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LETTERATURA: Leccate e vi sarà aperto (I dialoghi di Psico-Pinna)

25 Giugno 2013

di Maria Antonietta Pinna
(anche qui)

Questa conversazione è realmente avvenuta su fb tra l’editore Carlo Santi di Ciesse Edizioni e Maria Antonietta Pinna. E’ stata postata per dimostrare che anche solo per essere letti, bisogna rispondere a logiche piaggiarie e conformiste e che uno scrittore non viene giudicato per come o cosa scrive ma per come sa esaltare l’ego degli editori e fingere di essere ciò che non è. Oltretutto l’editore contattato con il formale Lei, si permette di passare al tu, senza neppure chiedere il permesso all’interlocutore. Pretende spiegazioni e non spiega un bel niente, dando una risposta poco professionale che niente ha a che vedere con la scheda inviata. Filosofia dei piani sfasati? Giudichino i lettori come è combinata certa editoria italiana oggi. Oltretutto per Carlo Santi i congiuntivi sono un optional.

Personaggi:

C. S.: Carlo Santi, Ciesse edizioni
M.A.P.: Donna qualunque.

M.A.P.: Gentile Carlo,
posso mandarle la scheda di un mio lavoro di saggistica?
Sto cercando di pubblicarlo.
Buona giornata.

C.S.: Ciao, manda pure su manoscritti@ciessedizioni.it alla mia attenzione, così chi la riceve poi me la gira… non ti prometto nulla, ma non si sa mai…

M.A.P.: Grazie per l’attenzione, posso mandare anche la scheda di un romanzo?

C.S.: Chi troppo vuole nulla stringe, ricordalo sempre…

Invio della scheda con breve biografia e sinossi del testo.

C.S.: Ho ricevuto la tua scheda… vedo che non sei una novizia, e hai buone pubblicazioni alle spalle e di fronte… la domanda nasce spontanea: perchè io?

M.A.P.: E ti rispondo perché no?

C.S.: Risposta sbagliata…

M.A.P.: Una risposta non può essere giusta né sbagliata perché l’importante non è la risposta ma la domanda.

C.S.: Per fare accademia, la risposta non deve essere giusta o sbagliata, ma esaustiva sì.

M.A.P.: Vuoi una risposta esaustiva e sincera? Io provo a pubblicare il mio saggio con editori free che mi sembrano seri e che ti pubblicano perché credono in quello che scrivi non perché gli allunghi dei soldi o perché sei amico di qualcuno. No eap. Non ho mai sborsato un euro per pubblicare. Primo perché non ho un soldo, secondo perché non credo negli Eap.

C.S.: E tu pensi che io pubblico solo autori in cui credo?
quindi, secondo la tua idea, io devo credere in te mentre tu scegli me solo perchè sono free…
bello, entusiasmante, incentivante…

M.A.P.: No, nient’affatto, non credo niente. Mi astengo da giudizio. Non ti conosco, quindi non posso sapere cosa pubblichi, ho solo provato a mandarti la scheda di un mio lavoro. Non posso mentire e dirti che ti ho scelto perché ti ritengo una persona eccezionale, meravigliosa, diversa, e cazzate simili. Ti ho scelto perché mi piace la pagina del tuo editore in cui si dice che pubblicate anche autori non famosi. Perché non pretenderete da me dei soldi. E perché voglio pubblicare il mio saggio. Mi sembra più che sufficiente per provare a contattare un editor.

C.S.: E io dovrei provare a leggerti, credere in te, pubblicarti free e prendermi il rischio d’impresa solo perchè non mi conosci e non mi giudichi, non conosci cosa pubblico e non puoi mentire… beh, mi sembra un po’ pochino…
non dico che mentire sarebbe meglio, ma fornirmi una motivazione che mi possa “far credere” in te, non sarebbe sbagliato…

M.A.P.: Non c’è motivazione che possa darti, l’unica motivazione è quello che scrivo, carta canta perché qualunque cosa possa dirti sarebbe inutile. Non voglio neppure sciorinarti la lode delle mie opere, sarei ridicola.

