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L’ipocrisia di Fini (ma non sarà sotto ricatto?)

1 Dicembre 2009

Ho da poco licenziato qui il post “D’Avanzo c’è o ci fa” che l’accelerazione di cui lì scrivevo mi si è concretizzata sotto gli occhi, come se fossi un sensitivo. Ciò che non sono affatto, e ringrazio Iddio. Non dormirei la notte e vivrei rintanato in casa, sotto un tavolino, con l’ossessione di essere travolto dalla benda (il grosso cucchiaio dentato) di una ruspa o da una tegola. Anche sotto il tavolino, comunque, starei rattrappito nel timore che esso  finisse in mille pezzi, e uno di questi, una scheggia  telecomandata, mi si conficcasse negli occhi.

Roberto Formigoni, Letizia Moratti e Guido Podestà, ossia il fior fiore delle Istituzioni lombarde del centrodestra vengono in giornata raggiunti da un avviso di garanzia “in base a presunte violazioni dell’articolo 674 intitolato “getto pericoloso di cose in luogo pubblico”.”   E’ una questione di inquinamento.

Siamo in prossimità della campagna elettorale per il rinnovo delle amministrazioni regionali e la magistratura si è armata di lanciafiamme. Spera che alcuni probabili candidati si tolgano di torno secondo i suoi desiderata. Ma devono aver fatto male i conti, giacché il gioco è stato scoperto e gli italiani non si fanno più incantare.

Questi uomini a cui si cerca di bruciare le vesti non dovranno dimettersi. Ricordiamoci che le dimissioni sono dovute solo in caso di sentenza passata in giudicato, come recita la costituzione.

Aderire ad una consuetudine che si  è affermata in anni di ‘normalità’ istituzionale, rappresenterebbe oggi un errore madornale a favore di un disegno che vuol schiacciare la politica sotto i piedi della magistratura.

Ma se la suesposta notizia non fa altro che confermare il massicio attacco della magistratura allo Stato (perché cosa può significare aggredire con una cascata di avvisi di garanzia o di ordini di arresto uomini delle Istituzioni e della politica, alla vigilia di una tornata elettorale?),  la notizia che mi sconvolge di più è il comportamento infido di Gianfranco Fini, che, di nascosto,  si prende gioco ed ironizza sul presidente del Consiglio, suo compagno di partito, il quale è sottoposto ad attacchi micidiali su tutti i fronti, da quello penale a quello civile, al dileggio e alla barzelletta dentro e fuori il Paese. Perfino la famiglia costruita con Veronica Lario spara su di lui a suon di colpi di mortaio.

Fini si affianca a costoro. Fini è l’uomo della parolaccia pedagogica insegnata ai ragazzi, l’uomo che colpisce alle spalle. L’uomo che nel Porta a Porta dell’altro giorno rassicurava Berlusconi e gli italiani che la magistratura deve provare coi fatti le accuse e non con i si dice dei pentiti.

Ora si scopre, dalla registrazione del filmato, che, mentre diceva queste cose con una faccia seria e istituzionale, qualche settimana prima, il 6 novembre, aveva denigrato e ridicolizzato Berlusconi.

Scrissi il post “La faccia di bronzo di Fini“, ma oggi i fatti mi hanno superato e ci starebbe bene, al posto della parola  “bronzo”,  un’altra parolaccia pedagogica come quella di Fini: “La faccia di m…. di Fini”.

Sono cresciuto in un rione popolare, a Lucca, in via Pelleria. Ne sono fiero. Mi ha educato all’ottimismo e alla combattività. Nonostante i miei anni, mi sento ancora un lottatore.

A quei tempi, se uno si comportava come Fini, ossia colpiva alle spalle, non aveva il tempo di riderci sopra, perché tutti i denti, compresi gli ultimi, i molari, fuoriuscivano sanguinolenti dalla sua bocca a formare in terra una corona di infamia.

Certo, tra  i rappresentanti delle  Istituzioni non si fanno queste cose da ragazzi, ma di fronte a certi comportamenti, una sana scazzottata rimetterebbe le cose al suo posto.

