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L’Unità si meraviglia

17 Settembre 2011

In poche righe, ma assai maliziose, l’Unità prende di fatto in giro Berlusconi per la lettera che ieri ha indirizzato al Foglio di Giuliano Ferrara, e che oggi appare, come scrive l’Unità malignamente, a “testate unificate” anche su Libero, Il Giornale e il Tempo. E naturalmente si guarda bene dal pubblicarla.

In realtà, la lettera è molto importante ed è da sciocchi cercare di irriderla e di non darne conto.
Si tratta di una forte denuncia dello stato di degrado in cui versa la nostra democrazia. Una denuncia che non viene dalla penna di un politologo o di un osservatore politico, ma nientemeno che, direttamente, dal presidente del Consiglio, ossia dall’uomo che gli elettori hanno incaricato di guidare il nostro Paese.

Un uomo che non è rinchiuso nel suo studiolo a riflettere e a filosofeggiare, bensì è impegnato ogni giorno concretamente nell’azione del fare, e quindi esperimenta e constata tutte le inimmaginabili (per i profani) difficoltà che comporta essere a capo di un governo.

Il nocciolo della denuncia contenuta nella lettera riguarda proprio lo stato della democrazia nel nostro Paese. E ci dice che essa non funziona, è malata, e malata gravemente. Un potere esterno irride le sue regole, e praticamente le cancella. A partire, ci fa capire, da un organo istituzionale e costituzionale com’è quello della magistratura.

La denuncia non è orale, ma scritta: nero su bianco, e diffusa perché arrivi dovunque. Un grido non occasionale, affinché sia udito e   compreso nella sua forza e nella sua drammaticità.

Come scrive Mario Sechi sul Tempo di stamani, il corpo elettorale, a causa di quanto di deplorevole sta accadendo in questi giorni, si rende conto ormai che la nostra democrazia è agonizzante, e probabilmente il grido e la richiesta di aiuto di Berlusconi non cadono e non cadranno nel vuoto.

Condivido il pensiero di Sechi:

“Il Tempo è un foglio conservatore, libero e spesso corsaro, con il Cav non siamo mai stati un giornale monocorde. Ma stavolta anche gli editorialisti che avevano sostenuto le ragioni di un passo indietro di Silvio hanno cambiato idea. È un segnale che dovrebbe far riflettere, significa che si è oltrepassato ogni limite e che l’azione di charachter assassination di Berlusconi sta producendo risultati boomerang presso l’opinione pubblica e gli elettori di centrodestra, anche tra chi non ha mai risparmiato critiche al premier, ne ha colto i limiti politici e messo in evidenza la totale imprudenza privata e l’assenza di tatto istituzionale.”

Un segnale che qualcosa di pericoloso sta accadendo ci viene proprio dai media, e in specie dai giornali.

Poche settimane fa tutti i titoli riguardavano la crisi economica. Essa era presa a pretesto dall’opposizione per denigrare il governo e evidenziarne le incapacità.
In questi giorni, essa è sparita dai quotidiani, come se tutto fosse stato miracolosamente risolto, ed essa, come un uragano, si fosse allontanata dal   nostro Paese.

Oggi i giornali preferiscono interessarsi delle donne di Berlusconi. Il Paese è sommerso dal gossip. Mai la stampa aveva raggiunto livelli così bassi. I giornalisti di grido dovrebbero vergognarsene e prenderne le distanze, denunciandolo e respingendolo.   Ma non sta accadendo.
A nessuno importa dell’immagine che ne deriva all’Italia. Il patriottismo di cui molti si riempiono la bocca (soprattutto a sinistra) è solo di facciata, presto sacrificato a pro degli interessi di parte.

L’Italia non ha più, ahimè, all’interno della sua classe dirigente e massimamente nella   classe politica, uomini degni.
Dubito che, almeno a breve, si possa risalire la china.


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Bart