Marina for President

Si fanno sempre più insistenti le voci secondo cui la figlia primogenita del Cavaliere, Marina (che continua a smentire), scenderà in campo per guidare il nuovo partito che il padre vuole fondare al più presto, recuperando il nome di Forza Italia.

Ne parla oggi anche “la Repubblica”, con un articolo di Carmelo Lopapa, tra il serio e il faceto. Alcuni suoi commentatori paiono inorriditi dall’ipotesi e scrivono (porto solo questo esempio):

“ma cos’è uno scherzo???? dopo 20 anni del nano, altri venti della nana, e il conflitto d’interessi, e la distruzione di un paese serio per costruire la repubblica delle banane… vi è piaciuto tutto questo… bene la corea del nord è più vicina… un KIM JONG in gonnella…”

Ovviamente non la penso come questo lettore di Repubblica.

Ho sempre avuto stima di Marina Berlusconi. Come imprenditrice compare da anni ai primi posti della classifica mondiale dei manager più capaci, ma a convincermi delle sue qualità anche politiche sono state le numerose prese di posizione in favore del padre quando lo si è attaccato con cattiveria e cinismo. Non teme il confronto e nemmeno lo scontro. Rispetto al padre conduce una vita aliena da pettegolezzi e scandali. La sua privacy è custodita da mura di titanio. Con lei, la magistratura avrebbe poco da mordere, anche se non le mancherebbe la voglia di provarci.
Se nella storia d’Italia ci dovrà essere un presidente del consiglio donna, ritengo che Marina meriti di essere la prima.

Ha già ricevuto, questa ipotesi, il gradimento dei maggiorenti del Pdl, in verità con qualche eccezione di rilievo (qui), ma sono sicuro che lo stesso accadrebbe tra gli elettori moderati, che lascerebbero perdere le sirene di Matteo Renzi per affidarsi ad una Lady di ferro tutta italiana, in grado di tenere testa alle pretese e alle arroganze dei tenutari dell’Europa e di mantenere la parola data agli elettori, con assai più impegno di quello impiegato dal padre, rivelatosi troppe volte arrendevole e malleabile.

Nel carattere cocciuto e intransigente, infatti, Marina supera il padre e, secondo me, è assai più affidabile presso i cittadini.
Piuttosto si spezza, ma non molla, al contrario di Silvio che non ha mancato di deludere più di una volta i suoi elettori.
Se si candidasse avrebbe il mio voto, con lo stesso entusiasmo con il quale aderii a Forza Italia nel 1994, e da insoddisfatto del padre, potrei ritrovare in lei le stesse ragioni di fiducia di allora.

Per sovrappiù sono convinto che le donne, in generale, siano più capaci degli uomini ad amministrate l’Italia, e una come Marina potrebbe realizzare quelle riforme da me tanto attese (invano), con le quali riusciremmo a fare del nostro Paese una moderna ed efficiente democrazia.
A partire dalla riforma della giustizia, la quale giustizia, così com’è, ha trovato le condizioni ottimali per piegare la politica alle sue scelte di campo a riguardo degli uomini che devono occupare le istituzioni.

Le sentenze di questi giorni, e le prossime, hanno ormai reso evidente che la magistratura è in grado di interpretare le leggi ad libitum e comportarsi in modi assolutamente divergenti a seconda dell’imputato. Ho scritto ieri che degli assassini hanno ricevuto condanne meno severe di quelle che sta subendo Silvio Berlusconi che, non va dimenticato, è il leader riconosciuto dell’attuale opposizione.
Quando coloro che hanno esultato di fronte alle prime condanne sostengono che in questo modo la magistratura ha dimostrato, reggendo ad ogni pressione, che tutti i cittadini sono eguali di fronte alla legge, sanno bene di dire delle sciocchezze, in quanto tutta la giurisprudenza prodotta almeno nell’ultimo ventennio, sta lì a dimostrare il contrario.

Sono convinto che Marina, al di là delle vicende del padre – e invece nella sua connotazione di valente imprenditrice -, sa bene che il malfunzionamento della giustizia è una delle ragioni per cui i suoi colleghi stranieri si tengono lontani dall’Italia, causandone così l’impoverimento e la caduta di prestigio nel mondo.

