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L’impazzimento dei giornali

30 Novembre 2009

Ieri l’articolo su La Repubblica, infischiandosene della verità appurata da una perizia del 1999 eseguita da Francesco Paolo Giuffrida per conto della procura di Palermo (qui), ha avanzato il sospetto calunnioso che il 20% del patrimonio della Fininvest è in mano della mafia. Pronta la risposta di Marina Berlusconi.

Oggi, a spargere veleni, dopo l’ira espressa da Berlusconi contro i tentativi di coinvolgerlo nelle stragi di Stato degli anni 1992 e 1993 (quando ancora non era in politica), ci prova Il Fatto Quotidiano, ormai diventato un giornale scandalistico fiancheggiatore de La Repubblica.

Si legge, infatti, in un articolo intitolato: “Silvio, rimembri ancora?” del 29 novembre 2009, a firma di Marco Travaglio (colui che, se non esistesse Berlusconi, sarebbe quasi certamente un oscuro disoccupato):

“E’ la prova, casomai ve ne fosse bisogno, del fatto che la trattativa continua. Ancora una volta chi smise di piazzare bombe nel 1994, in cambio di promesse ben precise, fa sapere di essere stanco di aspettare.”

Capito cosa ci si permette di dire, da parte di chi scambia la libertà di stampa con la libertà di calunnia?

Si crea tutto un bailamme per riaprire pratiche già archiviate, si sta tentando, girando a vuoto per il momento, di fare di Berlusconi il mandante delle stragi, e senza che ancora sia emersa la sua colpevolezza, un giornale si permette di insinuare che l’ira di Berlusconi è la cartina di tornasole che dimostra che la trattativa tra lui e la mafia continua.

L’onestà intellettuale, il codice deontologico, il senso della misura, sono andati al macero. A questi giornalisti si dovrebbe togliere il patentino e rinviarli ad un nuovo esame da tenere, però, questa volta, all’estero, in Inghileterra, ad esempio.

La libertà è un bene delicato, fragile, che va rispettato per evitarne la rottura. Qualcuno deve vigilare affinché non sia compromessa dai calunniatori, il cui unico scopo è quello di seminare zizzania e violenza psicologica e morale.

Berlusconi ha annunciato, come ha fatto ieri la figlia Marina, querele penali e civili a carico de La Repubblica. La quale ha appena finito di togliere dalla prima pagina il mantra delle firme raccolte a difesa della libertà di stampa in Italia, che ora dovrà ricominciare tutto da capo, e spendere un sacco di soldi in telefonate per richiamare alle armi il suo esercito. Un esercito pronto a firmare a comando, proprio come i testimoni a pagamento che indugiano nelle sale di attesa dei tribunali, resi celebri da Totò. Un esercito ingessato, che conosce la realtà italiana attraverso i salotti e il pettegolezzo cicisbeo.

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Paolo Madron prende le distanze da Repubblica. Qui.


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5 Comments

  1. Commento by Ambra Biagioni — 30 Novembre 2009 @ 09:39

    Credo che sarà utile ed istruttivo leggere questi due articoli, linkati artigianalmenre,   e che tu, Bartolomeo, userai a tuo piacimento:

    http://linkati2lu.wordpress.com/files/2009/11/lunedi-30-novembre-2009.doc

    http://linkati2lu.wordpress.com/files/2009/11/definitivo-sputtanamento.doc

  2. Commento by Bartolomeo Di Monaco — 30 Novembre 2009 @ 11:38

    Il secondo link fa riferimento alle dichiarazioni del perito Francesco Giuffrida, ed già presente in calce al post “Brava Marina (Berlusconi)“.  

    Il primo link è anch’esso interessante, riportando le dichiarazioni rese da Mondron, che prende le distanze da Repubblica. Vorrei sapere, su quale giornale è apparso l’articolo di Mariateresa Conti.

  3. Commento by Ambra Biagioni — 30 Novembre 2009 @ 11:59

    Esattamente qui, Bart, me ne sono accorta dopo aver visto il link fatto da un amico

  4. Commento by Bartolomeo Di Monaco — 30 Novembre 2009 @ 12:05

    Grazie,   messo in calce a questo post.

  5. Commento by Gian Gabriele Benedetti — 30 Novembre 2009 @ 17:32

    Certa stampa sta esagerando in maniera pesante. Ci si sta avviando, grazie alla sbandierata presunta mancanza di libertà (?), verso una stampa che impunemente calunnia e processa, pur di “attaccare” Berlusconi ed il suo Governo, dimenticandosi dell’onestà intellettuale e della deontologia, che devono caratterizzare i giornalisti. Si è aperta una spirale pericolosa, tutta volta a delegittimare il voto libero degli Italiani, a creare confusione e a fare gli interessi di una certa “casta”. Mi domando, poi, cosa abbia da guadagnarci questa sinistra, senza idee, in una situazione così. Eppure inneggia a Santoro, a “Repubblica”, a Travaglio, a Vauro e compagni, non sapendo che sta facendo il gioco di altri personaggi (poteri forti), che con la sinistra hanno poco da spartire.

    Gian Gabriele

    Gian Gabriele

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