Superstizione e soprassapere. La sensazione dell’occulto

di Maria Antonietta Pinna

La superstizione fa parte dell’arcaica ed oscura fibra animale dell’uomo. Definire che cosa sia è in realtà più complicato di quanto sembri in apparenza.

L’irrazionale che scaturisce da un fondo oscuro mai sondato, dall’attrazione umana verso le forze occulte? È ignoranza? Ribellione all’esclusivismo della religione? Arroganza di matrice pagana?

Può darsi. Resta comunque il fatto che la superstizione aleggia ovunque, ha resistito alle varie epoche storiche nonostante il progresso della scienza.

Philipp Schmidt in un suo saggio edito da Sugar editore nell’anno 1961 afferma da buon padre gesuita che superstizione è la sostituzione di Dio con un idolo. Esso opera attraverso predizione e magia seduzioni inducenti a malvagità. La vitalità della superstizione viene attribuita ad oscure influenze demoniache.

La volontà di dominare la natura insita in atti magici è per la religione cristiana peccaminosa.
Non solo, la scienza stessa viene messa in discussione.

Scrive Tommaso Da Kempis ne L’imitazione di Cristo: «…non la scienza e le arti… ci rendono giusti ed amici di Dio. Il semplice fedele e idiota, che abbia il cuore contrito ed umiliato, piace più a Dio che il maggior filosofo e teologo assai gonfio del suo sapere e poco penetrato dalla cognizione del suo nulla… Non voler soprassapere… »[1].

Non bisogna sapere troppo, «dacché nel sapere si trova gran distrazione ed inganno. Coloro che professano le scienze, hanno caro d’esser tenuti e celebrati per dotti. V’ha molte cose che all’anima poco o niente giova il saperle; e ben pazzo è colui, il quale attende ad altro, che a quanto serve alla propria salute… Quanto più e meglio degli altri tu sai, tanto più rigorosamente ne verrai giudicato. Non ti voler dunque insuperbire di qualunque arte o scienza che tu abbi; ma temi piuttosto delle cognizioni che il Signore ti ha date. Se ti pare di sapere molte cose e d’intenderle assai bene; sappi ancora, esservene molte di più che tu ignori… Vi piaccia Salvator mio, guarirmi da questa avidità di voler tutto sapere … »[2].

Il sapere è concepito come malattia nell’etica distorta di una religione dell’occultamento, dell’annichilimento delle capacità individuali e intelligenza umana.

La paura è quella che Dio possa venire esautorato da un’altra potenza, una forza che si annida in una regione oscura.

L’uomo che sa, che approfondisce lo studio della natura, che indaga con curiosità sui fenomeni fisici cercando un’origine non divina, è peccatore per antonomasia, nemico di Dio e della sua Chiesa che è potere allo stato puro.
Un’operazione di controllo delle coscienze.

D’altra parte c’è chi con la superstizione gioca, inganna e lucra, almanaccando su eventi futuri, vendendo rametti di piante miracolose, magici amuleti, pietre dalle straordinarie virtù terapeutiche, etc.
Ci si chiede dove sta il giusto mezzo.

La superstizione probabilmente è così longeva non per via di forze demoniache, come sosteneva Schmidt, ma perché l’uomo ha anche una natura animale e possiede un fondo irrazionale che lo spinge verso l’ignoto. Si teme ciò che non si conosce, quindi per affrontare l’inconoscibile, l’oscurità nella regione bestiale dell’uomo, occorre difendersi con ricette e scongiuri, cogliere i segni del destino e saperli interpretare.

Così il ferro di cavallo viene appeso alla porta di case e granai perchè porta fortuna, l’onice diventa una pietra malefica dai poteri neri, ascritta a Saturno, il povero gatto nero, tanto ingiustamente perseguitato nei secoli, è dipinto come foriero di disgrazia, la sinistra è nefasta, i numeri assumono significati simbolici, i sogni rivelano, gli animali avvertono in anticipo se ci sarà tempesta o tempo buono.

Gli alchimisti curvi sui loro alambicchi cercavano la pietra filosofale, si buttavano anima, salvadanaio e corpo nelle loro ricerche. L’arte della trasmutazione dei metalli ha un vago sapore di chimica, di filosofia e di magia.
La superstizione resiste. Il fascino del nero profondo, mai sfumato.

