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Mettiamo Fini con le spalle al muro

2 Giugno 2010

Da qualche tempo l’orologio delle decisioni ha battuto le ore. Basta dunque tergiversare. Chi voleva suggerire qualche miglioramento lo ha fatto. Coloro che invece sono bastian contrari perché non sanno fare di meglio che mettere i bastoni tra le ruote e mandare il Paese allo sfascio devono essere messi di fronte a iniziative concrete.

Gli elettori vogliono vedere governare. Anche riguardo alla tolleranza dimostrata nei confronti di Fini dicono: Basta!

Fini è maggiorenne, se ha perduto la bussola, la ritrovi presto oppure sia messo di fronte alle sue responsabilità. Senza più temporeggiamenti.

La maggioranza del Pdl fa bene a dire stop alle richieste di Fini. Non è Fini che deve dare i voti al governo, ma gli italiani.

Finora l’Europa e le organizzazione economiche internazionali ci dicono che Berlusconi e i suoi stanno lavorando bene.

Dunque proseguano e accelerino. Il Senato faccia presto a consegnare il ddl sulle intercettazioni alla Camera. Vedremo come si comporterà Fini: se si limiterà, come fa il collega Schifani, a presiedere i lavori senza dare giudizi sui provvedimenti in discussione, oppure vorrà dire la sua, e magari dirla contro il governo e, giacché ha cominciato, anche contro il Senato.

Napolitano stia accorto. Se vuole essere riconosciuto garante delle Istituzioni, badi a Fini. Gli avvertimenti li ha avuti. Non può più far finta di nulla.

Misuriamo il coraggio del cachetta. C’è bisogno di un braccio di ferro con questo voltagabbana, qualunque cosa si rischi.

Berlusconi, al minimo intoppo alla Camera fuori di misura da parte di Fini, vada in televisione e parli alla Nazione. Può farlo come presidente dell’esecutivo. Può farlo il capo dello Stato e può farlo il premier. Non può farlo Fini, come non può farlo Schifani.

A Fini non deve essere concesso nemmeno un dito dietro il quale nascondersi. Emergeranno tutte le sue contraddizioni. Vedremo i quattro gatti che lo seguono mettersi la coda tra le gambe. Con i presuntuosi non ci vogliono mezze misure. Vanno ricondotti alla loro reale misura. Senza alcuna compassione. Pur indossando Fini un vestito che non merita, sotto quel vestito colui che si crede un re è nudo, e non è affatto un re, ma un … (mi aiuti Bersani).

Fini ha tutto da perdere se messo con le spalle al muro. Già lo chiamano traditore del Pdl. Quando qualcuno deciderà di fare scoppiare i petardi, se la farà addosso e torneranno a chiamarlo er cachetta.

Concludo con una annotazione che conferma quanto si scrive qui sulle menzogne che la sinistra e certa stampa spargono a cuor leggero per calunniare l’avversario.

A Ballarò ieri sera il vice direttore di Repubblica, Massimo Giannini, ha affermato che Berlusconi è un sostenitore dell’evasione fiscale, secondo una dichiarazione riportata dall’agenzia Ansa qualche tempo fa. Il presidente del Consiglio è intervenuto in collegamento e ha dato del bugiardo al giornalista. Il conduttore Giovanni Floris ha fatto cercare l’agenzia e l’ha letta a tutti. Berlusconi non ha affatto sollecitato i cittadini ad evadere le tasse, ma ha detto tutta un’altra cosa: ossia, che quando le aliquote sono eccessive il contribuente è indotto a cercare una via di uscita con l’evasione. È l’aliquota eccessiva che agisce psicologicamente in negativo sul contribuente. Da ciò la necessità di renderla più equa. Ciò è desumibile anche dal filmato che si trova pubblicato su Repubblica.

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“Gianfranco in disparte a suo agio solo con Floris” di Massimiliano Scafi. Qui.

“Repubblica, Silvio e l’evasione” di Oscar Giannini. Qui.

“«Solo in Italia esistono i brogliacci telefonici ». Alessandro Da Rold intervista Giuliano Pisapia. Qui.


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1 commento

  1. Commento by Mario Di Monaco — 2 Giugno 2010 @ 11:28

    Noi, e come vedi mi ci metto anch’io, chiediamo a Berlusconi di risolvere la situazione d’impasse causata da Fini appellandosi al popolo o a figure istituzionali come il Capo dello Stato.

    E abbiamo ragione perché così farebbe il Capo di governo di un qualsiasi normale paese a cui sia impedito di agire.

    Ma come più volte hai sostenuto anche tu, il nostro non è un paese normale.

    In Italia vige un intreccio perverso fra potere economico e mafia che muove persone, ambienti, tempi   e situazioni secondo logiche che neppure i manovrati conoscono e   su cui finora nessuno è riuscito a far luce.

    Fini è solo un caso. In passato a destabilizzare i governi ci sono stati quelli di Scalfaro, Di Pietro, Bossi, Casini, Mastella e perfino Bertinotti e D’Alema. Ai politici vanno poi aggiunti gli interventi pilotati della stampa nazionale ed internazionale capaci di distruggere chiunque con le loro continue insinuazioni.

    Il caso del vice direttore di Repubblica che da dell’evasore a Berlusconi è solo un piccolo esempio.

    Oggi ho appreso dai giornali che nello scandalo di “affittopoli” l’architetto Zampolini avrebbe tirato in ballo Di Pietro per due appartamenti presi in affitto da Propaganda Fidi. Anche questa potrebbe rientrare fra le tante oscure manovre di chi ha deciso di far fuori un personaggio ritenuto ormai scomodo.

    Quella che naturalmente desta maggiori preoccupazioni e che nuoce maggiormente al governo è l’uso a orologeria dei pentiti, che godono della massima protezione e guai a chi li tocca.

    La domanda nasce spontanea: e allora cosa si dovrebbe fare?

    Risposta: Boh!

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