C. S.: Vedi, sei tu che mi hai contattato, e dici che sarebbe inutile dirmi il perché? Diciamo che non è la migliore presentazione che potevi fare, almeno con me…
cmq, non insisto, ti saprò dire… (frase che odio, ma sarebbe inutile usarne altre in questo momento)…
Spero tu abbia compreso che volevo dire…

M.A.P.: Certo che ti ho contattato. E’ semplice sai, se la scheda ti interessa, potresti impiegare un po’ del tuo tempo a leggermi, se non ti interessa, amici come prima. Non posso sapere quali frasi odi e quali ami, e adeguarmi al tuo stile, io ho il mio, tu hai il tuo. Non sono acqua. E’ inutile e inopportuno spiegare ciò che è già chiaro. Perché si contatta un editor? Per cercare di pubblicare il proprio libro. Punto.

C.S.:Bene, direi che so già la decisione da prendere…
e non sono un editor, ma l’editore…

M.A.P.: Perfetto, ancora meglio, mi piace la schiettezza. Inutile girare intorno ai problemi e leccare il culo alla gente. Non è da me. Comunicami pure la tua decisione. Visto che la sai già.

C.S.: E’ chiaramente un no!

M.A.P.: Chiaramente? Io direi oscuramente, anzi chiaramente per certa mentalità piaggiaria propria di questi tempi morti che giudicano sulla base di chiacchiere e non di fatti. Se fossi un editore non me ne fregherebbe niente di sentire motivazioni, la motivazione è la scrittura, non i bla bla di autoreferenzialità. Un autore vale per quello che scrive non per quello che dice di scrivere. Ma è chiaro che del valore a certi editori non importa il classico e sempreverde fico secco.

C.S.: Tu mi hai chiesto una cosa e io ti ho risposto di no… se riesci ad accettarlo, bene, altrimenti eviterei di proseguire oltre…

M.A.P.: La motivazione? O è chiedere troppo ? Motivazioni legate alla scheda sarebbero gradite, visto che il libro non l’hai letto. Oppure un povero autore deve spiegare e non ottenere mai nessuna spiegazione?

C.S.: Non mi piaci come persona, poi finiamola qui, per cortesia…

M.A.P.: Mi conosci di persona? Strano, io non ho avuto mai il dispiacere. Oppure ci siamo conosciuti e non me ne ricordo? In questo caso mi preoccuperei…

C.S.: Ci stai prendendo gusto eh? non so dove vuoi arrivare, ma non serve a nulla…

M.A.P.: Niente serve a niente. Io non faccio mai ciò che serve, a che pro? Questa è operazione per spiriti mediocri e mi vanto di non esserlo. Anche perché motivo assensi e dinieghi.

C.S.: Problemi tuoi!

M.A.P.: Quali problemi? Non ne vedo. Vedo soltanto un editore a cui piacciono i lecchini. Un tipo che domanda e non risponde.

C.S. Stai offendendo…vedi di darti una rasserenata.

M.A.P.: Sono serena, serenissima come la Repubblica. Offese? Dove stanno? Domandare e non rispondere è la strategia di Dio. Lei pensa di essere Dio?

C.S.: Bene, allora possiamo chiudere la discussione.

M.A.P.: Sì, io direi di sì, dato che Dio non esiste, possiamo concludere con un sillogismo. Lei crede di essere Dio, dato che giudica senza neppure leggere, Dio non esiste, Lei non esiste.
Buona giornata.


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A chi dovesse inviarmi propri libri, non ne assicuro la lettura e la recensione, anche per mancanza di tempo. Così pure vi prego di non invitarmi a convegni o presentazioni di libri. Ho problemi di sordità. Chiedo scusa.
Bart