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LUCCA: 5 febbraio-1 maggio: Mostra “Lungo la scia di un’elica”

3 Marzo 2011

5 febbraio 2011 – ore 17.30
inaugurazione della mostra

Lungo la scia di un’elica
storie di ieri, storie di oggi, di donne e di uomini migranti

Palazzo Ducale (Lucca) /
5 febbraio -1 maggio 2011

con musiche originali di Gianmarco Caselli


Raccolte in cd le musiche di Gianmarco Caselli

mostra promossa da
Provincia di Lucca e

Fondazione Cresci
Per la storia dell’emigrazione italiana

a cura di Pietro Luigi Biagioni e Alessandro Sesti


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1 commento

  1. Commento by vittorio baccelli — 14 Giugno 2011 @ 13:02

    LUNGO LA SCIA DI UN’ELICA

     

    LUCCA – Visto il successo di pubblico e di critica conseguito fino ad oggi, è stata prorogata fino al 18 settembre, la mostra “Lungo la scia di un’elica”, allestita in Palazzo Ducale. Gli studiosi dell’emigrazione italiana sono soliti stabilire nell’arco di 100 anni, dal 1871 al 1971, il periodo della cosiddetta “grande emigrazione”, durante il quale oltre 26 milioni di persone lasciarono il nostro paese per cercare altrove migliori condizioni di vita. La data del 1971 non è casuale, in quell’anno infatti il flusso migratorio si interruppe o meglio cambiò direzione, dando inizio a un nuovo capitolo della storia italiana: da paese di emigrazione divenimmo un paese di immigrazione. Quello stesso coraggio, il potente motore che faceva girare l’elica dei bastimenti carichi dei nostri emigranti, oggi alimenta la decisione di immigrare in Italia tanto che attualmente i residenti stranieri sono circa 5 milioni. Se le vie battute dai migranti – è da questa prospettiva più ampia che ora si studia il flusso dei popoli lungo le vie del mondo – seguono spesso anche le traiettorie delle linee ferroviarie e delle strade carrozzabili, il viaggio transoceanico, proprio perché una traversata lunga e carica di pericoli rendeva più radicale e definitivo il distacco dalla propria terra, ha acquistato il valore simbolico del “viaggio dell’emigrante”. Ecco che il viaggio verso l’America e soprattutto verso gli Stati Uniti, dove la fiaccola della Statua della Libertà, accogliendo i nuovi arrivati all’ingresso del porto, accendeva la speranza di una vita migliore, è entrato nell’immaginario collettivo, la metafora di chi, lasciando la propria terra per cercare fortuna, cercava “la Merica”. Per questo motivo il percorso espositivo presenta l’emigrazione negli Stati Uniti d’America come un esempio emblematico. L’intento della mostra è quello di dare un contributo alla conoscenza dell’emigrazione italiana che, nonostante le sue pagine dolorose, rappresenta comunque una vicenda vittoriosa di una moltitudine di persone che hanno lasciato tutto per realizzare un proprio sogno e, allo stesso tempo, hanno contributo in modo rilevante allo sviluppo economico del nostro Paese inviando i loro risparmi e, al loro rientro, mettendo a disposizione le esperienze acquisite. Ripercorrere le tappe delle loro storie diventa quindi non solo un doveroso riconoscimento ai sacrifici di molti, ma anche uno strumento indispensabile per conoscere il fenomeno migratorio che, pur con le debite differenze, è una costante della storia dell’umanità. Nella mostra sono state rimarcate le varie tappe dell’emigrazione italiana, dalla partenza alle pubblicità d’epoca dei transatlantici, dall’interno delle stive alle nostre storie come quella di Sacco e Vanzetti, dalle foto del Panificio Gonnella di Chicago alla ricostruzione della facciata di un tipico negozio italiano.

     

    Vittorio Baccelli

     

     

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