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Marrazzo e la Costituzione laica

27 Ottobre 2009

Se non emergeranno reati a carico di Marrazzo, il suo caso è emblematico di una confusione (per non dire ipocrisia) che regna nel Paese a proposito della laicità.
Si afferma che per un uomo pubblico non ci pu√≤ essere separazione tra vita privata e vita pubblica. Perch√© si arriva a scrivere questo? La sfera intima √® un’urna, un tesoro che non pu√≤ essere violato, poich√© contiene quella parte di noi (perfino brutta) che √® solo nostra. Per un cattolico come me, ne possiamo rendere conto soltanto a Dio.
Nessuno pu√≤ entrarvi, nemmeno lo Stato nel momento che gli chiedo di farmi suo servitore. E’ la libert√† pi√Ļ preziosa che possediamo, quella che non cederemo mai.

E infatti lo Stato non ci chiede un tale sacrificio. Sa che non può essere totalizzante.
Vediamo la sua legge fondamentale, la Costituzione.

Essa recita all’art. 28:
“I funzionari e i dipendenti dello Stato e degli enti pubblici sono direttamente responsabili, secondo le leggi penali, civili e amministrative, degli atti compiuti in violazione di diritti.
In tali casi la responsabilit√† civile si estende allo Stato e agli enti pubblici [cfr. art. 97 c. 2].”

Dunque: li si condanna, se commettono reati.

E all’art. 54:
“Tutti i cittadini hanno il dovere di essere fedeli alla Repubblica e di osservarne la Costituzione e le leggi.
I cittadini cui sono affidate funzioni pubbliche hanno il dovere di adempierle con disciplina ed onore, prestando giuramento nei casi stabiliti dalla legge.”

Dunque: si richiede loro di adempire le proprie funzioni pubbliche con disciplina e onore. Le proprie funzioni pubbliche, sta scritto.

Risulta fino ad ora che Marrazzo abbia svolto le proprie funzioni pubbliche “con disciplina e onore”.
Se invece risulterà dal prosieguo delle indagini che ha commesso dei reati, le sue dimissioni non potranno essere nemmeno oggetto di discussione: sarannno dovute.

Dunque: tutto il resto che implica comportamenti legati ad una qualche moralità privata rientra nelle valutazioni legittime che ciascuno può fare (ed io infatti condanno il modo in cui Marrazzo ha condotto la sua vita privata) e che in politica esprimerà con il voto: potrà, ossia, riconfermare alle prossime elezioni Marrazzo (se sarà ricandidato), oppure sceglierne un altro.
Ma ciò che mi preme evidenziare è che il comportamento privato tenuto da Marrazzo è sotto il profilo dello Stato di diritto perfettamente lecito.

Se poi si aggiunge che lo Stato laico non condanna la prostituzione se praticata all’interno della liceit√†, e ha dato dignit√† anche a questa professione (si pagano perfino le tasse e i contributi per la pensione), Marrazzo con la sua frequentazione non ha nemmeno umiliato la dignit√† delle sue occasionali amanti.

Dunque, perché è obbligato a dimettersi?

Perch√© il Pd, che ha condotto tante battaglie civili, ha rinunciato nei suoi confronti alla laicit√† dello Stato. Una risposta l’ho gi√† data, qui, dichiarando Marrazzo l’ultima vittima (con la sconfitta di Franceschini, lo spero) dell’antiberlusconismo, che ha accecato e confuso tante coscienze laiche.

Per i rapporti con la famiglia rimando a: qui e qui.

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“Cos√¨ il Pci degli ipocriti fece abortire la Iotti” di Mario Cervi. Qui.


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4 Comments

  1. Commento by Carlo Capone — 27 Ottobre 2009 @ 18:49

    Dunque, John Profumo era un colto e rispettato membro del governo conservatore di Sua Maest√† Britannica. Sposato con l’attrice Valerie Hobson, ebbe una breve relazione con una showgirl di nome Christine Keeler. Profumo la incontr√≤ nel 1961 ad un ricevimento a Cliveden organizzato dal medico londinese, Dott. Stephen Ward (teniamo a mente questo nome, servir√† a capire).
    La relazione dur√≤ poche settimane, poi Profumo la tronc√≤. L’anno successivo, tuttavia, le voci divennero pubbliche, cos√¨ come il fatto che la Keeler aveva avuto una relazione anche con un diplomatico russo accreditato all’ambasciata sovietica di Londra.

    Il principale errore di Profumo fu quello di mentire alla Camera dei Comuni. Dichiar√≤ che “non c’√® assolutamente nulla di improrio” nella sua relazione con la Keeler ma in seguito fu costretto ad ammettere di aver fuorviato la Camera dei Comuni. Di l’ a qulache giorno rassegn√≤ le dimissioni da Ministro e da membro del Parlamento. Ma ormai lo scandalo era divenuto valanga. Dopo un mese il Primo Ministro conservatore, Harold Macmillan, rassegn√≤ a sua volta le dimissioni e il suo posto venne preso da Sir Alec Douglas-Home, membro dello stesso partito, che aveva legittimamente vinto le elezioni.
    A sua volta Ward venne condannato per il fatto di ‘guadagnarsi da vivere con attivit√† immorali’ e a sentenza avvenuta si suicid√≤ . Christine Keeler venne giudicata colpevole di spergiuro e condannata a nove mesi di prigione.

