto ammazza, in modo vitale e caldo, brama realtà, rispondenza d’amore, comunicazione, concordanza, armonia! beatitudine! devo per questo rimproverarlo? Eppure ogni sentimento richiama in me tutto il mio struggimento misto a mille dolori. Perfino attraverso   i miei pensieri più profondi non trovo nulla di più auspicabile che la più intima relazione d’amore, infatti cosa ci può guidare attraverso questa dicotomia di vita e morte, se non la voce del nostro essere migliore, che abbiamo affidato ad un’anima che palpita come la nostra, questa voce che non riusciamo sempre a sentire da noi stessi. Fortemente e immutabilmente legati siamo noi, nel bello e nel bene, al di là di ogni pensiero nella fede e nella speranza. Ma questa relazione dell’amore sta nel mondo reale, che ci comprende non solo attraverso lo spirito; anche i sensi (non sensualità) ne fanno parte, un amore che noi rimuoviamo completamene dalla realtà, che sentiamo solo nello spirito, a cui non possiamo dare alcun alimento e alcuna speranza, diventerebbe alla fine solo una specie di sogno o scomparire, rimarrebbe, ma noi non lo sapremmo più e la sua benefica azione sul nostro essere cesserebbe. Dato che ho tutto questo chiaro davanti agli occhi, mi dovrei ancora ingannare e lasciarmi cullare in una specie di dormiveglia – dovrei sognare! Devo bloccare il mio cuore! Devo pensare diversamente! – Perché Ti chiedo tutto questo, caro! – ‘Ancora ho Te.’   Ahimè! Perché dal giorno della nostra divisione c’è dentro di me una paura, che un giorno possano cessare tutti i nostri rapporti, dato che non ho alcuna certezza sul futuro, sulla Tua futura destinazione; tremo per il tempo delle rivoluzioni che può esserci vicino, perché forse ci strapperà per sempre l’uno dall’altra. Quante volte rimprovero Te e me, che ci siamo per superbia resi impossibile ogni rapporto, ci siamo affidati solo a noi stessi, adesso dobbiamo implorare la sorte, e cercare attraverso mille strade quel filo che ci possa riportare assieme. Cosa ne sarà di noi, se noi dovessimo scomparire l’uno per l’altra? — … Se proprio deve essere che si diventi vittime del destino, allora promettimi di renderTi libero di me e di vivere completamente come puoi renderTi felice, Tu con la Tua conoscenza puoi adempiere ai Tuoi doveri per questo mondo nel modo migliore e lascia che la mia immagine non sia di ostacolo alcuno, solo questa promessa   mi può dare pace e contentezza con me stessa. – Amare come io amo Te non può più nessuno, amare come Tu ami me, non potrai più (perdonami questo desiderio egoista), ma non bloccare il Tuo cuore, non fargli violenza, quello che io non posso avere non lo devo voler distruggere per invidia. Non pensare carissimo che parli per me, per me è completamente diverso io in parte ho adempiuto alla mia missione, ho abbastanza da fare nel mondo, grazie a Te ho ricevuto più di quanto potessi sperare, il mio tempo era già finito, ma Tu dovresti cominciare proprio adesso a vivere, a agire, a operare, non farmi diventare un ostacolo e non distruggere la Tua vita sognando un amore senza speranza. La natura che Ti ha dotato di nobili forze, alto intelletto e sentimenti profondi Ti ha sicuramente destinato a diventare un uomo nobile, eccellente, felice e sta a Te dimostrarlo. E tuttavia ancora brilla per noi la speranza per il nostro amato amore, curiamola e manteniamola fino a quando possiamo. Rivedersi per un’ora piena di beatitudine, la speranza nel petto sono sufficienti a mantenerla in vita per mesi. Facciamo in modo di non chiudere gli occhi e farci sorprendere dalla sorte, per poter fare le cose più necessarie e migliori. Cerca di tranquillizzarmi se puoi sul futuro… Tu hai parlato di     un anno e mezzo, io tremo se penso che ne è già passato mezzo, come sarà, come potrà avvenire? Cosa sarebbe per Te la cosa migliore –     Se Tu volessi comunicarmi in proposito la Tua opinione! Davanti a   me è tutto nero, e la cosa più terribile sarebbe se sotto il   duro destino dovesse estinguersi anche   il nostro delicato amore, se dovesse alla fine intorpidirsi nei nostri petti, e la nostra vita cessasse e ci rimarrebbe una coscienza inconsolabile. Perdona! Mio carissimo! Se Ti coinvolgo in questi neri pensieri, per Te dovrebbe essere tutto solo dolce, Ti vorrei   dare un cielo, allontanare tutto quello che potrebbe disturbarTi; ma io sento che il nostro amore è troppo sacro, per poterTi illudere, Ti sono debitrice di ogni sensazione che provo, Tu sai che io sono leggermente malinconica, forse verranno tempi migliori e vorremo ringraziare la sorte per ogni fiore che assieme troveremo. Solo se non mi venisse così difficile   scrivere. Se con questa intenzione prendo la penna, mi si apre un mondo pieno di pensieri e di sentimenti, vorrei dire tutto in una vola e non riesco a portarvi alcun ordine, temo di scrivere cose insensate, poi le mie parole sono di nuovo troppo prosaiche, che la mia fantasia si mescoli dentro, penso che quello che dico non sarebbe vero, alla fine vorrei strappare tutto. Tu mi capisci meglio di quanto possa fare io stesso e senti anche quello che non dico. — Ti devo dire ancora qualcosa dei bambini, Tu sai già che ai miei occhi essi hanno perso molto, da quando non sei più Tu a istruirli e a incidere su di loro, al punto che non mi riprometto più molto da essi…. Adesso ancora come penso di trascorrere in futuro il mio tempo: In questo inverno è stato forse un bene che non sono stata troppo da sola, infatti spesso ho giornate, in cui sono completamente fuori equilibrio, soltanto pensandoTi vengono fuori lacrime dagli occhi, mi devo costringere e cercare compagnia, per contenermi, ho spasimato per tutto l’inverno avendo me stessa come un peso, ma adesso questo deve cambiare, non potevo neppure leggere un libro serio, dato che la mia testa quasi sempre si sentiva un po’ stanca. Voglio provare se riesco di nuovo a seguire la musica, la primavera mi offrirà dolce occupazione in giardino, (a cui io mi devo di nuovo abituare) e il Tuo caro Iperione   animerà il mio spirito, quanto mi rallegro già al suo pensiero! – Tu mi hai promesso anche alcune ricette! Manterrai la parola? – Mi hai pregato anche di tradurre per Te in parole alcuni dei miei pensieri e idee. Caro! tutti le mie espressioni appartengono solo a Te. Il mio spirito, la mia anima si rispecchiano in Te, Tu dai tutto quello che si può dare, in una forma così bella, come io non potrei mai…”