Non è vero quanto asserisce Italo Bocchino (fra l’altro ottimo parlamentare) e   Fabrizio Alfano (parente del ministro della Giustizia?) che Fini non ha fatto che confermare quanto va dichiarando in pubblico. Infatti, ecco alcune delle frasi riportate qui:

“Seduto accanto a Trifuoggi, Fini scherza anche con il suo interlocutore. L’occasione gliela dà un passaggio del discorso di Aldo Pecora, portavoce del movimento antimafia “Ammazzateci tutti”: «Noi siamo di passaggio, qua nessuno è eterno, non si vive in eterno », dice il giovane. Allora Fini commenta: «Se ti sente il presidente del Consiglio si incazza… ». «Qualche giorno fa – aggiunge ancora il presidente della Camera nel “fuori onda” – rileggevo un libro sull’Italia giolittiana e a Giolitti, che era considerato il ministro della malavita, un oppositore disse: ‘”Lei rappresenta lo stato… participio passato del verbo essere”. Efficace, no? ». «Potrebbe essere riesumata », replica il magistrato. «Infatti non escludo di farlo, citando la fonte… prima o poi lo faccio », conclude il presidente della Camera.”

E ancora:

Fini: “Il riscontro delle dichiarazioni di Spatuzza (ndr il pentito Gaspare Spatuzza)… speriamo che lo facciano con uno scrupolo tale da… perché è una bomba atomica”

Repubblica riporta l’integrale trascrizione, qui, in cui i lettori possono trovare altre perle.

Ditemi se non si tratta di una ridicolizzazione del premier e della manifestazione di  una speranza che la magistratura trovi i riscontri per accusarlo. Fini continua a dire (a Porta a Porta dell’altra sera) che lui non organizza complotti. Staremo a vedere.

Intanto, a far capire di quale sostanza organica sia composta la faccia di Fini, ci pensa Daniele Capezzone, con appropriate parole. Queste:

“in serata Daniele Capezzone, portavoce del Pdl, chiede a Fini di «spiegare il senso delle sue parole ». «Nell’ultimo ufficio di presidenza del Pdl – continua Capezzone – ci siamo espressi all’unanimità sull’utilizzo dei cosiddetti ‘pentiti’, sull’uso politico della giustizia, sul tentativo in atto di ribaltare il risultato delle ultime elezioni politiche. Quel documento per tutti noi esprime la linea di fondo del Pdl. Tocca ora al presidente della Camera spiegare il senso delle sue parole e se con quelle ragioni è ancora d’accordo »”

Non ci sono più dubbi. Secondo me non è nemmeno più questione  di sapere di che sostanza organica sia composta la faccia di Fini. Perché Fini non c’ha nemmeno quella. E’ senza testa.

Articoli correlatiHo appena visto Ballarò e ascoltato l’intervento telefonico di Fini. Con tono tranquillo e serioso ha detto che quelle cose che sono state “rubate” dal microfono aperto sono le stesse che ha ripetuto più volte in pubblico. Purtroppo né lui né gli interlocutori hanno pensato di sottolineare il tono ridanciano e denigratorio con cui la conversazione si è tenuta e che il filmato, visibile a tutti i nostri lettori attraverso il link presente nel post, conferma. Sappiamo tutti che secondo il tono che si usa, le parole possono assumere un significato reale o trasformarsi in parodia. Significativa, a mio avviso, la glaciale chiusura con il ministro Bondi.

“Un ‘incidente’ che rischia di isolarlo di più” di Massimo Franco. Qui.

“L’ira di Berlusconi su Fini” di Paola Di Caro. Qui.

“La vera storia del “lapsus”di Fini su Mancino” di Gian Marco Chiocci. Qui.


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15 Comments

  1. Commento by Ambra Biagioni — 1 Dicembre 2009 @ 22:52

    Siamo alle solite: pericolo nascosti o sconosciuti.

  2. Commento by Maria — 1 Dicembre 2009 @ 23:51

    L’unica cosa buona di questa indegnità  è che Fini ha dimostrato il suo vero volto.
    Ha poco da sperare di diventare il successore di Berlusconi perchè non credo ci sarà nessuno disposto a votarlo

  3. Commento by Ambra Biagioni — 1 Dicembre 2009 @ 23:55

    Guarda Bart, ora anche Fini grida al complotto

    http://www.agi.it/news/notizie/200912012240-cro-rt11204-fini_chiama_letta_una_manovra

  4. Commento by Bartolomeo Di Monaco — 2 Dicembre 2009 @ 01:24

    Ambra, fai bene a mettere i link, che completano sempre i mei post. Ne ho scritto poco fa un altro. Non faccio a tempo a finirne uno che gli eventi mi obbligano a scrivere ancora.
    E’ una battaglia durissima. occorre fare attenzione a tutto, e scrivere, scrivere per smascherare un disegno che ci riporterebbe alla prima Repubblica.

  5. Commento by Bartolomeo Di Monaco — 2 Dicembre 2009 @ 01:24

    Grazie anche a te, Maria.