Mi fermo qui, poiché i motivi che mi spingono a sollecitare, pure io, l’ingresso in politica di Marina Berlusconi (meglio certamente di Montezemolo e di Monti) sarebbero molti. Anche se la sua vita diventerebbe un inferno, visto a che basso livello è arrivato il confronto politico.
Credo, perciò, nell’interesse dell’Italia, che valga la pena di provare.
Del resto, all’orizzonte, mi pare difficile trovare di meglio.

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Commenti

2 risposte a “Marina for President”

  1. Caro Di Monaco,

    leggo con piacere i suoi articoli   di cui condivido sempre anche le virgole.     Mi danno pure   un senso di conforto, come quando ti trovi in un paese straniero e incontri qualcuno che parla la tua stessa lingua.  

    Credo che la situazione in Italia sia   purtoppo arrivata a un punto di non ritorno.   La vergognosa sentenza di ieri è la prova (ammesso che ce ne fosse ancora bisogno)   dello strano regime     ormai   in atto. Se non ti allinei a certi pensieri   a certi ambienti,   lobby e quant’altro,   sei fatto fuori,   se occorre anche fisicamente (la storia insegna).

    Ho letto anch’io   commenti a dir poco sconcertanti, per la volgarità, l’odio e   la violenza,   e non mi riferisco solo a quelli di ignoti letttori ,che mi fanno quasi pena, ma   sopratutto a quelli espressi   da soggetti che si ritengono intellettuali e giornalisti professionisti.   E’ veramente sconvolgente   il livello di   inciviltà   che   manifestano.  

    Però mi permetta di non   condividere il suo auspicio riiguardo la   scesa in campo di Marina B. ma non perchè dubiti delle capacità della persona   ma perchè anche   dovesse prendere il 50 per cento dei voti,   il   regime   politico burocratico mediatico giudiziario   non le consentirebbe di fare un bel nulla e   la farebbero fuori come hanno fatto con suo padre.   L’Italia non è un paese normale! .   C’è anche tanta invidia.   La cosa che più deprime,   e preoccupa,   è l’assoluto immobilismo e la scarsa reazione del popolo dei moderati, che è poi la maggiornza nel Paese,   si sono rintanati nelll’astensione.  

    Ormai non c’è più libertà,   ci controllano le telefonate,   come spendianmo i nostri soldi, ci costringono ad aprire i conto correnti in banca   per poter spiare, controllare (e ritassare)   i nostri risparmi. Non siamo più liberi di   decidere come effetuare i pagamenti, non siamo più liberi di aiutare i nostri figli perchè veniamo comunque   ritartassati   (vedi IMU).   La   giustizia , meglio non parlarne. Mai che sento i nostri politici parlare di manovre miliardarie di tagli alle spese e agli sprechi, Le manovre sono sempre miliardarie ma   di maggiori entrate, quindi aumento di tasse. Non se ne può proprio più.   Non cambierà mai nulla.   Purtroppo   la   pulizia di tutto sto marciume   la potrà fare solo una figura forte, illuminata,   dotata di   buon senso,   capace di procedere come un rompighiaccio senza quadare in   faccia nessuno.   Ma non vedo   all’orizzonte nessuno con tali caratteristiche quindi non c’è neppure questa speranza, per ora.   Lo so,   l’ipotesi è un po’ forte,   quasi dittatoriale, ma   temo che allo stato attuale, considerato pure il “regime “vigente sopra citato,   soluzioni democratiche sono tutte   destinate al fallimento.

    Un saluto cordiale

  2. Marina ha smentito. Sono d’accordo con lei che, se decidesse di fare politica, la sua vita e quella della sua famiglia diventerebbero un inferno.

    Ma quando si vede l’Italia scendere così in basso, e la magistratura assumere di fatto il potere di decidere delle sorti del Paese, applicando la legge ad libitum, la speranza di poter uscire da questa degenerata situazione ci spinge a chiedere rischiosi sacrifici a tutti coloro che stimiamo, con ciò spesso sbagliando.

    Sono arrivato a detestare tutta la classe politica per non essere riuscita a riformare la giustizia, la grande piaga che affligge l’Italia.

    La ringrazio molto dell’attenzione, che rafforza il mio impegno.