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LETTERATURA: Simone Perotti: “Avanti tutta”, Chiarelettere 2011

13 Febbraio 2011

di Alberto Pezzini

Simone Perotti ha chiuso il conto aperto con Adesso basta (Chiarelettere 2009):in Avanti tutta ( Chiarelettere, 2011, pagg. 208) ha rilanciato il downshifting, la tecnica di vivere un’esistenza più umana scalando le marce, ossia prendendosela calma. E’ difficile vivere tutti i giorni la stessa vita,soprattutto se non si ha un vento dentro.

Perotti, velista dell’anima che si è inventato un mondo in più,   oggi vive in Val di Vara in provincia di La Spezia: ha deciso tra il 2007/2008 di lasciare la sua vita pregiata di manager giramondo.
Ha rinunciato ai benefits conquistati in venti anni circa di lavoro spesso,quello dove alla sera ti manca anche la voglia di parlare. Nell’agenda aveva circa quattrocento numeri di scrittori e giornalisti e così ha provato a scrivere. Il pallino c’era. Siccome poi di carta stampata non si vive – almeno del tutto – ha cominciato a fare tutti i lavori – non esclusi i più umili – dove ci vogliono soprattutto mani e modestia. Certo il saper andar per mare da skipper – che sappiamo non costare poco – lo ha aiutato parecchio.
Anche quella passione lì, però, l’aveva coltivata a dovere prima di virare.

Perotti pensava che al suo nuovo sistema approdassero prima le donne, perché più leste al cambiamento:sono loro, ad esempio, le più determinate e feroci quando si tratta di tagliare una relazione amorosa diventata inutile.

Invece i primi a registrare la voglia di cambiare a tutti i costi sono stati gli uomini, i quarantenni di oggi. Tutti stanchi, schiacciati da una vita adrenalinica al massimo, ma veramente povera (se ci pensate) in termini di contenuti.

Perotti, nei suoi saggi specialistici (ormai possiamo chiamarli così perché hanno lanciato un genere) parte sempre da un’analisi di tipo spicciolo:nel senso che il suo cavallo di battaglia è la nostra capacità di vivere con circa 800 euro al mese.

Si può fare, se ad esempio usiamo siti dove gli oggetti si regalano o si barattano, oppure andiamo in vacanza con il sistema del divano in affitto o perseveriamo a metterci i pantaloni acquistati quattro anni fa e cuciniamo bene (noi stessi) alimenti scelti andando al mercato.

Ci vuole tempo, direte, per fare questo. Vero, ma almeno perderemo subito la sindrome del sabato del villaggio, cioè l’attendere il venerdì come la liberazione dalla schiavitù, mentre dura soltanto due giorni, e la domenica sera ritorna puntualmente come il cielo di piombo per l’ispettore Callaghan.

Non si può vivere al traino del lavoro – che non   risparmia nulla – e pensare di poter concentrare il resto della vita – il nocciolo più prezioso –   soltanto in due miseri giorni alla settimana. Siamo diventati uomini a tempo determinato, come i contratti per i precari.

Uno dice:ma non si può non lavorare. Vero, ma il messaggio di Perotti mica è quello di un neopauperismo basato sui pollici incrociati. E’ lavorare forse ancora di più, ma facendo ciò che si ama.E’ che – oggi – ci dimentichiamo di quanto sia corta la miccia.

Usare il tempo, bisogna, perchè ogni giorno muore.
Lo dice chiaro anche lui che non ha le palle – sostiene Perotti – di approfondire il tema morte:”Penso spesso una cosa, che mi pare emblematica:Posso morire. Sarebbe un peccato, certo, ma questi ultimi anni di libertà sono valsi il viaggio”. E così ho anche meno paura della fine”.

Tante le critiche, al riguardo:una fra tutte, la più sentita, è che se perdo il mio lavoro e la mia collocazione sociologica davanti agli altri, non sono più nessuno e rischio di diventare invisibile. Il suggerimento migliore è l’opposto:in tanta serialità, dove tutti devono sforzarsi di accelerare, chi scala e decide di prendersi tempo diventa per assurdo più visibile degli altri. Conquista cioè il podio di una identità nuova, veramente unica, chiarificatrice.

In Senza vizi e senza sprechi, Fabio Picchi, fondatore del Cibreo considerato uno dei più importanti ristoranti italiani e toscani, usa lo stesso metodo di Perotti:prendersi tempo.

L’insegnamento arriva dai cuochi elbani, che amano il mare e sanno una cosa soltanto:di nostro non   esiste nulla. Solo il mare non passa. Quindi, decelerate gente. Per vivere intelligente.


Letto 2007 volte.


2 Comments

  1. Pingback by Bartolomeo Di Monaco » LETTERATURA: Simone Perotti: “Avanti tutta … — 13 Febbraio 2011 @ 09:32

    […] Vai a vedere articolo:   Bartolomeo Di Monaco » LETTERATURA: Simone Perotti: “Avanti tutta … […]

  2. Commento by gianluca — 4 Settembre 2011 @ 12:28

    Adesso Basta: Uno dei libri più radical-chic che mi sia mai capitato di leggere. Un “fenomeno mediatico” costruito   a tavolino e grazie probabilmente alle conoscenza nel settore.
    E’ come se uno che si può permettere la Ferrari ( e la guida soltanto), pubblicasse un Manuale di Meccanica automobilistica con una totale approssimazione di idee e senza rispetto per chi con grasso e olio di motori si sporca quotidianamente le mani.
    :cry:

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