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LETTERATURA: STORIA: “Governi occulti e società segrete” di Serge Hutin

17 Dicembre 2009

di Maria Antonietta Pinna

[La rivista dà il benvenuto alla nuova collaboratrice]

La storia ufficiale e quella vera, sedute insieme, schiena contro schiena, unite ed opposte. La prima d’una falsa nudità, l’altra avvolta in pesanti coltri scure, in prossimità di un greve sipario teatrale. Dietro le quinte personaggi sconosciuti, burattinai occulti, società segrete, forze che manovrano poteri, condizionano la carta stampata, i governi. La libertà di cui godiamo è solo apparente. La storia ha i suoi sotterranei. La scuola si guarda bene dall’esplorarli, troppo complicato…

Serge Hutin supera l’ipnosi della storia apparente per cercare di capire di più. Chi c’è dietro grandi figure della storia? La comunità umana è come un enorme formicaio, brulichio costante di piccoli insetti affannosi. Nonostante l’apparenza caotica essi hanno un fine che è quello di garantire la sopravvivenza di se stessi e degli altri. C’è un disegno superiore che anima ogni loro azione.

Dalla lettura dei giornali e dei manuali si evincono semplici rapporti di forze, come se tutto dipendesse dalla libera volontà di uomini famosi. In realtà libertà e potere mal si accordano e i giochi del caso sono meno frequenti di quanto comunemente si creda. I veri dirigenti spesso rimangono nell’ombra e muovono politici-pedine nella gran scacchiera del mondo.

Un viaggio attraverso poteri occulti e società segrete i cui dirigenti hanno voluto e saputo scrivere la storia vera. Ad esempio pochi conoscono i rapporti tra il nazismo e certe filosofie tibetane, deformate dal nazionalsocialismo a partire dal simbolo. La società segreta Thule, fondata da Felix Niedner costituì il nucleo originario del nazismo. I suoi membri si riunivano in vicinanza dei corsi d’acqua per celebrare riti occulti, tesi a restaurare l’ideale razzista ed antisemita della razza ariana.

La società pretendeva di discendere da due antichissimi ceppi: la primordiale Iperborea da dove sarebbero venuti gli ariani dopo l’ultimo periodo glaciale, e le tradizioni dell’Asia centrale. La svastica o croce gammata,“figura statica chiusa”, in opposizione al sigillo di Salomone, “indica il senso nel quale agiscono le forze periferiche. Ne Il libro tibetano dei morti, è rappresentato un sigillo di Salomone con una svastica al suo interno.

Tra gli uomini più vicini al Fuhrer, Rudolf Hess fu quello che subì maggiormente il fascino dell’occulto. Nato ad Alessandria nel 1894, Hess stabilì molto presto dei contatti con ambienti iniziatici egiziani. L’amicizia con un certo Vivian Postel lo introdusse negli ambienti esoterici e lo mise in contatto con persone che occupavano gradi molto avanzati. Nel 1919 i due amici si ritrovarono a Parigi ne il Groupe des Veilleurs e la loro Revue Baltique, sulla cui copertina apparve la svastica. “Questo gruppo, fondato sicuramente da Schwaller de Lubicz, aveva in comune con il gruppo Thule l’esaltazione della discendenza iniziatica degli Ariani, venuti dalla misteriosa Iperborea ai primordi della storia. Per contro, a differenza del Gruppo Thule questi ultimi non avevano fini politici né cercavano di imporre idee razziste”. Lo stesso Hitler, scelto dalla Thule per le sue straordinarie doti magnetiche, amava circondarsi di maghi. Gli piaceva molto l’idea che egli fosse il Gran Monarca di cui si parla nelle Centurie di Nostradamus. Uno dei suoi fratellastri fu un celebre medium della Belle Epoque. La scelta stessa della svastica come simbolo nazista ci illumina sugli interessi esoterici di Hitler. La croce gammata fu anche simbolo dell’Agartha, il Regno sotterraneo con capitale Shamballa, il cui nucleo la leggenda colloca in Asia Centrale.

Dappertutto nelle viscere della terra esisterebbero immense distese sotterranee, abitate da una popolazione di grande potenza, guidata dal mitico Re del Mondo. Le porte del Regno sono inaccessibili ai comuni mortali perchè particolari vibrazioni arcane molto forti allontanano gli intrusi. Se pure qualcuno dei non iniziati riuscisse per avventura a varcare una delle sue porte, si perderebbe per sempre nelle città sotterranee e nei misteriosi cunicoli.

La realtà dell’Agharta per la leggenda è fisica e metafisica insieme…

L’autore passa in rassegna alcuni grandi avvenimenti storici che hanno condotto a svolte epocali. Dedica ampio spazio alla Rivoluzione Francese e alla Seconda Guerra Mondiale alla ricerca di ignoti direttori d’orchestra. Nonostante il libro sia stato edito per la prima volta in Italia nel 1973, insegna un modo intelligente di concepire la storiografia, un metodo che va oltre la superficie, capace di scalfire verità preconfezionate ad uso e consumo di un pubblico passivo. Vale la pena di approfittare della libertà di leggerlo.


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1 commento

  1. Commento by Mari — 22 Gennaio 2010 @ 18:15

    Complimenti a Maria Antonietta. La tua recensione fa davvero venir voglia di leggere il libro! Che è sicuramente istruttivo.

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A chi dovesse inviarmi propri libri, non ne assicuro la lettura e la recensione, anche per mancanza di tempo. Così pure vi prego di non invitarmi a convegni o presentazioni di libri. Ho problemi di sordità. Chiedo scusa.
Bart