(Francoforte, tra il12.3 e il 4.4.1799)

Martedì 12 marzo

“ La Tua cara lettera e il Tuo desiderio mi hanno dato ieri il pensiero di scriverTi una specie di diario, se solo potessi farlo! Sono solo un poco indisturbata, se lo devo fare di nascosto c’è in me una specie di paura, che mi impedisce di trovare le parole giuste, troppo spesso vengo strappata via dai miei pensieri e divento allora di cattivo umore, e tuttavia voglio provarci e utilizzare ogni minuto tranquillo, soltanto Tu non devi contare su qualcosa di coerente.
Ieri non appena Te ne sei andato ho sentito in modo così intenso la sensazione   mista di dolore e di gioia e di sordo timore del futuro, ho preso subito la Tua lettera, riuscivo solo a leggere parole, il cuore mi batteva così forte che non riuscivo a tirar fuori il senso e l’ho dovuta mettere da parte per un’ora più tranquilla. Sono andata allora nell’aria per ritrovarmi. Pomeriggio mi spuntò il sole amorevolmente dentro la stanza e mi ha tranquillizzato completamente come se mi parlasse per calmarmi, ho sentito allora dentro di me la pazienza di leggere la Tua lettera parola per parola, ho mandato tutti i bambini in giardino e sono così rimasta con Te da sola. E’ stata un’ora felice! – Il mio cuore grato non si è neppure lamentato delle lacrime che la Tua lettera mi ha procurato, sentivo solo dentro di me, Egli vive! Mi è vicino! Mi ama fedelmente! Oggi è un giorno felice!— Se dopo il timore del futuro mi voleva disturbare, mi sono rimproverata, mi sono detta, persone con la loro infantile religione riterrebbero un peccato, perdere la fiducia e non contare sul loro Dio. Perché non dovrebbe pilotare per noi una forza segreta a noi sconosciuta anche la nostra sorte in modo benigno e confortante, perché dovremmo disperare! – Sono   proprio le cose più negative quelle cui bisogna pensare? – Non può venire qualcosa di meglio di quanto pensiamo? – Oppure abbiamo abbastanza ragione che tutto vede per     conoscere in anticipo la nostra sorte? Non determina spesso un piccolo evento la nostra felicità o infelicità? – Siamo nel mondo sottoposti al caso, perché non dovrebbe esserci anche favorevole?…

