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LETTERATURA: Solo la bellezza ci potrà salvare

2 Dicembre 2011

di Stefania Nardini
stefania.nardini@gmail.com

In Italia c’è un’eccellenza che si chiama cultura.
Debito, probabile commissariamento: tutto vero. E non è facile trovare soluzioni. Però nessuno, proprio nessuno, dei politicanti riesce a parlare di un futuro. Perché futuro significherebbe guardare alle risorse reali del paese, quelle risorse maltrattate, lasciate in un angolo a marcire, quelle risorse sacrificate in nome della denuncia, della polemica, del consumo, della comunicazione.

Risorse che sono la bellezza. La bellezza di un paese unico al mondo i cui gioielli fanno l’invidia dei nostri partners europei, per non parlare di quelli d’ oltreoceano. Parlare di cultura è da utopisti, da eretici. In una società di certezze il dubbio va esorcizzato.

Dare spazio all’inquietudine e a tutto ciò che ruota intorno al sentimento umano non è consentito. Quindi si procede con i tagli.
Si tagliano anche i finanziamenti perla Fieradella piccola e media editoria di Roma.

Naturalmente dove il piccolo e medio sta come “nicchia”. Oddio basterebbe guardare i dati nazionali delle vendite dei libri, o quelli di affluenza a questo genere di appuntamenti, per capire che c’è un paese reale “consumatore” di cultura e che,anzi, con la cultura si difende dall’aggressione mediatica.

Ma il problema non è il portafoglio vuoto, piuttosto quello di un progetto Italia, capace di valorizzare l’arte, la cultura, oltre a quella massa di cervelli lasciati in eterno parcheggio, o costretti ad emigrare piuttosto che subire la mortificazione di una precarietà che strappa dalla pelle anche l’ultimo brandello di dignità.

E’ scomodo fare la parte dell’eretica. Mi fa sentire come le signore inglesi che nel film di Zeffirelli, “Un tè con Mussolini”, tentavano, anche fisicamente, di salvare le torri di S.Gimignano dalle bombe dei nazisti. E ci si sente soli, se non addirittura antichi in questa gara di resistenza in cui a farla franca sono i luoghi comuni, compresi quelli di un’opposizione che avrebbe il dovere di ridisegnare un grande progetto.

(Dal “Corriere Nazionale”)


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Bart