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Monti: “Le nostre decisioni hanno contribuito alla recessione”

11 Settembre 2012

di Clarissa Gigante
(da “il Giornale”, 11 settembre 2012)

A ormai dieci mesi dal suo arrivo a Palazzo Chigi, Mario Monti ammette che l’Italia è già in recessione e soprattutto che “le nostre decisioni hanno contribuito”.
Anzi, il suo governo l’avrebbe persino “aggravata” per permettere un “risanamento a lungo termine”: “Quando a questo governo gli è stato chiesto di trattare un caso non semplice, ci siamo posti il tema se comportarci con una visione di lungo periodo o se cercare di fare un surfing sulle onde della tempesta finanziaria”, ha detto il premier al Salone del Tessile, “Penso che le nostre decisioni abbiano contribuito ad aggravare la situazione congiunturale, è ovvio. Ma è solo così che si può avere qualche speranza un pochino più in là di avere risanata in maniera durevole la situazione”.

Un risanamento che, secondo i calcoli del presidente del Consiglio, dovrebbe portare a sbloccare entro la fine della legislatura ben 50 miliardi di investimenti tra innovazione e ricerca, semplificazione fiscale e più efficienza della macchina giudiziaria. “È un’azione sistematica indirizzata ad aumentare la produttività dei singoli fattori”, promette. E chiede a imprese e sindacati una maggiore collaborazione per superare la crisi economica e aumentare la produttività: “La sfida sulla produttività del lavoro non può essere affrontata solo da una parte, ma si vince solo se si determinano nuovi punti di intersezione”.

Parlando poi della revisione della spesa pubblica Monti si cimenta in una metafora medica: “La spending review con incisione chirurgiche, precise da fare ma dolorose da ricevere, va a intaccare tessuti nei quali la commistione fra politica e pubblica amministrazione aveva creato nel corso dei decenni spesa pubblica e opacità”. Per questo il governo vuole una “più corretta ripartizione dei ruoli far politica e professionalità. Due esempi: la Rai e le nomine ai vertici della sanità”.


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Bart