Pomeriggio

Non riesco a togliermi di nuovo dalla testa la parola caso che ho scritta, non mi piace, suona così riduttiva, e fredda, e tuttavia non ne trovo un’altra. Non si potrebbe ance dire che la segreta concatenazione delle cose dà vita a qualcosa che noi chiamiamo caso, ma che è necessario. Noi a causa della nostra miopia non possiamo prevedere nulla di tutto questo e rimaniamo attoniti quando arriva qualcosa di diverso da quello che pensavamo. E tuttavia le eterne leggi della natura fanno sempre il loro corso, non riusciamo a spiegarcele e proprio per questo sono confortanti, dato che può accedere anche a noi quello che neppure pensavamo e speravamo lontano…

14 marzo

Dopo la nostra prima divisione non mi volevo sottrarre al grande dolore da essa provocato, mi era caro e benvenuto, due giorni dopo la Tua assenza sono andata ancora una volta nella Tua stanza, avrei voluto lì sfinirmi di pianto e raccogliere alcuni cari resti di Te, aprii il Tuo leggio scrivania e trovai alcuni pezzetti di carta, un po’ di lacca da sigillo, un piccolo bottone bianco e un pezzo di pane duro, ho portato il tutto con me come una reliquia. Un cassetto era saltato via dai cardini, non riuscivo a metterlo a posto, tornai indietro, davanti alla porta mi ha incontrato Henry, egli ha detto malinconico ‘ da questa stanza hai già perduto molto! Prima Tua madre, e poi anche il Tuo Hölder! Tu non puoi di sicuro più soffrire!’
Ciò mi ha colpito profondamente, tuttavia sul momento mi ha consolato il pensiero sulla Tua vita e mi ha dato qualcosa di dolce, nella mia anima malinconica, così ci andai…

19 marzo

Sono stata alcune volte a passeggio con i bambini, ciò mi ha procurato sempre forza e tranquillità, una volta ho visto sulla montagna illuminata da un mite sole la mia cara Homburg, quanto hanno benedetto i miei occhi questa silenziosa zona, e la sconosciuta stanzetta dove Tu abiti, come sono corsi i miei pensieri da Te, e di sicuro Ti hanno toccato, infatti ho pensato che Tu in questi bei giorni di primavera devi avermi anche in mente e sentirTi a me vicino come io a Te! – E tuttavia come mi atterriscono i miei pensieri, ohimè! Presto dovrò abbandonare anche questi amati posti, i miei occhi non si indirizzeranno più volentieri in quella direzione, io li indirizzerò altrove, così scompare tutto! . Non avrò neppure un’idea del posto dove Tu abiti! Vedi! Caro!   in questo caso Tu hai più fortuna di me, Tu sai dove Tu mi puoi sempre trovare, conosce tutte le particolarità che mi stanno attorno, mentre se io Ti penso, mi apparirà la Tua immagine in una nebbia fittissima e solo per attimi, a meno che Tu non mi dia un’immagine di quello che Ti circonda ed anche delle persone   con cui sei in contatto. Fallo sempre se Ti è possibile. Niente altro Ti auguro così tanto che Tu, non importa dove, possa trovare un amico, nei cui confronti il cuore non debba essere muto e nella cui frequentazione Tu trovi   comunicazione e alimento per il Tuo spirito, infatti mio caro! Tu sei così ricco di forze e sempre così pieno per rimanere con Te stesso e fare affidamento   su Te stesso, se Tu di tanto in tanto   sei di cattivo umore è solo perché non vieni compreso e non vedi Te stesso e dubiti di Te stesso. In questa situazione corri facilmente il pericolo di scegliere le persone sbagliate, solo da questo Ti metto in guardia, non prenderla male, viene di sicuro da un cuore buono…

26 marzo

Le feste sono passate! E questo mi è sempre caro! perché tutto intorno diventa più tranquillo…. Ogni volta che esco guardo meccanicamente   verso la finestra laterale e preferisco sempre   che sia chiusa, in modo che non mi illuda…Per vederci in futuro e non sbagliarci in caso di mancanza di notizie devo assieme a Te decidere un giorno in cui io posso cominciare a contare se Tu ogni anno vuoi venire una volta. Tu mi rimarrai sempre così presente che la Tua apparizione non mi impaurirà.

