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MARGHERA: 16 marzo: Sedici storie da raccontArti

15 Marzo 2011

Domani, mercoledì 16 marzo, ore 21
Al Vapore (Marghera)
Sedici storie da RaccontArti

Domani, mercoledì 16 marzo, alle ore 21.00, Al Vapore (Marghera, Via Fratelli Bandiera 8), Gigi Fincato presenta il libro di racconti Sedici storie da RaccontArti, prefazione di Melania G. Mazzucco, a cura di Annalisa Bruni, Lucia De Michieli e Anna Toscano (Terra Ferma, 2010). Racconti di: Antonella Bergamasco, Marina Burighel, Patrizia Calandrin, Cinzia Carussio, Daniela Costantini, Marta Fassina, Mariella Favaretto, M. Giovanna Lazzarin, Felicita Lazzarini, Valeria Ongaro, Paolo Umberto Pasquon, Giovanni Tonellato Nicola Tonelli, Antonella Turra, Antonio Varchetta, Daniela Zentilin.

Saranno presenti alcuni autori e le curatrici del volume.

I sedici racconti frutto della fantasia dei partecipanti al corso di narrazione “Cucina di storie”, organizzato dall’Associazione “RistorArti” di Mestre e giunto alla quarta prova editoriale. Il tema è l’arte, come fonte d’ispirazione. Gli autori si sono ispirati a dipinti di grandi pittori del passato (Bellini, Dalì, Magritte, Sorolla, Munch, tra gli altri), ma anche d’arte contemporanea.

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Per gli antichi le Muse erano nove, ma pare che del gruppo non facesse parte la Musa dei racconti. Nemmeno quella dell’arte figurativa.

Quest’antologia, la quarta prodotta da “Cucina di storie”, vuole modestamente rimediare a questa lacuna. Possiamo immaginarla come un Parnaso minimalista, la cui regina Icònia, immaginaria musa dell’arte figurativa, ha incaricato le sue sorelle di produrre dei racconti. Melpomene, la musa della tragedia, è quella che ha avuto più da fare: l’hanno invocata gli autori di Solo i morti non scherzano, Incidente, Un amore negato, í„nglarvatten, La finestra sul lago, Tra palco e realtà, Il dubbio, Olanda, Quarto piano. Ad alcuni ha suggerito tinte forti, ad altri ha consigliato un abito più sobrio, ma ugualmente intenso. Si va da una visita notturna in cimitero, agli effetti angoscianti di un brutto incidente, dal dramma dell’amore materno a una surreale fuga da una vita di squallore. Si vive un inquietante ritorno da un passato ormai remoto, si entra nei pensieri, non belli, di una ragazza. Si compie un viaggio avventuroso nell’identità, ma anche un viaggio di poche ore, e di una vita. Si conosce un genero fuori dagli stereotipi.

Anche Euterpe – musa della musica – ha fornito un paio di buone ispirazioni a chi ha voluto narrare modi diversi di affrontare un lutto con Etude n. 9 op. 25, o scrivere un racconto ambientato nel passato, ma con innegabili agganci con la modernità, ne L’ultimo suono. L’insospettabile Clio ha fornito la base storica per narrare della maturazione di una donna ne Il ritratto incompiuto e di un viaggio surreale nella barocca corte di Madrid ne L’ornamento da corsetto.

Ha avuto un ruolo determinante pure Talia – musa della commedia – che ci presenta un pedofilo abbastanza particolare in Chiamami zio; Erato, colei che provoca desiderio, ha suggerito la trama di una fascinazione tutta virtuale in Casa Sorolla; persino Urania, la celeste, è stata chiamata in causa dall’autore di Tricotox, una storia futuribile. Non ce ne vogliano Calliope, Polimnia e Tersicore; nella prossima antologia forse qualcuno invocherà anche loro.

Melania G. Mazzucco, nella sua prefazione ricca di passione per l’arte e la scrittura, parla di Omero; certo anche solo l’idea di confrontarsi con lui provocherebbe lo sdegno di tutti gli dei dell’Olimpo.
Ma sei muse su nove conteranno pure qualcosa!
 


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A chi dovesse inviarmi propri libri, non ne assicuro la lettura e la recensione, anche per mancanza di tempo. Così pure vi prego di non invitarmi a convegni o presentazioni di libri. Ho problemi di sordità. Chiedo scusa.
Bart