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Non sono d’accordo con Ferrara

20 Gennaio 2011

Credo che questo articolo non firmato sia suo. Comunque è del Foglio che lui dirige.

Vi si scrive che Berlusconi dovrebbe presentarsi ai magistrati. Attenzione. Berlusconi ha ripetutamente detto che ai magistrati si presenterà, ma solo a quelli che ne hanno la competenza. Dov’è il mio dissenso? Sta nel punto in cui Ferrara consiglia a Berlusconi di presentarsi proprio ai pm di cui contesta la competenza. Meglio: proprio a quei pm che, secondo gli avvocati di Berlusconi, ma non solo, hanno violato numerose leggi pur di infangarlo di fronte all’opinione pubblica, a prescindere da ogni ipotesi di reato. Infatti, Berlusconi è già stato sottoposto alla gogna mediatica, e quei pm il risultato più importante che si proponevano l’hanno già ottenuto. L’eventuale condanna successiva sarà sono un corollario.

Ferrara, a mio avviso, non si rende conto che siamo in presenza di uno scontro durissimo (finale?) tra la procura di Milano, che per anni va a caccia di Berlusconi per farlo sparire dalla scena politica, e l’uomo che vuole cambiare l’Italia.
Perciò si tratta di uno scontro che non può fare prigionieri. Nessun seme dell’uno o dell’altro può essere lasciato, con il rischio che torni a germogliare.
Berlusconi, a quanto pare, finalmente lo ha capito e, sembra grazie ai suggerimenti dei due figli Marina e Pier Silvio (se è così, che siano benedetti!), ha deciso di non cedere.

Lo stesso Berlusconi ha già spiegato nel secondo videomessaggio che, se si recasse – contro il consiglio dei suoi avvocati – davanti ai pm milanesi, in sostanza riconoscerebbe la loro legittimità a processarlo, in questo modo creando un vulnus nella strategia di difesa dei suoi legali. E questo sarebbe di per sé già sufficiente a condividere la sua decisione.

Ma c’è dell’altro, che a Ferrara, a mio avviso, è sfuggito. Ed è il punto centrale dello scontro. Per il quale il caso Ruby è semplicemente una specie di due di briscola, solo un’occasione propizia capitata ai suoi avversari, un regalo inaspettato. Il punto centrale dello scontro riguarda, infatti, il primato della politica sulla magistratura e viceversa. Ci si sta giocando, ossia, il futuro del nostro Paese.

I pm milanesi rappresentano la punta di diamante di questo preteso dominio della magistratura. La quale, non dimentichiamocelo, lo sta sperimentando da qualche anno, ma ha trovato in Berlusconi, forse perfino inaspettatamente, un avversario ostinato e irriducibile.

Che sia la punta di diamante lo dimostra il silenzio-assenso di tutta la magistratura. E se il Csm si fa sentire puntualmente ad ogni resistenza di Berlusconi, è solo per difendere la magistratura. Mai che ne abbia sanzionato la   arroganza e lo strapotere.

Non recarsi dai pm milanesi significa, perciò, non rifiutare di discolparsi come crede Ferrara, ma non riconoscere tale arroganza e tale strapotere esercitati a danno della politica.
Berlusconi non sta difendendo se stesso, ma sta difendendo il primato della politica. Per questo il silenzio del parlamento è colpevole. Come è colpevole la imbecillità delle opposizioni e di certa stampa.

Se non ci fosse stato il caso Ruby, se ne sarebbe trovato, al momento opportuno, un altro, come se ne sono trovati in passato. Tutti falliti. La magistratura deve abbattere Berlusconi per il solo motivo che solo così potrà consolidare e affermare il suo dominio. Nessun altro – lo sanno bene i magistrati – potrà mai opporre una resistenza simile a quella opposta da un uomo ricco e potente e amato da moltissimi elettori.

Se Berlusconi, dunque, non essiccherà il seme di questa arroganza e di questo strapotere, esso continuerà a costruire altri fantasmi (ove il caso Ruby non andasse a segno), finché non riuscirà ad abbatterlo e a imporsi.

La magistratura è diventata un mostro insaziabile e onnivoro. Oggi chi non si rende conto di questo è, ahimè, connivente e corresponsabile.
Se la sinistra non se n’è ancora accorta, sarà chiamata un giorno a risponderne. Ma intanto il compito di abbattere il mostro spetta a noi del centrodestra che ci siamo impegnati a cambiare in meglio il nostro Paese.

E per farlo occorre non restare alla finestra a guardare. Occorre muoversi, impegnarsi, far sentire la propria voce. È uno scontro che non possiamo perdere. Ne va del futuro dell’Italia.
Spero proprio che le celebrazioni del 150mo dell’Unità di Italia ci portino questo bel regalo. La sconfitta definitiva del mostro.


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2 Comments

  1. Commento by Alfredo — 23 Gennaio 2011 @ 18:54

    Gentile Bartolomeo. Sono completamente d’accordo sul giudizio che dà dell’articolo di  
    Ferrara. Questo grande e “grosso” opinionista non sempre fà le “ciambelle con il buco”. Così facendo ingenera dubbi e perplessità, in quanti lo leggono, nel popolo dei
    sostenitori di Berlusconi.Questo è stato sempre un “bastian contrario” a prescindere per far parlare di se. Un altro beneficiato dal  Sig. di Arcore. Feltri docet!
    La ringrazio per quello che scrive,  continui così. Gli amici si apprezzano nel bisogno.
    Cordialità.                   Alfredo Volpe

  2. Commento by Bartolomeo Di Monaco — 23 Gennaio 2011 @ 19:09

    La ringrazio, Alfredo.

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