Domenica, 31 alle nove di sera

Sono completamente sola e non riesco di andare a dormire, senza augurarTi, carissimo! La buona notte, potessi Tu adesso sentire quanto intimamente   io sento Te, come danzano davanti alla mia anima i più sacri momenti del nostro amore! Quanto sarei felice se potessi saperlo! – Dormi in modo delicato e   dolce, la mia immagine Ti sarà attorno! –

2 aprile, di sera

Sono di nuovo completamente tranquilla, sola, vorrei così volentieri parlarTi, ma non so come cominciare, avrei da dirTi alcune cose   per le quali le parole diventano troppo pesanti. Quante più cose si hanno da dire tante meno ne vengono fuori, questo ho di nuovo avvertito… Ho contato tutti i giorni e le ore fino al nostro incontro e mi sono molto arrabbiata col cielo quando è arrivato il freddo, non mi perdo nessun raggio di sole, anche se io so che Tu   viene anche col cattivo tempo, non posso pensare che Tu cammini sotto la pioggia o prendi freddo…

4 aprile

Adesso Ti voglio dire quello che penso su quanto possiamo fare questa estate per diventare   postini di noi stessi, dato che affidarle a qualcuno è veramente una decisione sconsiderata … Non devo proprio dirTi quanto sia   spiacevole per me fare questi piani intricati, la Tua anima delicata di sicuro è contraria e Tu soffri assieme a me, ma non puoi ignorare che io lo faccia solo con nobili intenti, per non fare andare in rovina il più bello e il più buono   tra gli uomini… Oggi è la giornata della Tua venuta! Mi rallegra che il cielo sia chiaro, avrò una serata inquieta perché so che Tu sei qui ed io non mi posso decidere di andare a teatro, perché Tu credi che ciò ci esponga e hai anche ragione…

giovedì 9, di mattina (probab. aprile 1799)

Ancora alcune parole Ti voglio dire mio caro. Ieri sera tardi siamo usciti, ho creduto di vederTi già a Weidenhoff alla finestra. – I miei occhi si sono fissati desiderosi sul viale dei pioppi, — se Tu potessi venire! – Adesso vogliamo aspettare 2 mesi, a luglio potresti osare di venire all’angolo. Forse ci possiamo veder, per sapere che siamo in buona salute, se in qualche modo mi sarà possibile verrei anche sotto…”
Vorrei anche tanto volentieri dirTi qualcosa sulla Tua futura destinazione. Tu mi hai invitato a farlo, quanto tuttavia è per me difficile sotto ogni aspetto darTi consigli e se io non farò per Te sempre delle scelte troppo caute, un caro, fidato amico può in questo caso di più. Lo so, Tu non puoi fare un passo che la mia anima non approvi… e se Tu dovessi intraprendere una carriera che Ti procuri fama e sia utile al mondo tutte le mie lacrime per Te si tramuterebbero di sicuro in lacrime di gioia, ma io dovrei avere Tue notizie e la mia speranza non dovrebbe essere delusa, consigliaTi per il futuro con i Tuoi veri amici e le persone esperte, e se non dovesse aprirsi per Te una strada sicura, rimani meglio come sei e cerca di farcela, piuttosto che osare   ed essere ancora una volta sconfitto e respinto dalla sorte, le Tue forze non ce la farebbero e Tu, Tu che vivi anche così in silenzio, andresti completamente perduto per il mondo e per quelli che verranno. No, questo non lo devi fare! Non devi mettere in gioco Te stesso. La Tua nobile natura, lo specchio di tutto il bello non deve andare in frantumi, Tu sei anche debitore di dare al mondo quello che Ti sembra abbia forme nobili e devi pensare in modo particolare a Te stesso. Pochi sono come Te! — … Solo non Ti comportare partendo dal presupposto sbagliato di farmi onore e che tutto quello che Tu fai senza che io lo sappia non mi sarebbe gradito. Tu dovresti solo giustificare il mio affetto nei Tuoi confronti. Il Tuo amore mi onora abbastanza e mi basterà sempre e non ho alcuna pretesa per ciò che si definisce onore, Ti onorano grandi personaggi io Ti trovo in tutte le descrizioni delle nature nobili e non ho bisogno della misera testimonianza del nostro tempo per questo, ancora oggi ho letto il Tasso e ho trovato   incontestabili tratti di Te. Rileggilo ancora.”

(continua)


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  1. Pingback by Bartolomeo Di Monaco » LETTERATURA: Le lettere di Susette a … — 20 Maggio 2010 @ 13:30

    […] Approfondimento fonte:   Bartolomeo Di Monaco » LETTERATURA: Le lettere di Susette a … […]

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A chi dovesse inviarmi propri libri, non ne assicuro la lettura e la recensione, anche per mancanza di tempo. Così pure vi prego di non invitarmi a convegni o presentazioni di libri. Ho problemi di sordità. Chiedo scusa.
Bart