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Lo scontro Fini – Schifani

15 Ottobre 2010

Ecco che cosa succede quando si vuole fare contemporaneamente il presidente della Camera e il capo di un partito, o meglio il capo addirittura di un movimento più ampio che vuole abbattere il governo.

Fini non ha più alcun ritegno e questo nuovo conflitto istituzionale fa seguito a quello già avvenuto e noto con il presidente del Consiglio. Su tre cariche istituzionali che gli tengono compagnia, Fini ha già litigato con due. Ci manca solo Napolitano, con il quale non confligge, giacché al momento pare che gli tenga bordone.

L’ambizione di Fini è così sfrenata con non pensa più al bene del Paese, bensì a farsi strada come leader di non si sa bene che cosa. Il suo atteggiamento sta già recando danni notevoli alla governabilità. Egli ha sollevato le tre questioni della legalità, della moralità e della trasparenza al solo fine di mettere i bastoni tra le ruote. Si è visto, infatti, con lo scandalo di Montecarlo e con le raccomandazioni Rai che egli è il primo a fregarsene. Non è certo lui che può predicare la santità.

Ma gli hanno assicurato una speciale protezione e lui va avanti con arroganza e spregio delle Istituzioni, che finge di rispettare.

Già una volta si affacciò all’uscio del Senato per criticarne i lavori. Schifani gli rispose a tono. Ora pretende che la discussione sulla legge elettorale già in corso al Senato sia interrotta e affidata alla Camera, dove ha intenzione di sgambettare il governo. Anche questa volta Schifani gli ha risposto a tono.

Ciò che sta facendo Fini non ha precedenti. Dovrebbe meritare un richiamo di Napolitano, affinché non si costituisca un precedente così inquietante. Se non verrà data una lezione a Fini, come si comporteranno in futuro i presidenti delle due Aule?

Quella che sta mettendo in atto Fini è una anarchicizzazione della politica, uno spregio delle regole e dei comportamenti. Come si permette di commentare il no di Schifani con le parole che si leggono qui?: “E’ ineccepibile la risposta del presidente del Senato nell’ambito del leale rapporto di collaborazione tra i due rami del Parlamento – avrebbe ragionato il presidente della Camera con i suoi – ma è altrettanto evidente che c’è una questione politica, perché risulta difficile pensare che il Senato manderà avanti davvero la riforma della legge elettorale”.”

Lo strapotere che si arroga Fini è insultante. È coinvolto in uno scandalo, mente agli italiani, fa il capopartito e non si dimette. Ora pretende di fare insieme il presidente della Camera e il presidente del Senato.

Vista la sottomissione di Napolitano, non mancherà molto che pretenderà di fare pure il capo dello Stato. Uno e trino, come la divinità.

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Garzelli: “Stima ribassata, la casa valeva 1,5 milioni” di Melina Molinari. Qui. Da cui estraggo:

“«C’è da capire per quale motivo l’appartamento sia stato venduto ad una società di un paradiso fiscale senza aver fatto un approfondito controllo antiriciclaggio sulla provenienza dei fondi. Tutto questo, credetemi, disturba e dà un’immagine negativa sia per il Principato, sia per la comunità italiana che vi risiede e lavora veramente, senza dimenticare che imprese come la nostra danno impiego a moltissimi transfrontalieri italiani, circa 15mila ».”

“I dossier dei professorini ansiosi di chiudere il caso” di Salvatore Tramontano. Qui.

“Che burlona Confindustria” di Alessandro Sallusti. Qui.

“Giustizia, riforma in quattro punti” di Francesco Grignetti. Qui.


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