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LETTERATURA: Quel tributo saffico a Teresa Bandettini

17 Aprile 2008
Un libro pubblicato alla fine del 700 a Lucca, dedicato alla Pastorella d’Arcadia.

di Stelvio Mestrovich

[Alcune pubblicazioni di Stelvio Mestrovich: “Appunti di archeologia musicale”, Pagnini, 2002, “Il caso Palinuro”, Pagnini, 2003, “Venezia rosso sangue”, Flaccovio, 2004, “Delitto in casa Goldoni”, Carabba, 2007]

Presso   Domenico Marescandoli, in Lucca, nell’anno 1794, vide la luce una interessante edizione che comprendeva alcune liriche e frammenti di Saffo, poetessa di Lesbo, tradotte dal greco in rime toscane da Eritisco Pilenejo. La versione italiana delle pregevolissime reliquie venne dedicata alla valorosissima signora Teresa Bandettini Landucci, lucchese, tra le Pastorelle d’Arcadia “Amarilli Etrusca“.
Si legge nella prefazione: ” I pochi versi di Saffo, che le ingiurie del Tempo sono per buona fortuna sopravvissuti, bastano a fare conoscere in qualche parte il valore straordinario di quella celebratissima Donna, la quale secondo la comune voce delle intendenti persone voi, immortale Amarilli, per eccellenza d’ingegno e per poetica maestrìa   v’assomigliate mirabilmente. Infatti tra i molti vostri componimenti   tutti spiranti o greca vetustà o latina magnificenza, de’ quali avete finora il mondo arricchito, quelli del metro saffico, sì meditati come improvvisi, hanno riscosso in parecchie città coltissime, e ultimamente nella patria Pistoia, uno speziale gradimento e plauso universale …

Da una … lode alle stimabilissime qualità intellettuali e morali di Amarilli Etrusca, Eritisco   Pilenejo   conclude   la sua presentazione pregando la poetessa di accettare la pubblicazione di alcuni suoi   versi latini, nati casualmente in varie circostanze, riguardanti la sua egregia persona e culminanti nei seguenti versi encomiastici:

Tu rediviva es Sappho, arte ingenioque vetustae,
Par, longe dispar morbus ac studiis.
Tu, rediviva Saffo, ognuno estima
Pari d’ingegno e d’arte a quella prima,
Ma per costumi e voglie in tutto sei
(vanto maggior) dissimile da lei.

Affrontando ora il tema della traduzione, dobbiamo precisare che restano di Saffo un’ode intera di circa 200 frammenti. In questo libro troviamo, meritevoli di particolari attenzioni, i seguenti epigrammi:

Sul sepolcro di Pelagone:

Menisco il genitore
Alla tomba sacrò del pescatore
Pelagon nassa e remo,
Dell’aspra vita monumento estremo.

Sulla tomba di Timade:

Di Timade ecco il fral, di lei che tolta
Di vita anzi le nozze in fosco letto
Dalla cruda Persefone fu accolta;
Tutto lo stuol delle compagne eletto
Al suo ratto sparir recise il caro
Del capo onor con affilato acciaro.

Proseguendo nella lettura del testo, si nota che Eritisco Pilenejo, oltre ai due sopracitati epigrammi, affronta la traduzione dell’Inno a Venere, dell’ode “A una amica” e di sei frammenti saffici.
Di quest’ultimi ne riporto due.

III Frammento:

Le Plejadi e la Luna sparite
Il ciel s’imbruna.
La Notte è a mezzo il corso,
Il fisso tempo è scorso,
Ed io qui pur soletta
Sono a languir costretta.

II Frammento:

Ah, dolce madre,
Io stendo al dubbio invano
La vacillante mano.
Troppo mi grava d’un garzon l’amore,
Che Venere crudel m’accese in core.

L’armoniosa musicalità illumina i versi della poetessa di Lesbo, il cui metro si adatta non solo agli argomenti teneri ed amorosi, ma anche a quelli eroici e maestosi.
Nei primi, però, il traduttore ha saputo trasmettere con maggiore vigore la forte carica di una bellezza sensuale:

Tutte le membra e il core
M’agita e sferza Amore,
Rettile dolce amaro
Ver cui non val riparo.

L’eros amico-nemico, la gelosia, il dolore introspettivo, le invocazioni a Venere, artefice d’inganni, ricamano la fragile sensibilità di Saffo.
Forse solo alla rosa, rubino del prato, arride, in ultima analisi, la dea Ciprigna:

… e mentre (la rosa) i bei bocciuoli
Apre e discioglie,
All’aleggiar di Zeffiro sorride.


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2 Comments

  1. Pingback by Fontan Blog » LETTERATURA: Quel tributo saffico a Teresa Bandettini - Il blog degli studenti. — 17 Aprile 2008 @ 09:29

    […] Read more Posted by | […]

  2. Commento by Carmelo — 21 Aprile 2008 @ 11:31

    Ho trovato questo articolo molto interessante e, soprattutto, istruttivo. Saffo tradotta in rime toscane non è cosa da leggere tutti i giorni. Anche se, purtroppo, fa parte di quel bagaglio culturale che oggi poco importa ai più e che è destinato ad arricchire le polverose soffitte del sapere.
    Carmelo

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