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Ma scherziamo?

29 Gennaio 2011

Salvatore Merlo dovrebbe stare più attento a ciò che scrive. Lo leggo con interesse, ma a volte sembra non rendersi conto della posta in palio. Ragiona alla vecchia maniera, direi alla democristiana.
Scrive:

“Preceduto dall’iniziativa del presidente della Repubblica, il voto sul federalismo appare l’anticamera delle urne o di nuove formule parlamentari o, chissà, di una resa contrattata del Cav.”

Per fortuna Berlusconi è rinsavito dallo stordimento lettiano e, come un vero generale, ha preso direttamente in mano la situazione.
È consapevole, Salvatore Merlo, che se Berlusconi non vincerà questo scontro epocale, in Italia tornerà la prima Repubblica?

A lui è piaciuta la prima Repubblica? Leggo sul web che è nato a Milano nel 1982. Concludo che della prima Repubblica sappia poco o niente, o quello che sa lo ha appreso dai libri. Che è poca cosa rispetto alla testimonianza diretta. Io ho quaranta anni più di lui. Sono nato nel 1942 e la prima Repubblica me la sono vissuta tutta, da ragazzo e da adulto. So di che cosa parlo, e quando mi batto contro il Pd, contro il tradimento di Fini, contro il Terzo Polo, mi batto perché il ritorno alla prima Repubblica mi spaventa e mi avvilisce. Tutti questi anni trascorsi per nulla.

Berlusconi ci ha dato la speranza di una Italia nuova dove la sovranità popolare avrebbe riacquistato il suo prestigio, e subito i boiardi hanno radunato truppe per bloccarlo. Ne hanno inventate di tutte. Si è mai domandato Merlo del perché questo massiccio e inusitato schieramento di forze? Forse per le feste di Arcore? Forse per il caso Mills? Forse per il caso Mediaset? Balle. Tutte cose che, se avessero avuto una loro consistenza, sarebbero uscite prima della discesa in campo di Berlusconi.
Questo schieramento massiccio è stato ed è dispiegato per impedire il cambiamento.

Sto con Berlusconi proprio per questo cambiamento di cui l’Italia ha bisogno. Sto con Berlusconi perché è lui che, oggi, può garantire a tutti noi un’Italia migliore.
Certo, l’uomo ha i suoi difetti umani. La sfera sessuale è un grande mistero. Vorrei consigliare a tutti di andarci piano, di non emettere sentenze avventate. La storia annovera uomini valorosi che hanno mutato in meglio la società e che nel privato, nella loro sfera sessuale, non avevano alcuna inibizione.

Mi sovviene quanto disse il vescovo africano Desmon Tutu, premio nobel, a proposito degli scandali nella Chiesa, in un convegno tentutosi a Nairobi dal 16 al 19 gennaio 2007 e quanto disse più tardi alla BBC (qui):

“Tutu has increased his criticism of conservative attitudes to homosexuality within his own church, equating homophobia with racism. Stating at a conference in Nairobi that he is “deeply disturbed that in the face of some of the most horrendous problems facing Africa, we concentrate on ‘what do I do in bed with whom'”. In an interview with BBC Radio 4 on 18 November 2007, Tutu accused the church of being obsessed with homosexuality and declared: “If God, as they say, is homophobic, I wouldn’t worship that God.”

(“Tutu ha inasprito le sue critiche alle attitudini conservatrici verso l’omosessualità dentro la sua stessa chiesa, equiparando l’omofobia al razzismo. Stabilendo in una conferenza a Nairobi che lui è “profondamente colpito che di fronte ad alcuni dei più orrendi problemi che l’Africa deve affrontare noi ci concentriamo su ciò che io faccio a letto con chi”. In un’intervista alla BBC Radio 4 del 18 novembre 2007, Tutu accusò la Chiesa di essere ossessionata dall’omosessualità e dichiarò: “Se Dio, come dicono, è omofobico, non vorrei adorare quel Dio”.)

Stiamo attenti, dunque, a non gettare il bambino con l’acqua sporca. Di Berlusconi dobbiamo valutare i suoi proponimenti politici, come ci ha insegnato Machiavelli.
È su questo che Berlusconi ci deve dare prove di coerenza. Come stamani scrive Giancarlo Perna sul Giornale, Berlusconi metta mano alle riforme, con ciò chiuderà la bocca a coloro che indugiano sui suoi baccanali.

Del resto, nessuno ha mai rimproverato (sbagliando. Perche Avvenire e Famiglia Cristiana non dicono nulla?) a Santoro e a Floris che non è ammissibile che certe scurrili intercettazioni telefoniche su questi baccanali e certe interviste vadano in onda su una tv pubblica in una fascia protetta. È già grave che vadano sui giornali. Intollerabile che vadano in tv a quell’ora.
Costoro hanno colpe ben più gravi di quelle che attribuiscono a Berlusconi.
Quando le loro trasmissioni hanno contenuti di questa specie, chiedano lo spostamento ad un’ora più tarda, nella fascia non protetta. Se una televisione privata può anche commettere abusi di questo tipo, non può farlo la televisione pubblica.
Dunque, anche qui, chi non è senza peccato scagli la prima pietra.

Ma tornando a Merlo. Non dia messaggi sbagliati, se vuol bene all’Italia.
Questo è uno scontro che non si darà più in futuro. O vincerà la restaurazione o vincerà il rinnovamento. Se scrive che Berlusconi deve fare un passo indietro, Merlo ha già scelto. Ha scelto il passato, ha scelto la restaurazione.
Da un giovane come lui non me lo sarei aspettato.

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“Anche il Santoro olandese bacchetta Annozero: “Regime in Italia? Non c’è mica il comunismo…” di Matthias Pfaender. Qui.


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2 Comments

  1. Commento by gorini — 29 Gennaio 2011 @ 17:18

    A lei piacciono troppo le guerre e i generali. Sta passando da vecchio nostalgico e visto la fine che stanno facendo i generali nel bacino del Mediterraneo, le consiglio un paragone più appropriato.

  2. Commento by Bartolomeo Di Monaco — 29 Gennaio 2011 @ 17:39

    Magari potessi fare un altro paragone, ma così stanno le cose.

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Bart