  6. Commento by Maria — 2 Dicembre 2009 @ 02:15

    E’ un piacere leggerti. Mi ha segnalato il tuo blog Ambra
    Ciao

  7. Commento by Bartolomeo Di Monaco — 2 Dicembre 2009 @ 08:38

    Spero, Maria,  di ricevere attenzione anche da altri nuovi lettori, che condividono le mie preoccupazioni.

  8. Commento by Ambra Biagioni — 2 Dicembre 2009 @ 10:13

    Questo dal Legno, con cui è possibile anche leggere i commenti

    http://www.legnostorto.com/index.php?option=com_joomlaboard&Itemid=30&func=view&catid=15&id=464705#464705

  9. Commento by Ambra Biagioni — 2 Dicembre 2009 @ 23:14

    Qui una delle due : o Fini è impazzito o qualcuno gli ha veramente condizionato il cervello, perché non si capisce come possa fare certe dichiarazioni in aperto contrasto con altre sparate.

    Non   sarà che sia stato programmato da un burattinaio, il quale lo ha reso succube e lo fa parlare in un modo o nell’altro a seconda delle parole o dei suoni, o qualunque sia tipo di imput che gli manda a distanza ?

    Questa è l’ultima esternazione :

    http://www.agi.it/rubriche/ultime-notizie-page/200912022106-pol-rom0067-fini_e_i_nemici_in_casa_pronto_a_firmare_di_nuovo_patto

  10. Commento by Maria — 2 Dicembre 2009 @ 23:32

    A me sembra che i grandi cambiamenti di Fini siano avvenuti dopo la conoscenza della nuova compagna e sovente all’età di Fini certe donne giocano brutti scherzi!!!
    Questa però è solo una battuta, in realtà  io ho pensato che sia stato consigliato a prendere le distanze da Berlusconi per non essere coinvolto in qualche accusa (come è accaduto a Schifani ad esempio)

  11. Commento by giuliomozzi — 4 Dicembre 2009 @ 16:21

    Non ho capito. Fini si augura che le dichiarazioni di Spatuzza vengano riscontrate (cioè controllate) scrupolosamente. C’è qualcosa che non va, in questo augurio?

  12. Commento by Bartolomeo Di Monaco — 4 Dicembre 2009 @ 17:09

    Intanto, Giulio, per quanto riguarda il cosiddetto fuorionda, spero che tu abbia, da esperto letterato, annotato, come ho fatto io, il tono ironico e di dileggio, che Fini ha usato nel parlare di Berlusconi. Tale tono è determinante per valutare appropriatamente il contenuto delle sue confidenze.

    Se non concordiamo  su questo,  avremo per forza una interpretazione differente. La nostra discussione dovrebbe concentrarsi allora sul tono che Fini ha usato, e verificare se ho ragione io, o hai ragione tu (ammesso che non pensi che il tono sia di dileggio e sarcastico, come ritengo io)  

    Addirittura, la mia interpretazione, legata appunto al tono usato da Fini,  è che lui si augura un risultato a danno di Berlusconi, e traduco così, per esemplicare:

    (all’interlocutore):
    – L’accusa  a Berlusconi di essere il mandante delle stragi sarebbe una bomba atomica. Perciò, prima di farla scoppiare accertiamoci che i riscontri ci siano e siano solidi.

    Ossia Fini si augura che scoppi la bomba atomica (ho scritto diversi post sui suoi ultimi comportamenti che hanno modificato le sue convinzioni, certamente connessi ad un suo obiettivo politico), ma vuole che l’innesto sia fatto a regola d’arte, evitando così  che qualcuno possa disinnescarla, e far fallire il tutto.

  13. Commento by Maria — 5 Dicembre 2009 @ 00:19

    Anche io ho avuto la stessa impressione: forse lo odia ancora di più di quanto lo odia la sinistra.

  14. Commento by primo biagioni — 27 Dicembre 2009 @ 20:08

    Carissima Ambra
    Pur non conoscendoti, anche se abbiamo lo stesso” cognome” sono rimasto
    piacevolmene colpito dal tuo pensiero.Sarà un recondito DNA che ci accomuna .Le “sinitre” con l’aiuto della magistratura,  avevano già pronta
    la torta da spartire ed ogni mezzo è lecito per togliere   l’ostacolo Berlusconi.

  15. Commento by Ambra Biagioni — 27 Dicembre 2009 @ 20:43

    Intanto contentati di chiamarti Primo !

    Di certo una caratteristica l’avremo in comune: tutti e due discendenti di un non meglio identificato Biagio grande e grosso, poi chissà

    Fini sta facendo un brutto servizio all’Italia, questo è poco ma sicuro.

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