    Ora, come dici tu, qualunque relazione intima di un personaggio politico è un fatto suo privato. Ma cessa di esserlo nel momento in cui quel legame o può mettere a repentaglio la sicurezza della nazione o può inquinare gli atti amministrativi che egli pone in essere.
    Il caso Profumo è educativo. Fu costretto a dimettersi sia per aver mentito al Parlamento, che gli aveva chiesto conto, e sia perchè la relazione con una donna precedentemente in amore con un diplomatico di parte avversa avrebbe potuto causare nocumento alla Nazione.

    Marrazzo, e qualcun altro prima di lui, ha inizialamente mentito, di fronte all’opinione pubblica (“√® tutta una bufala”) ma resosi conto dell’insostenibilit√† delle sue tesi difensive ha dovuro ammettere (come Profumo) e perci√≤ oggi si √® dimesso. Altri non so.
    In Democrazia funziona cos√¨, caro Bart. Se menti all’opinione publbica o dinanzi al Parlamento eletto dal popolo sovrano devi andartene. Se ammetti di aver mentito hai ancora speranze. Ma nel caso Profumo questo non bast√≤. Dovette dimettersi, la sua uscita di scena provoc√≤ la caduta del Governo e Ward si suicid√≤. In seguito fu ampiamente provato che la Keeler non aveva secondi fini.

  2. Commento by Bartolomeo Di Monaco — 28 Ottobre 2009 @ 00:38

    Se non ricordo male, lo scandalo di Profumo fece scalpore non tanto per la relazione sentimentale con una donna, ma per il fatto che quella donna era stata legata sentimentalmente con un militare di alto livello dell’ambasciata russa. Ossia si sospett√≤ che la donna cercasse di carpire notizie da colui che in quel momento era Segretario di Stato alla guerra per passarle ai sovietici e che Profumo si fosse fatto abbindolare ingenuamente da una donna-spia. Si tratta di un caso che non paragonerei a quello di Marrazzo, che mi pare pi√Ļ vicino allo scandalo Clinton/Lewisky.

  3. Commento by Carlo Capone — 28 Ottobre 2009 @ 11:06

    Non lo sarebbe. Ma lo diventa quando, avendo rapporti con sconosciute, queste registrano tutto. Che io sappia di una registrazione se ne possono fare mille copie. In questo caso il pericolo sussiste eccome.

  4. Commento by Bartolomeo Di Monaco — 28 Ottobre 2009 @ 11:44

    Nel momento in cui √® scoppiato lo scandalo, Marrazzo ha cessato di essere ricattabile, anche nell’ipotesi che in giro ci siano (e ci saranno sicuramente) altre copie del filmato.

    La richiesta di dimissioni per il fatto che era diventato ricattabile non regge, a mio avviso.

    O si è a conoscenza di reati commessi da Marrazzo (allora si è fatto bene a farlo dimettere: ma nessuno ci ha fatto sapere di questi reati) o si deve credere a quanto dichiarato da Marrazzo, ossia che quanto gli è accaduto è rimasto estraneo alla sua attività istituzionale.

    E’ difficile togliermi dalla testa che Marrazzo √® stato una vittima sacrificata alla ragion di Stato. Non ti fa meraviglia che lui sia stato liquidato in quattro e quatt’otto, mentre Bassolino √® sempre al suo posto?

    Nel post Marrazzo, se non ha commesso reati, non dovevi dimetterti, ho aggiunto stamani quanto ho letto qui:

    “Marchi: ‚ÄúSe fosse andato con donne nessuno scandalo‚ÄĚ – ”Sono assolutamente convinto che se Marrazzo fosse stato sorpreso in un club priv√® con due o tre donne o anche in un appartamento con una o pi√Ļ prostitute, lo scandalo non sarebbe neanche scoppiato‚ÄĚ. Va controcorrente Fabrizio Marchi, scrittore e opinionista, autore del libro ‚ÄúLe donne: una rivoluzione mai nata‚ÄĚ. ”Invece √® stato pizzicato con dei trans, dei viados – ha proseguito – √ą questo che lo ha veramente fregato. Certo, ha sbagliato, e molto, a non denunciare subito il ricatto e ora si sta accollando la responsabilit√† di tutto questo‚ÄĚ. ”Insomma ha scelto consapevolmente di fungere da caprio espiatorio. Ma perch√® non lo ha denunciato subito? – si domanda ancora Marchi – Perch√® sapeva che comunque non sarebbe stato ‘perdonato’ da un contesto sociale e culturale come il nostro dominato dall’ipocrisia e dalla menzogna. Perch√® la societ√† italiana tutto √® tranne che una societ√† laica, libera, evoluta. E questo riguarda tutti o quasi, destra e sinistra, anzi, la sinistra √® ancora pi√Ļ bacchettona della destra. Per uno come Marrazzo √® finita per sempre. Dovr√† diventare invisibile‚ÄĚ. ”Dove sono finiti i movimenti omosessuali? – si domanda ancora lo scrittore e opinionista – Ogni anno sfilano per le strade, fanno parate folkloristiche e poi tacciono quando √® invece il momento di farsi sentire e non limitarsi al folklore e al politicamente corretto? Ipocriti anche loro‚ÄĚ.”

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