Le cartomanti oggi hanno lunghe unghie artificiali che sbandierano sopra variopinti tarocchi in emittenti televisive locali, i maghi mostrano la partita iva e partecipano in adatto luccicante costume ai talk-shaw in cui esprimono personalità megalomani e istrioniche. Spesso hanno anche un sito Internet dove è possibile acquistare il kit del perfetto mago, pergamene, pentacoli, felicità sotto forma di ninnoli portafortuna, pietre magiche e pendolini per ogni gusto ed esigenza.
La superstizione è diventata spettacolo, commercio.

Non possiamo neanche provare nostalgia per i bei tempi andati, che, alchimisti a parte, sanno di strega bruciata e processi inquisitoriali.

La sensazione dell’occulto, che esiste, dovrebbe essere sentimento privato, da studiare con calma, riflettere, accettare o negare, senza esclusivismi, senza spettacoli di bassa lega che impoveriscono la natura animale dell’uomo, senza lucro, fine che devasta e uccide.

Il termine soprassapere è un fastidioso non-sense, infatti non si finisce mai di imparare, e la curiosità, lungi dall’essere di matrice diabolica, è mater scientiae.

Chi detiene potere sotto qualsiasi forma, ama soltanto la propria cultura, quella degli altri lo infastidisce, perchè rappresenta un pericolo.

La Chiesa nei sincretismi ingloba la superstizione quando non può estirpare una credenza. È una sorta di cautelativa vittoria di Pirro.

Per la cultura la musica cambia, essa non è popolare. La cultura è pericolosa, perché razionale, meditata, forte, ribelle. È sorella dell’intelligenza. E il popolo non può e non dev’essere intelligente. Non deve pensare. In una società di servi e di padroni, chi pensa non può essere assoggettato, è una mina vagante, oggi come ieri.

Avete mai provato a chiedere ad un sacerdote come mai Cristo non si è rivelato prima all’umanità? Come mai ha lasciato tutta la pagana antichità nell’ignoranza del vero Dio?

Il brav’uomo, seriamente indottrinato e nutrito di Bibbia e Vangelo, vi darà una risposta canonica: “Si è rivelato nella pienezza dei tempi”.
Bello, sì, ma in realtà cosa vuol dire?


[1] L’imitazione di Cristo di Tommaso de Kempis,tipografia Sonzogno e Compagni, Milano, 1817, p.5.

[2] Ibidem, pp. 6,7,8.

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Commenti

12 risposte a “Superstizione e soprassapere. La sensazione dell’occulto”

  1. Avatar Mario Camaiani
    Mario Camaiani

    Gentile Signora Maria Antonietta Pinna,
    ho letto con attenzione il suo articolo, teso a condannare la Chiesa, mettendola sullo stesso piano delle superstizioni, delle stregonerie.
    Ed è una critica demolitrice, non costruttiva. All’assenza dell’ideale della religione corrisponde il vuoto: niente da mettere al posto di quella che possa appagare la sete di conoscenza spirituale che ogni persona sente impellente dentro di sé. Allora, se c’è il vuoto, c’è l’ateismo, che di per sé, a mio avviso, appare un assurdo; infatti, se viviamo in un mondo che ovviamente esiste, quindi creato, ci deve pur essere un Creatore. Altrimenti è come se una persona affermasse che non esistono, né mai sono esistiti, i propri genitori!
    Pensi che pure la Scienza, nella sua estrema razionalità, percorrendo strade diverse, è giunta fin dove è arrivata, per altre vie, la fede dei credenti. Quel “punto” misterioso, inspiegabile, insormontabile la Scienza ha chiamato “La particella di Dio”.
    Per quanto riguarda la Chiesa, essa  porge all’umanità una missione divina, nonostante gli eventuali difetti e debolezze degli uomini che la compongono. E questa missione è tesa a diffondere l’ideale del Bene, della Pace, della Fratellanza. I Dieci Comandamenti sono dei pilastri, l’amore verso il prossimo ne è il grande fondamento, che si fa, in ugual misura, amore verso Dio.
    Tutto questo non è in contrasto con la scienza, con la cultura laica: anzi quando queste ultime ricercano il vero bene degli uomini, sono in armonia con la fede. Fede che ognuno di noi sente istintiva con l’impulso al bene, che viene da Dio, ma con la tentazione al male, che viene dal maligno: la nostra prova, nel viaggio terreno, consiste nella libera scelta tra queste due forze. Quindi anche per i popoli antichissimi questa scelta esisteva già nella loro coscienza. Poi agli antichi Ebrei Dio, tramite Mosè, consegnò la Legge fondamentale del comportamento umano. Infine Gesù, al tempo stabilito, in quanto, purtroppo quella Legge fondamentale veniva fortemente travisata, ha operato la Redenzione, che vale per tutta l’umanità di tutti i tempi, di tutte le epoche.
     Riguardo a Gesù che è venuto nel mondo in un dato momento storico, non è da noi chiederne in modo specifico il perché: ciò ha poco senso. Sarebbe come chiederci come mai la scienza ha scoperto l’elettricità, l’energia atomica, o quant’altro, in una data epoca e non prima o non dopo! La Redenzione, ripeto, è per tutti gli uomini, indistintamente, e per tutti i tempi.
    Comunque Gesù ci ha aperto per davvero la via, attraverso il Suo esempio e la Sua parola, verso il Cielo, mediante quell’Amore e quella Carità che ognuno deve manifestare nei confronti del proprio simile, dicendoci addirittura di amare anche il nostro nemico. Certo non tutti siamo completamente capaci di seguire  appieno questo alto insegnamento, sarebbe troppo bello!. Così, purtroppo, talvolta, succede anche alla Chiesa, fatta da uomini. Ma non per questo dobbiamo mettere in dubbio l’alto valore che essa ha nell’indirizzare sulla via del bene (si vedano i Santi, i Martiri, i Missionari, i vari operatori di bene, ecc., ecc.). E, su comando di Gesù, è questo che la Chiesa ci trasmette e non certo ce lo trasmettono  i fattucchieri o i maghi. Quindi mettere la Chiesa ed i credenti sullo stesso piano della superstizione, mi sembra alquanto superficiale, fazioso, estremamente riduttivo, controproducente, avvilente e non obiettivo. Il credente è libero di agire attraverso la sua fede, che non è un semplice talismano, bensì un sentimento profondo ed un comportamento il più coerente possibile (siamo umani, quindi portati anche all’errore). E per fortuna che i credenti sono tanti e, ovviamente, non così sprovveduti!
    Ed ora, gentile Maria Antonietta, Le porgo i miei più cordiali saluti
    Suo Mario.

