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La scampanata, il romanzo di Bartolomeo Di Monaco trasformato in testo teatrale, qui per chi volesse rappresentarlo.

LETTERATURA: Qualcuno mi protegge

13 Ottobre 2023

di Bartolomeo Di Monaco

Ieri 12 ottobre 2023, a metà del pomeriggio, ho fatto visita alla tomba dei miei genitori Raffaele e Teresa, nel cimitero di Sant’Angelo, dove mia moglie ed io abbiamo già la tomba che ci accoglierà, poiché così è stabilito dal Comune di Lucca allorché si paga il mantenimento di una tomba. Noi lo facciamo a riguardo della tomba dei genitori dei nostri zii Anna e Giuliano (sul cui amore in tempo di guerra ho scritto “Cara Anna”). Ebbene ieri ho scoperto (eppure vi è sepolto dal 2019) che accanto a questa tomba è stato seppellito un carissimo amico, Lorenzo Del Carlo, cieco e centralinista alla Cassa di Risparmio di Lucca. Riconosceva al telefono, ma anche incontrandolo, me e tanti altri colleghi appena si cominciava a parlare. Aveva sempre qualche battuta pronta. Il pensiero che lo avrò accanto mi rincuora e già mi domando che cosa combineremo insieme per tutto il tempo che staremo laggiù. È un motivo per sdrammatizzare la morte, e il segno che Qualcuno si occupa di me. Come ho scritto in “Cencio Ognissanti e la rivoluzione impossibile” spesso ho avuto segnali di una protezione che viene dall’Ignoto. Del resto credo di aver avuto una vita fortunata sin dagli esordi.
Quando mia madre si recava dai professori per sentire come andavo a scuola, mi raccontava che gli altri che erano in attesa con lei, appena sapevano che era mia madre, si congratulavano raccontando le lodi che di me facevano i loro figli. Alcuni professori, quando si presentava mia madre, le dicevano che non occorreva che venisse ad incontrarli perché io ero uno studente modello. Un professore, di cui ricordo il cognome, Lo Russo, le disse che io, interrogato, cominciavo a rispondere prima ancora che avesse terminato la domanda.
Ogni anno ero scelto per partecipare alla gita premio che era organizzata per i migliori studenti della Provincia.

In queste giornate ancora tiepide mi sdraio in giardino (con accanto l’oca Giosuè, che non mi perde di vista) e ripenso a tante cose che sono riuscito a fare e mi meraviglio dell’energia che mi animava allora riuscendo a realizzare molti progetti.
Come ho fatto, mi domando, a fare il segretario provinciale per 8 anni dell’organizzazione sindacale FIB-CISL (la mia categoria dei bancari)? Come ho fatto a mettermi a scrivere la difesa dei lavoratori discriminati da questa o quella banca della Provincia? Da dove avevo preso questa cultura giuridica e la capacità di scrivere in termini legali? Come ho fatto, quando ero sottotenente di leva, nel 1965-1966, a redigere il giornalino per i congedanti, “I nostri quindici mesi”, mai fatto prima da nessuno e forse fu l’unica volta? Ne conservo gelosamente una copia, che ricorda a me, come ai congedanti di allora, quei mesi che furono per tutti noi formativi e gioiosi. Ricevetti il giorno in cui si celebrò il congedo nella piazza d’Armi della Caserma “Valentino Babini” della Divisione Centauro, situata a Bellinzago Novarese, le lodi nel discorso pronunciato dal Colonnello Comandante Giorgio Grenga, il quale, in occasione di visite importanti, mi voleva sul palco accanto a sé, poiché dovevo poi stendere l’articolo per il periodico dei Carristi. Troverete questo ricordo nel mio volumetto “Il mio servizio militare” in vendita su Amazon. Come ho fatto a svolgere la funzione importante di Direttore di banca? Come ho fatto a fondare e dirigere dal 1992 al 1999 (e distribuire personalmente in tutta la Provincia) un quadrimestrale letterario, “Racconti e Poesie” (conservato presso la Biblioteca Governativa di Lucca). Come ho fatto a condurre 2 trasmissioni televisive con Jolly-Tv, “Arte tra noi” e “Incontro con l’autore”? Come ho fatto a fondare l’Associazione culturale “Cesare Viviani”, ancora attiva e feconda? Come ho fatto a produrre tanta letteratura? Penso in specie a “Lucchesia bella e misteriosa. Storie e leggende” e alle mie favole per ragazzi. E che dire della saggistica, vista in modo innovativo, ossia ‘la lettura come viaggio’, che mi ha portato a recensire 422 autori e quasi 600 opere? Rileggendole rimango favorevolmente sorpreso dalle analisi che ho saputo effettuare ad ogni lettura.
Come ho fatto a scannerizzare personalmente più di 1.400 articoli (possiedo gli originali) che sono andati a comporre le 2 opere “I MAESTRI – Gli elzeviristi del ‘Corriere della Sera’ dal 1967 al 1970” e “I MAESTRI – Scelta di articoli de ‘La Fiera Letteraria’ dal 1967 al 1968”?
E la Targa che il Comune di Lucca ha voluto assegnarmi il 28 settembre 2022 con la scritta: “A Bartolomeo Di Monaco Lucca grata per l’attenzione e l’amore verso la città riversati nelle sue opere” premia e chiude forse tutto questo lungo periodo di impegno?

Oggi infatti le forze mi mancano, ma Chi mi ha protetto sin d’ora e mi ha dato tanta forza, probabilmente mi sta regalando un altro periodo meraviglioso, quello del riposo, della contemplazione e della visione della vita che cresce nei miei figli e nei miei nipoti.

Lucca, 13 ottobre 2023

Qui “Lucchesia bella e misteriosa. Storie e leggende”


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Bart