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Montecarlo. La verità scomoda

28 Gennaio 2011

Le carte parlano chiaro, ma quando non si vuol vedere né capire non ci si può far niente.
Non sono rimasto meravigliato delle sparate folli di Italo Bocchino, che ormai è alla disperazione e fuori controllo, ma da quanto sta cercando di far passare l’avvocato di Fini, Giuseppe Consolo: “«Ho le carte, la casa non è di Tulliani ». Il Pdl non abbocca e avverte: «È un’operazione di depistaggio »” (qui). Del resto se quelle carte ci sono, perché Consolo non le esibisce, mettendo fine alla discussione? A mio avviso non le esibisce perché contengono traccia della proprietà in capo a Giancarlo Tulliani, perlomeno per i primi passaggi. Infatti, niente vieta che dopo lo scandalo, Tulliani si sia liberato dell’immobile troppo scomodo.

Già ieri sera a Porta a Porta, lo stesso avvocato Consolo esibiva la famosa lettera del 16 settembre 2010 del ministro della Giustizia di Saint Lucia, dicendo che in essa non stava affatto scritto che Giancarlo Tulliani era il proprietario delle due compagnie dalle quali è passata la proprietà della casa di Montecarlo.

Invece non è così. Tanto la lettera del 16 settembre (rintracciabile alle pagine 10 e 11 dell’Avanti! di sabato 2 ottobre 2010: “From the documents from the correspondents, it was also possible to accertain the beneficial owner of the company is Mr. Giancarlo Tulliani) quanto quella recapitata al ministro Frattini e datata 10 dicembre portano la stessa identica definizione a riguardo di Giancarlo Tulliani. Egli è il beneficial owner, vale a dire il proprietario delle due compagnie, e perciò il proprietario della casa di Montecarlo.

La verità è questa. Si tenta perfino, da parte dei simpatizzanti finiani, di infangare lo Stato di Saint Lucia argomentando che si tratta di uno Stato di nessuna credibilità.
Immaginatevi voi se da quello Stato fosse pervenuto qualche documento di accusa contro Silvio Berlusconi. Sarebbe stato innalzato al settimo cielo.

Il gioco dei finiani è troppo scoperto, e direi che è perfino sempliciotto e pietoso.
Se insisteranno, si renderanno ridicoli. Sono pochi gli italiani che l’hanno bevuta.

Tutto ciò che appare, ovviamente da dimostrare in sede giudiziaria, è che Fini avrebbe voluto favorire il cognato, vendendogli a prezzo speciale un appartamento sito in una località prestigiosa quale quella monegasca.

Il 2 febbraio il gip esaminerà la richiesta di archiviazione, arricchita dai nuovi documenti ricevuti dalla Farnesina. Non credo che molti italiani, dopo quanto è stato comunicato al Senato, considereranno l’eventuale archiviazione come un atto di giustizia.

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“Cresce la fronda anti-Fini: siamo allo sbando” di Francesco Cramer. Qui.

“FINI PERCHE’ TACI?” di Andrea Indini. Qui.

“L’immagine delle Istituzioni” di Sergio Romano. Qui. Da cui estraggo:

“Fini dovrebbe chiedersi se le circostanze gli consentano di esercitare questa funzione nel miglior modo possibile. Non metto in discussione le sue capacità e le sue intenzioni, ma osservo che ogni sua decisione istituzionale, nelle prossime settimane, potrebbe diventare ragione o pretesto di sospetti e accuse.
Il calendario dei lavori, la durata dei dibattiti, il diritto di parola di un deputato, persino i tempi di una interrogazione: tutto ciò che rappresenta il lavoro quotidiano di un presidente della Camera potrebbe trasformarsi in materia di contestazione e complicare ulteriormente la situazione politica. Il problema non è la proprietà della casa di Montecarlo. Il vero problema è se la casa Italia, in queste condizioni, possa essere decorosamente amministrata nell’interesse di coloro che la abitano.”

“Berlusconi: “Vado avanti respingeremo l’offensiva Non temo le tempeste”. Qui. Da cui estraggo:

“Sia chiaro che io non ho alcun timore di farmi giudicare. Davanti ai magistrati non sono mai fuggito, e la montagna di fango delle accuse più grottesche e inverosimili in 17 anni di persecuzione giudiziaria non ha partorito nemmeno un topolino: i mille magistrati che si sono occupati ossessivamente di me e della mia vita non hanno trovato uno straccio di prova che abbia retto all’esame dei tribunali. Ma io ho diritto, come ogni altro cittadino, di presentarmi di fronte al mio giudice naturale, che non è la Procura di Milano ma il giudice assegnatomi dalla Costituzione cioè il Tribunale dei Ministri che non è un tribunale speciale fatto apposta per me, ma è composto da giudici scelti per sorteggio. E avendo la coscienza totalmente tranquilla, lo farò appena sarà stata ristabilita una situazione di correttezza giudiziaria”.

“Cassazione alle toghe: “Serve maggior riservo”. Qui.


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2 Comments

  1. Commento by Franco — 28 Gennaio 2011 @ 21:12

    Le carte saranno anche irrilevanti sotto l’aspetto penale.

    Ciò non sposta di una virgola la questione di principio e cioè che la casa è di Tulliani.

    Quindi aspettiamo pazientemente le dimissioni di Fini

     

  2. Commento by Bartolomeo Di Monaco — 29 Gennaio 2011 @ 01:50

    Abbiamo già sentito l’antifona: non si dimetterà. Leggi il post scriptum dell’articolo che ho pubblicato poco fa.

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