     

  2. Gentile Mario,

     

    ricambio i suoi saluti, ma non posso certamente condividere quello che ha scritto, ognuno è libero di credere ciò che vuole e di interrogarsi su ciò che crede, quindi interrogarsi sulla “pienezza dei tempi” non è questione oziosa, come la definisce lei, tutt’altro. E se l’elettricità è stata scoperta non è certamente senza un preciso motivo e percorso. Non esiste motivo per noninterrogarsi su tutto. La verità è che i cattolici credenti sono intolleranti ed esclusivisti, non accettano l’ateismo bollandolo come assurdo vuoto, e pensano che ciò in cui credono sia assolutamente vero e non suscettibile di alcuna discussione.

    L’atteggiamento della Chiesa è sempre stato quello di servire al popolo verità preconfezionate a suo uso e consumo. L’indagine   sulla natura, il soprassapere è illecito perché l’uomo svelerebbe l’inganno, quello di un dio antropomorfo, un business secolare, un narcotico delle coscienze. :cry:

     

  3. P.S.

     

    Chi decide che uno è Santo?

    Un uomo.

    E quell’uomo è infallibile?

    No.

    Allora i santi sono uomini come gli altri, con una certa tendenza all’isteria.

     

  4. Avatar Mario Camaiani
    Mario Camaiani

    Gentile Maria Antonietta.

    Padronissima di non credere, anche se il non credere, le ricordo, è una fede. Tuttavia far passare l’insegnamento del Cristo un business, un narcotico mi sembra proprio fuori luogo e irrispettoso, per chi ha fatto dell’amore il fondamento. La Chiesa (non il Vangelo), le ripeto, ha spesso sbagliato e può ancora sbagliare, in quanto fatta da uomini (non le impedisce, mi sembra, di non credere, tuttavia!), ma scambiare la fede come qualcosa di preconfezionato è veramente deprimente. Ogni uomo che crede, lo fa con il suo libero arbitrio e lo fa consapevolmente: non ha bisogno di “confezioni ad hoc”. È una sua libera scelta, è un aprirsi orizzonti di speranza. Chi crede non è uno sprovveduto o uno sciocco, perché, altrimenti sarebbero, nel mondo, più gli sprovveduti e gli sciocchi che i cosiddetti “saggi” non credenti. Questo dovrebbe dirle qualcosa.

    Per quanto riguarda i Santi (cristiani, laici e non) definirli “isterici” è, oltre che estremamente riduttivo, offensivo, nei confronti di persone che hanno compiuto grandi opere di bene con l’esempio e la parola, sacrificando per il loro credo persino la vita. Un po’ di rispetto, almeno ci vorrebbe. E, poi, pensa che chi non crede non soffra di isteria? Dicendo ciò che dice, qualche dubbio, mi permetta, mi può venire!

