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LUCCA: 26 gennaio: LE SHOAH DIMENTICATE

20 Gennaio 2011

LUCCA – Purtroppo anno dopo anno la giornata dedicata alla memoria dell’olocausto si svolge in modo retorico, si continua a prediligere la celebrazione a scapito della conoscenza: si ricorda e contemporaneamente si rimuove. Si persiste a documentare la “follia hitleriana” e non se ne ricercano le cause vere che purtroppo hanno coinvolto interi popoli. Cause che non furono da attribuirsi ad una semplicistica ventata di pazzia, ma al contrario esse maturarono in ambienti politici dell’epoca, economici, culturali ed esoterici. Siamo così bombardati da immagini, precise nei dettagli, agghiaccianti, condite da commenti “dotti”, politicamente corretti, ma d’una semplicità sconcertante. Si è giunti in alcuni casi limite ad ipotizzare vicinanze tra l’attuale politica d’Israele e la Germania nazista. Vittime e carnefici sullo stesso piano anche se in tempi diversi, e ciò è riprovevole e inaccettabile. Distorsioni dovute all’avvelenamento mentale prodotto da cattive e mal digerite ideologie. Diciamoci la verità: c’è ancora una parte d’umanità, e non solo europea, che mal digerisce l’esistenza dello stato democratico d’Israele e tende costantemente a delegittimarlo, delegittimazione che significa in questa fase storica: annullamento. Non si affrontano seriamente le problematiche legate ad un antisemitismo tuttora diffuso ed estremamente pericoloso. Eppure i fatti sono sotto gli occhi di tutti, ma chi ricorda l’amichevole incontro tra Hitler e il Gran Muftì? Chi ricorda che la prima intifada in Egitto fu finanziata dal nazionalsocialismo? Ricordi inquietanti che vengono rimossi a tutto vantaggio del nazislam che continua a seminare morte e odio nel mondo. Si insiste nel descrivere nel dettaglio la vita nei campi di sterminio e mai ci si domanda perché sia successo tutto questo proprio nella civilissima Europa. Non ci si sforza di capire e di spiegare: è più semplice e più comodo dare la colpa alla ventata di follia. Per l’islam invece c’è oggi un atteggiamento ben diverso, si cerca di comprenderne la cultura (?), s’incoraggia la lettura del Corano, magari allegandolo a quotidiani, si cercano giustificazioni, si tollera la folle sharia, eppure i fondamentalisti dell’islam vorrebbero la nostra civiltà occidentale distrutta e la nascita di un sultanato in Europa, pardon in Eurabia (grazie Oriana). E non si limitano a volere la distruzione della nostra civiltà occidentale, materialmente hanno già iniziato a colpire. Allora, giornata della memoria sì, ma non solo celebrativa ma di studio sulle cause, sui motivi, quelli veri. E perché non anche una giornata della memoria per tutte quelle stragi, superiori di numero, che il comunismo ha perpetrato contro l’umanità? Una giornata della memoria che dovrebbe anche spiegare le ragioni dell’esistenza dello stato d’Israele. Una giornata della memoria che dovrebbe vedere l’intera civiltà occidentale schierata a sostegno della guerra contro il terrorismo nella quale il popolo d’Israele da decenni è in prima fila anche per affermare il proprio diritto ad esistere. La Cesare Viviani, da anni ha affrontato queste problematiche e ha proposto, anche attraverso la gran mole di letteratura che troviamo sull’argomento, una lettura più “vera” dell’evento e delle cause che hanno portato ad esso. Inoltre, sempre la Viviani, ha affrontato i martiri dimenticati di quei tristi giorni, che non furono solo il popolo ebraico, ma anche gli avversari politici, i malati di mente, i testimoni di Geova, gli omosessuali, tutti coloro insomma che avrebbero potuto esser d’ostacolo all’ordine nuovo voluto da quel neo-paganesimo che si definì nazional socialismo. E l’incontro di mercoledì 26 gennaio, che si terrà alle 17.00 alla Casermetta di Porta Santa Maria delle Mura Urbane, inserito nel ciclo “al bridge con l’Autore”, avrà proprio per tema “le shoah dimenticate”, in memoria di tutti quei martiri minoritari, altrettanto importanti, ma quasi sempre dimenticati. L’incontro sarà coordinato da Marco Vignolo Gargini.
 
Vittorio Baccelli


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A chi dovesse inviarmi propri libri, non ne assicuro la lettura e la recensione, anche per mancanza di tempo. Così pure vi prego di non invitarmi a convegni o presentazioni di libri. Ho problemi di sordità. Chiedo scusa.
Bart