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La scampanata, il romanzo di Bartolomeo Di Monaco trasformato in testo teatrale, qui per chi volesse rappresentarlo.

LETTERATURA: Le mie leggende

2 Dicembre 2023

di Bartolomeo Di Monaco

Il mio libro “Lucchesia bella e misteriosa” nacque dall’idea di arricchire Lucca di nuove leggende oltre a quelle della tradizione.
La leggenda, come ho scritto nell’introduzione, è già presente nel paesaggio, nel monumento, nel personaggio ed altro ancora che ce la suggeriscono, se sappiamo vederla. Michelangelo diceva che le sue sculture erano già nel marmo e a lui toccava soltanto estrarle. Così è stato per le mie leggende. Le ho scritte spinto da una ispirazione feconda. Via via nel tempo, sono arrivato a crearne 50, attualizzando anche alcune leggende tradizionali (ad esempio quella sul Ponte del Diavolo).
Un lavoro che mi vide felicemente impegnato. Le parole scorrevano da sé sulla tastiera.
Cos’hanno di bello le leggende (anche quelle del passato)? Che esse rimangono e del loro autore o iniziatore si perde il ricordo.
Sta accadendo anche a me.
Già 3 mie leggende sono state raccontate ad amici, che si sono trovati a riferirmele senza sapere che ne fossi io l’autore. L’ultima è successa a casa mia. Un amico mi raccontava di una pastorella vissuta a Borgo a Mozzano di cui si era innamorato un ricco signore. Mentre ascoltavo, capivo che c’era qualcosa che già sapevo. Ad un certo punto, interrompo l’amico e vado a prendere il mio libro e do una scorsa alla mia leggenda “Le azalee di Borgo a Mozzano”. Lì è la pastorella e guardo contento l’amico che resta sorpreso. Quella leggenda è mia! L’ho creata io!
Qualche tempo fa su Facebook vidi riportata una leggenda sulla Torre di Parezzana e su Clementina, la cui voce si sente echeggiare certe notti. Controllo e anche quella è una mia leggenda: “Parezzana e la Torre Sandonnini”.
Prima ancora mio fratello Mario mi aveva riferito che un amico gli aveva raccontato la leggenda di Costantino, l’anziano povero che aveva chiesto un miracolo all’Angelo che sovrasta la chiesa di San Michele. Costantino l’ho creato io, scrivendo “Il regalo dell’Angelo”.
Questo racconto fu premiato dal Comune di Lucca, al tempo dell’Amministrazione Giulio Lazzarini.
Lo confesso. Quando accadono cose belle come queste un autore resta ricompensato del lavoro svolto e felice dell’ispirazione che gli ha consentito un tale lusinghiero risultato.
Mi aspetto molto da questo libro, pur avendone scritti tanti e di vario soggetto.
Mi lega alla mia città, che amo. E forse mi ci legherà per sempre, come mi auguro. Come sarà, mi auguro ancora, con la mia poesia “Lucca”.
Sono grato all’attuale Amministrazione Comunale che mi ha onorato di una targa in cui sta scritto: “A Bartolomeo Di Monaco Lucca grata per l’attenzione e l’amore alla città riversati nelle sue opere”. Alcuni suoi componenti: Fabio Barsanti, Mia Pisano, Remo Santini, Paola Granucci conoscevano il mio riservato lavoro sulla città (l’attuale Assessore al turismo Remo Santini, quando era redattore capo della cronaca di Lucca del quotidiano La Nazione, ne pubblicò alcune come allegato settimanale al giornale).
Della mia riservatezza così scriveva l’illustre studioso della letteratura italiana Giorgio Bárberi Squarotti, deceduto nel 2017: “C’è, per il bene della nostra letteratura, invece ancora un vero “lettore”, accanito, strenuo, rigoroso, ma tutt’altro che soltanto un registratore di libri, anzi curioso, avventuroso, imprevedibile per le scelte, pieno di curiositĂ  e di stupori, ed è Bartolomeo Di Monaco, che si è creata una specola letteraria ai margini di Lucca, libero da ogni impegno e condizionamenti e canoni, e per questo “ingenuo” come il lettore deve essere e puro da ogni condizionamento dei mezzi di comunicazione di massa. Egli ha messo ordine nella babelica biblioteca della nostra narrativa (con qualche uscita fuori d’Italia, a scopo esemplificativo): non so dire quante siano state le sue “letture”, in tanti anni di accanito lavoro, ma s’ha da dire, con grande meraviglia e applauso, che per suo merito i moltissimi e altissimi documenti del valore esemplare del nostro romanzo sono stati recuperati, considerati, descritti, offerti all’attenzione dei lettori giustamente schifati della povertĂ  delle opere d’attualitĂ  e di moda.”.
Nessuno prima di questa Amministrazione aveva preso nota del mio lavoro, salvo al tempo del Sindaco Mauro Favilla e del Vice-sindaco Giovanni Pierami, che si adoperarono per:
1 – fare uscire la mia opera “Leggiamo insieme gli Scrittori Lucchesi”;
2 – ripristinare la fontana di via Pelleria, per la quale avevo scritto la leggenda “La miracolosa fontana di Pelleria”;
3 – apporre, sulla fiancata della chiesa di San Tommaso in Pelleria, una targa a ricordo del sacerdote partigiano don Silvio Giurlani, mio indimenticato parroco.

Qui “Lucchesia bella e misteriosa”


Letto 60 volte.


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Bart