    Cordialità

    Mario

  5. La religione dell’Amore, quella che ha torturato e arso a morte il grande Giordano Bruno, quella delle Sante Crociate, quella dell’Opus Dei, la limpida religione del Vaticano? Quella religione misogina e fallocentrica che dice che la donna è indegna di amministrare i sacramenti e deve servire l’uomo?

    Ma mi faccia il piacere!!!

    Orizzonti di speranza?

    Ma per chi? :idea:

     

     

  6. Avatar Mario Camaiani
    Mario Camaiani

    Probabilmente facciamo a non capirci. Lo so anch’io che la Chiesa (le ripeto: fatta da uomini) ha commesso errori e ne commetterà, ma non si può discutere sul Vangelo e sull’opera e l’insegnamento di Cristo, a cui tutti gli uomini dovrebbero ispirarsi. È da lì che nasce l’Amore, la Fraternità, la Carità. Persino l’amore nei confronti del nemico!

    Lei ha una visione totalmente negativa della Chiesa, tanto da vederne solo ed esclusivamente gli errori, senza una minima apertura ad opere di bene che la Chiesa stessa ha operato.

    Per quanto riguarda la donna, non dimentichi il ruolo fondamentale di Maria, la Madre di Gesù, non dimentichi le grandi donne della Bibbia e del Vangelo (sempre valorizzate), non dimentichi Santa Caterina da Siena, Santa Chiara, la Beata Madre Teresa di Calcutta. Solo per citare alcuni casi.

    Mi spiace constatare in lei un pessimismo distruttivo e senza speranza. Io, grazie a Dio spero e, come me, fortunatamente molti sperano.

    Con il pessimismo esasperato e senza speranza non si costruisce niente.

    Auguri, gentile signora, nell’aprirsi almeno alla speranza e nell’avere una concezione più positiva della vita e dell’umanità

    Saluti,
    Mario

  7. Maria è una figura centrale per la sua passività e ubbidienza, un ricettacolo passivo, mater dolorosa, destinata al dolore e alla sofferenza, Maria Maddalena è una prostituta pentita, Eva quella che ha spinto l’uomo al peccato. Non a caso Lilith, la disubbidiente, la sola che osi ribellarsi al potere maschile, è associata al diavolo e partorisce un’orda di demoni. Non parliamo poi di Salomé e la famosa danza.

    La donna non è un oggetto. Il suo ottimista Amore universale dovrebbe ricordarselo.

     

    Ha ragione la Chiesa è fatta da uomini, in tutti i sensi.

    Vogliamo allora giustificare in nome di questa maschile umanità tutti i delitti? L’omicidio per esempio? Eh,sì, tanto gli uomini sbagliano, che vuol fare? Se hanno fatto flambé qualche eretico, poco importa, sono errori che si fanno…

    :cry: :cry:

     

  8. Ho seguito il dibattito. Raccomando sia a te, Maria Antonietta, che a Mario, di non trascendere e di mantenervi nella linea del rispetto reciproco.
    (fra parentesi, sono un cattolico praticante, come Mario, ma rispetto tutte le opinioni, purché le stesse rispettino quelle degli altri). Conto su di voi.

  9. Non mi sembra che finora si sia trasceso, io rispetto tutte le opinioni anche se posso :lol: non condividerle.

  10. Giusto, infatti io non credo ma non penso che chi crede sia uno sciocco o uno sprovveduto, la fede è un fatto interiore, e se non la senti è inutile fingere, non accetto però che   un cattolico mi faccia la morale travisando fatti storici e ignorando realtà scientifiche e comportamenti misogini che sono sotto gli occhi di tutti. La scienza non si accorda con la religione, sono il diavolo e l’acqua santa, tanto per rimanere in tema.

    Il cattolicesimo è maschio. La donna è relegata ad un ruolo di sottomissione e marginalità.

  11. Avatar Mario Camaiani
    Mario Camaiani

    Ti ringrazio Bartolomeo per il tuo intervento, molto opportuno, moderato e rasserenante, invitante ad un dialogo comprensivo e pacifico.

    Ed è quello che desidero anch’io, altrimenti non sarei quel cattolico che traspare anche dai miei modesti racconti.

    Un saluto fraterno a te ed alla gentile Maria Antonietta.

    Mario.

  12. Ringrazio anch’io Bart e ricambio i saluti del Signor Mario che ha una visione molto serena e ottimistica della vita, beato lui!